(03/04/2014) Aggiornamento. Dopo il nostro articolo sono usciti un comunicato del CAI e il comunicato congiunto di Emergenza lupo Arezzo e Associazione nazionale Tutela rurale. All’ufficio stampa della nostra associazione (Tutela rurale) Duccio Berzi ha ribadito di non aver mai pronunciato la frase “non abbiamo mai visto lupi aggredire le persone”. Da parte sua il CAI scarica tutto su un’addetta stampa che avrebbe commesso un “errore” (ma attribuire con un virgolettato una pesante e menzognera affermazione a un esperto è molto più di un errore). Possibile che qualche responsabile del CAI non abbia controllato il testo del comunicato? Non pago di scaricare tutto sul giornalista, il CAI la butta in caciara lamentando la “solita contrapposizione ideologica? Ma come? Se noi non avessimo reagito (Tutela Rurale e Emergenza lupo) sarebbe ancora sui media aretini la dichiarazione sui lupi che non attaccano mai le persone. Siamo noi, che chiediamo il rispetto della verità fattuale, che facciamo ideologia? In ogni caso ci ha pensato il prof. Salsa, già presidente nazionale del CAI a manifestare il proprio sconcerto per la piega presa dal CAI con queste continue iniziative pro lupo dichiarando che “il Cai dovrebbe tornare a fare le cose per cui è nato”.
DEI SEGUITO IL COMUNICATO “riparatore” DEL CAI
PRECISIAMO
In merito al comunicato stampa diffuso per pubblicizzare la mostra sui grandi carnivori e sul rapporto fra uomo e lupo che si terrà il 4 e 5 maggio nell’atrio d’onore della Provincia di Arezzo con la proiezione del film “Lupo uno”, il Cai si dissocia dall’affermazione riportata nell’articolo secondo cui il lupo non avrebbe mai attaccato l’uomo, perché non rispondente al vero. Si tratta infatti di un errore del giornalista che ha curato l’ufficio stampa, poi corretto ma che è rimasto presente in alcuni siti. Ce ne scusiamo con Duccio Berzi al quale è stata attribuita la frase, con i soci e con i lettori.
Dispiace che eventi organizzati proprio per dar spazio alla complessità e alla conoscenza anche delle problematiche derivanti dalla presenza del lupo si trasformino – seppur per un errore non dipeso dal Cai e tanto meno dal dottor Berzi – nella solita inutile contrapposizione ideologica che non porta a nessun risultato utile.
Arezzo informa riprende il nostro comunicato
(01/05/2024) Il Cai, impegnato in Toscana in un tour di eventi di propaganda pro lupo, scivola su un comunicato stampa nel quale si sostiene che “non ci sono mai stati attacchi da parte dei lupi, è più facile essere morsi dai cani”. Il fatto sconcertante è che queste affermazioni, incompatibili con le 13 persone ferite da una lupa (certificata tale) sulle spiagge abruzzesi tra il 2022 e il 2023 e, nel caso della Toscana, con il ferimento di una donna a Porcari alla periferia di Lucca, sempre nel 2023, sono messe in bocca (con un inequivocabile virgolettato) a Duccio Berzi, uno dei massimi esperti di lupi in Italia e consulente della Task Force lupo della Regione Toscana.

Un’opinione sgradita può essere discussa, respinta, o si può giungere a un compromesso su di essa, ma i fatti sgraditi possiedono un esasperante ostinatezza che può essere scossa soltanto dalle pure e semplici menzogne.
Hannah Arendt, Verità e Politica, Torino, 1995, p. 48
Sabato 4 maggio 2024, ad Arezzo, verrà proiettato il film “Lupo Uno”, un documentario sulle attività di ricerca sul lupo nelle Alpi Venete. Nell’occasione interverranno Duccio Berzi, che ha seguito la ricerca e Luca Mattioli, responsabile della Regione Toscana per le attività faunistiche in provincia di Arezzo. Entrambi sono parte dello staff della Task Force lupo istituita dalla regione. Un’iniziativa, va subito detto, altamente invisibile. Non si trovano da nessuna parte, né nel sito della regione né altrove dati sugli avvistamenti e le segnalazioni dei cittadini al “numero verde”.
Nel comunicato dell’Ufficio stampa del Cai di Arezzo, riportato da diverse testate locali, è riportata la seguente dichiarazione attribuendola a Duccio Berzi.
“…stiamo assistendo a casi di animali confidenti che si avvicinano alle abitazioni. Un nuovo tema da affrontare visto che l’ultimo piano di gestione del lupo è fermo al 2015. Rischi per le persone? Non abbiamo mai visto attacchi di lupo all’uomo. E’ più facile essere morsi da un cane”.
Si tratta del solito mantra animal-ambientalista che, in linea con il famoso assioma sulla menzogna ripetuta 1000 volte che diventa realtà, è ripetuto quasi ogni giorno da “esperti” di parte. Ma può un ricercatore come Duccio Berzi, stimato anche dagli allevatori, scendere a questi livelli? Egli conosce bene i casi di attacchi verificatisi in Italia e in Toscana negli ultimi anni. Nel caso del dr. Berzi poi è il suo ruolo nella Task force lupo della regione che preclude la diffusione di menzogne su un tema molto caldo come quello della pericolosità dei lupi. Nel caso non arrivassero delle smentite pubbliche da parte di Berzi (per ora la frase incriminata è stata tolta di soppiatto da alcune testate che avevano riportato il comunicato del Cai e sul suo profilo facebook Berzi se la prende con i “giornalisti”) si aprirebbe un problema politico per la regione.


Può un responsabile della Task force lupo fare disinformazione? Con che fiducia nell’istituzione regionale i cittadini, d’ora in poi, potranno accingersi a inviare segnalazioni? E’ chiaro che penseranno che, da parte di esperti così smaccatamente pro lupo, non ci si possa aspettare altro che l’insabbiamento delle segnalazioni. Se, invece, è il Cai che ha attribuito al dr. Berzi delle dichiarazioni che non sono mai uscite dalla sua bocca, le istituzioni che finanziano il sodalizio e i tesserati dovrebbero riconsiderare il loro sostegno/adesione a un’associazione che scende a simili livelli di faziosità e scorrettezza.

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