


(26/04/2026) Ieri, una delegazione di Tutela Rurale e del Comitato Insieme per Andrea Papi si è recata a Comano da Sandro Malesardi l’allevatore trentino di pecore tingole (una razza in via di estinzione caratterizzata dagli “occhiali” neri). Alleva (allevava) le pecore per la lana, per alimentare una filiera chiusa, dal pascolo al prodotto di lana finito che dava vita anche a un’attività educativa, dimostrazioni, collaborazione con i musei etnografici. Il 15 aprile un branco di lupi e un orso hanno spezzato i suoi sogni. Gli animalisti, sostenuti dai media, hanno anche infierito su di loro per cattiveria e ignoranza e hanno attaccato con veemenza anche il sindaco che li difende e chiede gli abbattimenti.


(23/04/2026) Il coro ipocrita di istituzioni e organizzazioni animal-ambientaliste punta il dito contro il mondo agricolo. Quello che è grave è che al coro si unisce l’ISPRA. Però, più aumentano i casi (siamo a 21 capi ritrovati) e meno credibile appare l’ipotesi di un complotto ordito dagli allevatori, che non rischiano di uccidere i cani e diffidano dalle “imprese” condotte da più persone, tra le quali può sempre esserci la spia. L’uso di fitofarmaci poi non è certo una prova (bisognerebbe anche sapere quali perché alcuni sono di facile acquisto ed efficaci, senza contare che è sempre possibile ottenerli da titolari di patentini). E allora perché non pensare alla provocazione, alla false flag ordita per incolpare il mondo rurale e bloccare il declassamento del lupo? Forse che i gruppi animalisti estremisti non hanno già condotto azioni violente, a volte danneggiando anche gli stessi animali in nome dei quali proclamano di operare? Dimentichiamo la “strategia della tensione”?

(21/03/2026) Lo dimostra il libro di Michele Corti appena uscito “L’alimentazione contadina alpina” (Festivalpastoralismo, marzo 2026) (qui per i dettagli e l’acquisto). La storia è maestra di vita: chi la studia non si lascia fregare dalle cortine fumogene ideologiche. Il volume sull’alimentazione contadina alpina tra Otto e Novecento non è solo una minuziosa descrizione di pratiche agricole, di allevamento e di trasformazione alimentare. Nei capitoli generali, ma anche nei 16 capitoli sulle singole coltivazioni e specie allevate, vi sono numerosi riferimenti alla storia sociale e anche ad aspetti politici e istituzionali che presentano sconcertanti analogie con i dibattiti attuali e svelano come, dietro le ideologie (in primis ambientaliste) si celino gli interessi delle élite.






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L’Italia è un paese dalle profonde radici rurali. Il mondo rurale italiano è stato però precocemente sottomesso all’egemonia urbana e sottoposto a una feroce subalternità, oggi espressa dall’arroganza dell’ambientalismo urbano. Sinora frammentato e privo di rappresentanza, il mondo rurale può contribuire, con il suo riscatto, ai problemi irrisolti della società italiana.
Dal dicembre 2023 la nostra associazione “Tutela Rurale” ha promosso – insieme alle realtà locali amiche – 20 convegni sul tema dei GRANDI CARNIVORI nelle provincie di VERBANIA, ALESSANDRIA, NOVARA, VERCELLI, COMO, BERGAMO, BRESCIA, LECCO, TRENTO, BELLUNO, PARMA, AREZZO, L’AQUILA, ROMA, GENOVA
Siamo l’associazione più attiva su questo fronte in Italia ma per poter proseguire ci serve il vostro aiuto. La nostra attività di comunicazione è svolta oltre che attraverso questo sito anche sui social attraverso il gruppo e la pagina facebook ruralpini resistenza rurale, il canale you tube resistenza rurale, attraverso continui comunicati stampa ripresi da numerosi media (https://tutelarurale.org/parlano-di-noi/).
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