



(17/07/2026) . La cattura dei lupi a Noicattaro si dimostra, come in altre circostanze, lunga e difficile. La Task Force è entrata in contatto due volte con il lupo. Se si fosse usato il fucile, come largamente giustificato data la gravità dei rischi per la pubblica sicurezza, tutto sarebbe già finito. Invece il lupo è libero e può attaccare perché la Regione Puglia non ha neanche preso in esame l’abbattimento. Grave anteporre la vita del lupo a quella dei bambini. In tutti i paesi civili quando il lupo è una minaccia per i bambini viene abbattuto. In Italia, dove dettano legge le lobby, anche quelle del fanatismo animalista, la vita di un lupo vale più di quella dei bambini. Comunicato stampa di TUTELA RURALE DEL 17/08/2026
(16/07/2026) . Terzo attacco predatorio del lupo di Noicattaro a danno di bambini. E’ avvenuto alle 23 del 15 agosto. Il lupo ha ripetutamente tentato di afferrare e trascinare via un bambino di 6 anni. Task Force non pervenuta e il lupo dopo due ore gironzolava ancora in zona. Pesanti le responsabilità delle istituzioni. Mancano procedure efficaci per intervenire in questi casi perché prevale sempre la cultura animalista del “povero lupo in via di estinzione”. Qualcuno deve rispondere di queste “falle” nella tutela della pubblica incolumità. Sul banco degli imputati Ispra (ente governativo) con la figura di Piero Genovesi che nonostante la crescita delle aggressioni alle persone e ai bambini in particolare mantiene protocolli ipergarantisti per il lupo , il sindaco (che non ha mai risposto a chi gli segnalava il pericolo da due anni in qua), il prefetto (che non può fingere che si tratti di normali controlli di specie faunistiche ignorando il pericolo per la sicurezza dei cittadini), il presidente della regione (Decaro) che ha scelto la strada della cattura escludendo quella più rapida ed efficace dell’abbattimento.

(06/07/2026) Il lupo è diventato una questione sociale che coinvolge gruppi diversi della popolazione e presenta pesanti implicazioni politiche. Non riguarda più solo gli allevatori, ma una vasta platea di cittadini che sentono l’esigenza di approfondire il problema, non condizionati dalla narrazione dominante. L’orso, in seguito allo sciagurato progetto Life Ursus sta creando enormi problemi in Trentino ma è sempre più presente anche in Lombardia e in Veneto
Simboli di una ideologica “rivincita della Natura”, testa d’ariete di una “rinaturalizzazione radicale”, i grandi carnivori sono stati sovraccaricati di significati che oltrepassano il dato biologico. Nel frattempo, la dimensione umana e sociale del loro impatto continua a essere ignorata. Così si è determinata una polarizzazione che preclude qualsiasi dibattito costruttivo. Per avviarlo è necessario riconoscere che il ritorno di lupi e orsi non è socialmente “neutro” ma penalizza componenti socio territoriali deboli, che non godono l’appoggio dei media, delle cerchie intellettuali, delle agenzie pubbliche, delle ong, che, al contrario, ne ricavano spesso dei vantaggi.
Nel panorama editoriale italiano, a fronte di centinaia di opere pro-lupo (di vario spessore e genere), non si può trovare quasi nessun titolo che suoni “l’altra campana”. Con questo volume collettivo, che comprende contributi di studiosi di varie discipline, ma anche testimonianze di allevatori e di volontari di comitati e associazioni, si è inteso colmare un vuoto, mettendo a disposizione un insieme importante di materiali di informazione e approfondimento. In appendice un elenco delle aggressioni del lupo all’uomo in Italia dal 2011 al 2026
Libro di 254 pagine, formato A5 (15 x 21). Prezzo 10,00 €
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(29/07/2026) La mappa “social” costruita in base a segnalazioni attendibili di cittadini oltre che dalle notizie apparse sui media è stata visualizzata 25 mila volte in pochi giorni. Intanto le predazioni e le “prodezze” degli orsi si moltiplicano. Oltre alla val di Sole, insanguinata da un orso problematico che dall’alta valle si è spostato a Rabbi lasciando una scia di carcasse e di animali moribondi, si sono registrate predazioni a Concei, Tione e val di Non. Mentre a Caldes, paese del povero Andrea Papi, gli orsi vanno a bere alla fontana davanti alle scuole e alla chiesa e cagano sul posto. Non parliamo della serie interminabile di avvistamenti sul Bondone in comune di Trento.

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Dal dicembre 2023 la nostra associazione “Tutela Rurale” ha promosso – insieme alle realtà locali amiche – 20 convegni sul tema dei GRANDI CARNIVORI nelle provincie di VERBANIA, ALESSANDRIA, NOVARA, VERCELLI, COMO, BERGAMO, BRESCIA, LECCO, TRENTO, BELLUNO, PARMA, AREZZO, L’AQUILA, ROMA, GENOVA
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