




(10/05/2026) Il presidente del Parco della Maremma, a seguito di recenti episodi di predazione all’interno del Parco e delle conseguenti dichiarazioni di Mirella Pastorelli, presidente del Comitato Pastori d’Italia, attacca pesantemente la stessa Pastorelli minacciandola di iniziative legali solo perché ella ha “osato” ricordare che i lupi sono pericolosi anche per le persone. Invitiamo Rusci a denunciare anche l’Associazione per la tutela dell’ambiente e della vita rurale che sostiene che i lupi sono pericolosi. Ma gli ricordiamo che minacciare azioni legali senza fondamento integra il reato di minacce.
(09/05/2026) E’ notizia di ieri che la Procura di Sulmona ha aperto un’indagine sulla gestione del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise (indennizzi, concessioni) in relazione alla recente “ondata” di avvelenamenti di lupi. Il più antico e iconico parco italiano è anche un modello fallimentare. Si tratta di comprendere il “contesto” in cui sono maturati gli atti di avvelenamento. Se, da una parte, il Parco è molto interventista (tanto da prendere in affitto migliaia di ettari dai comuni) dall’altra è stato accusato, a colpi di sentenze di condanna a suo carico, di non fare anche le cose più semplici per proteggere l’orso marsicano. Il chiamare in causa la “mafia dei pascoli” per fenomeni recentissimi appare come una forma di depistaggio: non solo è stata largamente smantellata ma, semplicemente, non esiste più per il venir meno delle motivazioni (livello di contributi e regole di assegnazione) che l’avevano fatta prosperare.

(21/03/2026) Lo dimostra il libro di Michele Corti appena uscito “L’alimentazione contadina alpina” (Festivalpastoralismo, marzo 2026) (qui per i dettagli e l’acquisto). La storia è maestra di vita: chi la studia non si lascia fregare dalle cortine fumogene ideologiche. Il volume sull’alimentazione contadina alpina tra Otto e Novecento non è solo una minuziosa descrizione di pratiche agricole, di allevamento e di trasformazione alimentare. Nei capitoli generali, ma anche nei 16 capitoli sulle singole coltivazioni e specie allevate, vi sono numerosi riferimenti alla storia sociale e anche ad aspetti politici e istituzionali che presentano sconcertanti analogie con i dibattiti attuali e svelano come, dietro le ideologie (in primis ambientaliste) si celino gli interessi delle élite.







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L’Italia è un paese dalle profonde radici rurali. Il mondo rurale italiano è stato però precocemente sottomesso all’egemonia urbana e sottoposto a una feroce subalternità, oggi espressa dall’arroganza dell’ambientalismo urbano. Sinora frammentato e privo di rappresentanza, il mondo rurale può contribuire, con il suo riscatto, ai problemi irrisolti della società italiana.
Dal dicembre 2023 la nostra associazione “Tutela Rurale” ha promosso – insieme alle realtà locali amiche – 20 convegni sul tema dei GRANDI CARNIVORI nelle provincie di VERBANIA, ALESSANDRIA, NOVARA, VERCELLI, COMO, BERGAMO, BRESCIA, LECCO, TRENTO, BELLUNO, PARMA, AREZZO, L’AQUILA, ROMA, GENOVA
Siamo l’associazione più attiva su questo fronte in Italia ma per poter proseguire ci serve il vostro aiuto. La nostra attività di comunicazione è svolta oltre che attraverso questo sito anche sui social attraverso il gruppo e la pagina facebook ruralpini resistenza rurale, il canale you tube resistenza rurale, attraverso continui comunicati stampa ripresi da numerosi media (https://tutelarurale.org/parlano-di-noi/).
Ogni giorno le organizzazioni animal-ambientaliste, forti di bilanci milionari, organizzano eventi propagandistici. Come possiamo far sentire la voce del mondo rurale senza risorse? E’ inutile lamentarsi se non si fa nemmeno lo sforzo di donare qualcosa a chi dimostra di operare già in varie parti d’Italia con costanza e determinazione. Da diverse parti ci chiamano per organizzare eventi ma se non ci sono risorse, se le casse sono vuote, come è possibile? Chiediamo un atto di intelligenza non una carità.
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