Lupo “Andrea”: una storia imbarazzante per il lupismo

Una notizia di rilievo nazionale nel clima acceso di dibattiti sul lupo. Invece no. Censura quasi totale. Perché troppo imbarazzante per l’industria del lupo. 250 mila € buttate nel cesso per un progetto basato su un solo lupo vagabondo. Che, vagabondando in Austria dove ai lupi non è consento avvicinarsi agli abitati è finito come doveva finire: sparato in base all’ordinanza della Carinzia sui lupi pericolosi. Eppure le autorità carinziane avevano avvisato il luminare dell’orsolupologia udinese, Stefano Filacorda, del rischio che correva il suo lupo radiocollarato. Ma è imbarazzante anche il confronto tra le regole di ingaggio carinziane, che tutelano i cittadini, e quelle italiane, che tutelano a oltranza il lupo anche in barba al declassamento.

Nella notte tra il 2 e il 3 febbraio di quest’anno è stato abbattuto nel distretto carinziano di Spittal an der Drau, sulla base dell’ordinanza del land sui lupi pericolosi, il lupo “Andrea”. Il lupo era monitorato da Stefano Filacorda dell’Università di Udine. L’abbattimento ha mandato in fumo un progetto da 250 mila €.

La “favola di Andrea” (sulla quale ora è sceso l’imbarazzato silenzio dei media) era iniziata nell’ottobre 2024, quando era un cucciolo dell’anno, ancora nel branco, ma pesava già 30 kg (altro che Canis lupus italicus!). La cattura avvenne nei pressi di Pordenone. Il giovane lupo rimase con il suo branco durante autunno; dopodiché iniziò a vagare alla ricerca del suo territorio. Seguì il fiume Tagliamento e superò il Passo Pramollo, attraversando il confine con l’Austria. Nell’estate 2025 il lupo si trova nella zona di confine tra Carinzia e Salisburgo, secondo i dati del suo trasmettitore.

Le tappe del viaggio del lupo

Filacorda avvisato mezzo salvato, invece…

Filacorda conosceva benissimo la norma vigente in Carinzia ed è stato avvisato esplicitamente dalle autorità carinziane della possibilità che il lupo potesse essere abbattuto se si fosse avvicinato a centri abitati, case, stalle. Non avrebbero “derogato” per “Andrea”, nonostante il radiocollare satellitare, nonostante il progetto scientifico, nonostante i 250 mila euro (che testimoniano che l’industria del lupo è sempre florida). In Austria, come in Svizzera, la sicurezza dei cittadini viene prima dei lupi (a differenza dell’Italia dove la vita di orsi e lupi è anteposta a quella dei sudditi). Un lupo vagabondo come “Andrea” non dura molto in Carinzia. Filacorda ha giocato d’azzardo (con i soldi dei contribuenti).

Filacorda: una grande passione per la cattura e il radicollaraggio di orsi e lupi

L’ufficio del vicegovernatore della Carinzia, Martin Gruber, ha dichiarato che il lupo era comparso nelle immediate vicinanze di una zona residenziale e che l’Università di Udine è stata subito informata dell’abbattimento eseguito ai sensi dell’ordinanza sul lupi pericolosi. Da parte carinziana si è ribadito che: “da parte italiana era sempre stato noto che il lupo con collare poteva essere rimosso se si fosse comportato come lupo a rischio. Ciò è avvenuto ora“.

Un caso che mette in evidenza la disinformazione imperante in tema di lupo. Il lupo è diventato una bandiera ideologica, politica e muove una ormai vasta “industria del lupo” fatta di progetti, incarichi, posti fissi, consulenze, contributi vari ma anche di libri, spettacoli, gadget, visite guidate alla ricerca delle fatte e delle orme. L’importanza maggiore del lupo, però va oltre il lupo stesso: è diventato un idolo della religione della Natura e dell’odio con gli esseri umani, una sorta di “oppio dei popoli”, utile per mitizzare (e far digerire) tutto quello che è green, a partire dalle politiche tese a impoverire il ceto medio e i lavoratori. Pertanto gli interessi in gioco sono enormi. Qualcuno ricorderà l’epico discorso della Borgna al convegno finale di Wolf Alps quando si vantò dello “squadrone” di comunicazione di Wolf Alps che, in caso di eventi dannosi per l’immagine del lupo e del lupismo si vantava che lo squadrone era pronto a intervenire. Più difficile ricordare che Filacorda era parte di uno dei tantissimi progetti Life sull’orso (Life Co-op Natura, 2005). 100 mila € per scambiarsi esperienze ed elaborare linea guide su come gestire la comunicazione manipolando i media.

La cattura del lupo Andrea

Battage alla cattura, silenzio sulla fine della “favola”

A riportare la notizia dell’abbattimento di “Andrea” sono state solo due fonti in lingua italiana, di cui una sola italiana: L’agenzia animal-ambientalista 30 Scienze communication che ha promosso un Osservatorio lupo, tanto per capire l’orientamento https://30science.com/2026/02/news/e-stato-ucciso-in-austria-andrea-il-lupo-radiocollarato-dalluniversita-di-udine/ (notizia del 16 febbraio. In Svizzera, l’associazione Wild beim Wild (Selvaggio con Selvaggio) che tutela gli animali selvatici https://wildbeimwild.com/it/il-lupo-andrea-ricercatore-e-stato-ucciso-a-colpi-di-arma-da-fuoco-in-carinzia-un-progetto-da-250.000-euro-si-conclude-con-un-colpo-di-pistola/ (notizia del 15 febbraio).

