


(3/10/2026) . A Veneto Agricoltura si vantano della soluzione high tech per la convivenza con i lupi: il cane robot Spot. In quell’ente, con a capo il solito politico da sistemare su una cadrega dorata, devono operare dei marziani che non hanno alcuna idea delle condizioni economiche e della realtà operativa dell’allevamento estensivo. Solo dei marziani (o dei folli) possono pensare di proporre, con l’attuale stadio di evoluzione della tecnologia, i cani robot quali strumenti per la protezione dei greggi dai lupi. A Veneto Agricoltura non hanno la minima idea di cosa sia un pascolo, un cane, una pecora, altrimenti non avrebbero potuto coprirsi di ridicolo con i loro annunci, proponendo una “soluzione tecnologica” che non sta né in cielo né in terra. LEGGI TUTTO

(3/10/2026) . (03/10/2026) Nel 2023 si è molto discusso in Trentino sull’opportunità di sospendere di notte le operazioni di soccorso dei dispersi in montagna. La Provincia giurò che un nuovo protocollo avrebbe previsto la continuazione. E allora perché il 1° ottobre, a tarda sera, le ricerche di un fungaiolo di 76 anni in zona Monte Mondone sono state sospese? L’uomo, polifratturato, ha trascorso la notte all’addiaccio immobilizzato. Quando le ricerche sono state sospese era già buio e le squadre erano già in zona. Quali motivi particolari hanno indotto, per la sicurezza del personale delle squadre a sospendere? Tra i soccorritori vi era anche una sqadra anti-orso del Corpo forestale provinciale perché la zona è infestata dagli orsi come documentato dalle decine di avvistamenti avvenuti questa estate da noi documentati (link)suscitando grande irritazione nella Provincia che continua a gestire in modo opaco la comunicazione sulla presenza dei plantigradi LEGGI TUTTO

(06/07/2026) Il lupo è diventato una questione sociale che coinvolge gruppi diversi della popolazione e presenta pesanti implicazioni politiche. Non riguarda più solo gli allevatori, ma una vasta platea di cittadini che sentono l’esigenza di approfondire il problema, non condizionati dalla narrazione dominante. L’orso, in seguito allo sciagurato progetto Life Ursus sta creando enormi problemi in Trentino ma è sempre più presente anche in Lombardia e in Veneto
Simboli di una ideologica “rivincita della Natura”, testa d’ariete di una “rinaturalizzazione radicale”, i grandi carnivori sono stati sovraccaricati di significati che oltrepassano il dato biologico. Nel frattempo, la dimensione umana e sociale del loro impatto continua a essere ignorata. Così si è determinata una polarizzazione che preclude qualsiasi dibattito costruttivo. Per avviarlo è necessario riconoscere che il ritorno di lupi e orsi non è socialmente “neutro” ma penalizza componenti socio territoriali deboli, che non godono l’appoggio dei media, delle cerchie intellettuali, delle agenzie pubbliche, delle ong, che, al contrario, ne ricavano spesso dei vantaggi.
Nel panorama editoriale italiano, a fronte di centinaia di opere pro-lupo (di vario spessore e genere), non si può trovare quasi nessun titolo che suoni “l’altra campana”. Con questo volume collettivo, che comprende contributi di studiosi di varie discipline, ma anche testimonianze di allevatori e di volontari di comitati e associazioni, si è inteso colmare un vuoto, mettendo a disposizione un insieme importante di materiali di informazione e approfondimento. In appendice un elenco delle aggressioni del lupo all’uomo in Italia dal 2011 al 2026
Libro di 254 pagine, formato A5 (15 x 21). Prezzo 10,00 €
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(29/07/2026) La mappa “social” costruita in base a segnalazioni attendibili di cittadini oltre che dalle notizie apparse sui media è stata visualizzata 25 mila volte in pochi giorni. Intanto le predazioni e le “prodezze” degli orsi si moltiplicano. Oltre alla val di Sole, insanguinata da un orso problematico che dall’alta valle si è spostato a Rabbi lasciando una scia di carcasse e di animali moribondi, si sono registrate predazioni a Concei, Tione e val di Non. Mentre a Caldes, paese del povero Andrea Papi, gli orsi vanno a bere alla fontana davanti alle scuole e alla chiesa e cagano sul posto. Non parliamo della serie interminabile di avvistamenti sul Bondone in comune di Trento.

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L’Italia è un paese dalle profonde radici rurali. Il mondo rurale italiano è stato però precocemente sottomesso all’egemonia urbana e sottoposto a una feroce subalternità, oggi espressa dall’arroganza dell’ambientalismo urbano. Sinora frammentato e privo di rappresentanza, il mondo rurale può contribuire, con il suo riscatto, ai problemi irrisolti della società italiana.
Dal dicembre 2023 la nostra associazione “Tutela Rurale” ha promosso – insieme alle realtà locali amiche – 20 convegni sul tema dei GRANDI CARNIVORI nelle provincie di VERBANIA, ALESSANDRIA, NOVARA, VERCELLI, COMO, BERGAMO, BRESCIA, LECCO, TRENTO, BELLUNO, PARMA, AREZZO, L’AQUILA, ROMA, GENOVA
Siamo l’associazione più attiva su questo fronte in Italia ma per poter proseguire ci serve il vostro aiuto. La nostra attività di comunicazione è svolta oltre che attraverso questo sito anche sui social attraverso il gruppo e la pagina facebook ruralpini resistenza rurale, il canale you tube resistenza rurale, attraverso continui comunicati stampa ripresi da numerosi media (https://tutelarurale.org/parlano-di-noi/).
Ogni giorno le organizzazioni animal-ambientaliste, forti di bilanci milionari, organizzano eventi propagandistici. Come possiamo far sentire la voce del mondo rurale senza risorse? E’ inutile lamentarsi se non si fa nemmeno lo sforzo di donare qualcosa a chi dimostra di operare già in varie parti d’Italia con costanza e determinazione. Da diverse parti ci chiamano per organizzare eventi ma se non ci sono risorse, se le casse sono vuote, come è possibile? Chiediamo un atto di intelligenza non una carità.
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