


(09/09/2026) Non essendo stato possibile ricavare il Dna del lupo dagli indumenti della bambina aggredita ad Arrone (Umbria) il 9 luglio il lupo – con le regole di ingaggio Ispra, ultra garantiste per il predatore – la farà franca. Solo in Italia una bambina può essere oggetto di predazione e il lupo che la aggredisce la fa franca. E’ successo nel caso di Casalbordino nel 2024. Sta succedendo ai Noicattaro e a Gallipoli. Servono altre regole del gioco. Nei paesi civili un lupo che si avvicina a un bambino è un lupo morto. Nei paesi civili tutti questi teatrini delle Task Force che si coprono di ridicolo lasciandosi derubare dei lacci di cattura, dei pletorici tavoli in prefettura, non esistono. Il lupo che si avvicina o, peggio, entra negli abitati è abbattuto. Non gli si corre dietro per radiocollararlo, non si cerca il Dna. Si spara. E questa è l’unica forma di prevenzione degli attacchi a cani, gatti e bambini, quella che insegna al lupo che avvicinarsi agli abitti significa rischiare la pelliccia.


(09/09/2026) E’ successo a Fraviano, frazione di Vermiglio in alta val di Sole il giorno 7 (due giorni fa). Due i bovini vittime dell’orso killer che questa estate ha seminato la morte in tutta la val di Sole. Il fatto grave è che è successo in paese, a un’ora tarda ma che, con il caldo anomalo di questo inizio settembre, vedeva ancora i bambini in strada a giocare. accadendo, L’ orso entrato nel recinto ha sbranato una vitella e rincorso una manza fino a pochi metri dalle case facendole travolgere una staccionata in legno e cadere da un muro di quasi due metri per poi rotolare per una cinquantina di metri e quindi morire. E’ stato l’allevatore stesso a denunciare pubblicamente l’accaduto. Silenzio della Provincia.

(06/09/2026) Si sospetta che uno o più lupi di Noicattaro siano morti. Lo strano caso del furto della fototrappola e del laccio. La Task Force non dà informazioni alla cittadinanza sull’operato. Passato abbandono di scarti di macelleria da parte di un’azienda alla base del problema? Il cucciolo è stato avvistato più volte, sempre da solo.
(06/07/2026) Il lupo è diventato una questione sociale che coinvolge gruppi diversi della popolazione e presenta pesanti implicazioni politiche. Non riguarda più solo gli allevatori, ma una vasta platea di cittadini che sentono l’esigenza di approfondire il problema, non condizionati dalla narrazione dominante. L’orso, in seguito allo sciagurato progetto Life Ursus sta creando enormi problemi in Trentino ma è sempre più presente anche in Lombardia e in Veneto
Simboli di una ideologica “rivincita della Natura”, testa d’ariete di una “rinaturalizzazione radicale”, i grandi carnivori sono stati sovraccaricati di significati che oltrepassano il dato biologico. Nel frattempo, la dimensione umana e sociale del loro impatto continua a essere ignorata. Così si è determinata una polarizzazione che preclude qualsiasi dibattito costruttivo. Per avviarlo è necessario riconoscere che il ritorno di lupi e orsi non è socialmente “neutro” ma penalizza componenti socio territoriali deboli, che non godono l’appoggio dei media, delle cerchie intellettuali, delle agenzie pubbliche, delle ong, che, al contrario, ne ricavano spesso dei vantaggi.
Nel panorama editoriale italiano, a fronte di centinaia di opere pro-lupo (di vario spessore e genere), non si può trovare quasi nessun titolo che suoni “l’altra campana”. Con questo volume collettivo, che comprende contributi di studiosi di varie discipline, ma anche testimonianze di allevatori e di volontari di comitati e associazioni, si è inteso colmare un vuoto, mettendo a disposizione un insieme importante di materiali di informazione e approfondimento. In appendice un elenco delle aggressioni del lupo all’uomo in Italia dal 2011 al 2026
Libro di 254 pagine, formato A5 (15 x 21). Prezzo 10,00 €
per acquistare direttamente dall’editore https://tutelarurale.org/libri/







(29/07/2026) La mappa “social” costruita in base a segnalazioni attendibili di cittadini oltre che dalle notizie apparse sui media è stata visualizzata 25 mila volte in pochi giorni. Intanto le predazioni e le “prodezze” degli orsi si moltiplicano. Oltre alla val di Sole, insanguinata da un orso problematico che dall’alta valle si è spostato a Rabbi lasciando una scia di carcasse e di animali moribondi, si sono registrate predazioni a Concei, Tione e val di Non. Mentre a Caldes, paese del povero Andrea Papi, gli orsi vanno a bere alla fontana davanti alle scuole e alla chiesa e cagano sul posto. Non parliamo della serie interminabile di avvistamenti sul Bondone in comune di Trento.

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Dal dicembre 2023 la nostra associazione “Tutela Rurale” ha promosso – insieme alle realtà locali amiche – 20 convegni sul tema dei GRANDI CARNIVORI nelle provincie di VERBANIA, ALESSANDRIA, NOVARA, VERCELLI, COMO, BERGAMO, BRESCIA, LECCO, TRENTO, BELLUNO, PARMA, AREZZO, L’AQUILA, ROMA, GENOVA
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