Le numerose testate online che avevano dato spazio con enfasi al “primo radiocollaraggio di un lupo in Friuli” sono state mute. Le notizie sfavorevoli per i lupi e i lupisti vanno censurate. Specie se, come in questo caso, ne escono male un noto orsolupologo di lunga data e l’Università di Udine (che, tra l’altro, gestisce un CRAS per lupi).

In Carinzia vige una regola d’ingaggio molto semplice: se il lupo si avvicina muore (dopo avvertimento, però)

L’ordinanza[1] carinziana sui lupi potenzialmente pericolosi prevede che chiunque possa utilizzare deterrenti sonori e luminosi in caso di avvicinamento del lupo a meno di 200 m da abitati, case isolate, stalle ecc. Qualora questa deterrenza non consegua l’allontanamento del lupo, i cacciatori devono sparare colpi di avvertimento o possono essere ripetuti i segnali luminosi e sonori. Quando anche queste misure falliscono, il lupo deve essere abbattuto entro quattro settimane dall’ultima deterrenza (entro un raggio di 10 km dall’ultimo ‘avvertimento’).


[1] Verordnung der Landesregierung vom 16. Jänner 2024, Zl. 10-JAG-2859/6-2023, betreffend die vorübergehende Ausnahme von der Schonzeit für den Wolf (Canis lupus), https://www.kaerntner-jaegerschaft.at/sites/default/files/2024-02/LGBLA_KA_20240117_%20Verordnung%203.pdf

Stefano Filacorda era perfettamente al corrente di quesato. Il 15 giugno 2025, l’emittente carinziana ORF pubblicava un’intervista a Stefano Filacorda (https://kaernten.orf.at/stories/3309575/). Filacorda dichiarava di essere consapevole che l’ordinanza carinziana sui lupi potenzialmente pericolosi prevede l’abbattimento degli esemplari che si avvicinano ai centri abitati “Siamo consapevoli che questo può accadere perché, secondo la normativa vigente, si tratterebbe di un lupo austriaco con un collare italiano, ma un collare che trasmette informazioni a tutti, non solo agli italiani”.

Morale (triste)

A) In Italia il lupo è un feticcio, la politica è appiattita sulla tecnoburocrazia “verde” che, a sua volta è appiattita sulle organizzazioni ambientaliste, a loro volta, ormai, a rimorchio dell’animalismo radicale. Il risultato è che, in Italia, il suddito (parleremmo di cittadini se lo stato accordasse priorità alla loro sicurezza e non al compiacimento delle lobby) non è tutelato dal rischio lupo; non si interviene preventivamente sul grande predatore, si aspetta che azzanni le persone o, (concessione del 2024 da parte di Ispra) i cani se sono tenuti al guinzaglio. Per il resto i lupi possono dedicarsi alla caccia dei gatti e dei cani nelle piazze principali dei centri abitati, entrare in giardini privati recintati e sbranare i cani senza che si attivi la procedura di rimozione. Il confronto, che il caso del lupo Andrea ha messo in plastica e cruda evidenza, è impietoso: altrove, non solo in Carinzia, ma anche in alte realtà, come si vede dalla tabella, la prevenzione dei rischi per la sicurezza pubblica è molto più [1].

B) Di fronte a una notizia negativa è scattata la censura. Il sistema informativo ha “protetto” il pubblico dal venire a conoscenza che i soldi dei contribuenti sono stati sprecati per l’ennesimo studio (a rischio) sui vagabondaggi dei lupi. Uno studio, in questo caso, ad alto rischio perché transfrontaliero, con la consapevolezza che, in Austria, il soggetto radiocollarato sarebbe stato abbattuto se si fosse avvicinato a meno di 200 m da centri abitati, case isolate, stalle, siti di foraggiamento del bestiame, L’Università di Udine, Stefano Filacorda, il lupismo scientifico italiano ringraziano i media per non aver diffuso la notizia.

C) Università e Parchi, pur di lisciare il pelo all’opinione pubblica animalista e portare a casa finanziamenti, non esita a indulgere al vezzo di “battezzare” con nomi umani lupi e orsi, contribuendo a una percezione distorta della realtà della fauna selvatica, all’antropomorfizzazione, all’impossibilità di una gestione della fauna su basi biologiche, ecologiche, che tenga conto anche di elementi social, non condizionata da visioni “compassionevoli” o, semplicemente, disneyane.


[1]  Tab. – Confronto tra misure adottate a fronte di comportamenti del lupo

Comportamento Svizzera Bassa SassoniaItalia (Ispra)
Il lupo si avvicina ripetutamente agli edifici residenziali e i tentativi di spaventarlo non hanno avuto successorimozione (se in ore diurne)rimozionerimuovere gli attrattivi
 Il lupo uccide un cane da compagnia in un insediamentorimozionerimozione se ripetuto e in aree recintatecustodire gli animali
Il lupo segue un uomorimozione se non si lascia allontanarerimozionenon considerato
Il lupo manifesta atteggiamenti minacciosirimozionerimozionenon considerato
 Il lupo consente ripetutamente alle persone di avvicinarsi ad una distanza inferiore a 30 m.rimozione rimozioneproiettili di gomma
 Il lupo attacca si avvicina a un uomo con il cane e mostra comportamento aggressivo o attacca il cane.rimozione rimozionerimozione se uccide o ferisce un cane al guinzaglio
 Il lupo attacca l’uomo rimozione rimozionerimozione


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