



(06/07/2026) Il lupo è diventato una questione sociale che coinvolge gruppi diversi della popolazione e presenta pesanti implicazioni politiche. Non riguarda più solo gli allevatori, ma una vasta platea di cittadini che sentono l’esigenza di approfondire il problema, non condizionati dalla narrazione dominante. L’orso, in seguito allo sciagurato progetto Life Ursus sta creando enormi problemi in Trentino ma è sempre più presente anche in Lombardia e in Veneto
Simboli di una ideologica “rivincita della Natura”, testa d’ariete di una “rinaturalizzazione radicale”, i grandi carnivori sono stati sovraccaricati di significati che oltrepassano il dato biologico. Nel frattempo, la dimensione umana e sociale del loro impatto continua a essere ignorata. Così si è determinata una polarizzazione che preclude qualsiasi dibattito costruttivo. Per avviarlo è necessario riconoscere che il ritorno di lupi e orsi non è socialmente “neutro” ma penalizza componenti socio territoriali deboli, che non godono l’appoggio dei media, delle cerchie intellettuali, delle agenzie pubbliche, delle ong, che, al contrario, ne ricavano spesso dei vantaggi.
Nel panorama editoriale italiano, a fronte di centinaia di opere pro-lupo (di vario spessore e genere), non si può trovare quasi nessun titolo che suoni “l’altra campana”. Con questo volume collettivo, che comprende contributi di studiosi di varie discipline, ma anche testimonianze di allevatori e di volontari di comitati e associazioni, si è inteso colmare un vuoto, mettendo a disposizione un insieme importante di materiali di informazione e approfondimento. In appendice un elenco delle aggressioni del lupo all’uomo in Italia dal 2011 al 2026
Libro di 254 pagine, formato A5 (15 x 21). Prezzo 10,00 €
per acquistare direttamente dall’editore https://tutelarurale.org/libri/
(06/07/2026) In Trentino la Provincia non fornisce informazioni sugli avvistamenti se non nei casi più gravi come attacchi o “falsi” attacchi o incidenti stradali. Così se l’orso arriva sotto casa tua non hai diritto di saperlo. E’ stata anche realizzata una app a pagamento da parte di privati che, per ora, è solo su Apple. Abbiamo così creato questa mappa che aggiorniamo con le segnalazioni attendibili che ci provengono dai cittadini, direttamente o indirettamente filtrate da gruppi attivi nei territori. Può crescere e costringere la Provincia a uscire dalla sua reticenza e dal disperato tentativo di nascondere a residenti e turisti il pericolo degli orsi se le segnalazioni arrivano numerose. In ogni caso chi vede l’orso deve chiamare il 112 e poi segnalare a noi (può farlo contattando gruppi e pagine facebook come RURALPINI – PAGANELLA LIBERI E SICURI – ORGOGLIOSAMENTE TRENTINI – GRUPPO per la difesa del territorio e salvaguardia della libertà O DIRETTAMENTE AL NUMERO WHATSAPP DEDICATO 351 833 4368). Se non segnalate a noi mettono quasi sempre tutto a tacere “per non fare allarmismo”
IL LINK ALLA MAPPA E’ https://www.google.com/maps/d/u/0/edit?hl=it&mid=1d43YdLzznhl-VxXOz6kg5ZKLdf5RjG4&ll=46.04163173134131%2C10.760470241049367&z=10







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L’Italia è un paese dalle profonde radici rurali. Il mondo rurale italiano è stato però precocemente sottomesso all’egemonia urbana e sottoposto a una feroce subalternità, oggi espressa dall’arroganza dell’ambientalismo urbano. Sinora frammentato e privo di rappresentanza, il mondo rurale può contribuire, con il suo riscatto, ai problemi irrisolti della società italiana.
Dal dicembre 2023 la nostra associazione “Tutela Rurale” ha promosso – insieme alle realtà locali amiche – 20 convegni sul tema dei GRANDI CARNIVORI nelle provincie di VERBANIA, ALESSANDRIA, NOVARA, VERCELLI, COMO, BERGAMO, BRESCIA, LECCO, TRENTO, BELLUNO, PARMA, AREZZO, L’AQUILA, ROMA, GENOVA
Siamo l’associazione più attiva su questo fronte in Italia ma per poter proseguire ci serve il vostro aiuto. La nostra attività di comunicazione è svolta oltre che attraverso questo sito anche sui social attraverso il gruppo e la pagina facebook ruralpini resistenza rurale, il canale you tube resistenza rurale, attraverso continui comunicati stampa ripresi da numerosi media (https://tutelarurale.org/parlano-di-noi/).
Ogni giorno le organizzazioni animal-ambientaliste, forti di bilanci milionari, organizzano eventi propagandistici. Come possiamo far sentire la voce del mondo rurale senza risorse? E’ inutile lamentarsi se non si fa nemmeno lo sforzo di donare qualcosa a chi dimostra di operare già in varie parti d’Italia con costanza e determinazione. Da diverse parti ci chiamano per organizzare eventi ma se non ci sono risorse, se le casse sono vuote, come è possibile? Chiediamo un atto di intelligenza non una carità.
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