COMUNICATO STAMPA DEL 5 SETTEMBRE 2026
ASSOCIAZIONE PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE E DELLA VITA RURALI
Si sospetta che uno o più lupi di Noicattaro siano morti. Lo strano caso del furto della fototrappola e del laccio. La Task Force non dà informazioni alla cittadinanza sull’operato. Passato abbandono di scarti di macelleria da parte di un’azienda alla base del problema? Il cucciolo è stato avvistato più volte, sempre da solo

La nostra Associazione già il 27 agosto scorso con un comunicato stampa aveva divulgato la possibile presenza di un cucciolo di lupo di circa 5 mesi di età, ossia nato nel 2026, in zona Torre a Mare a Noicàttaro. Le lupe vanno in calore una sola volta l’anno e partoriscono a marzo-aprile. Una fotografia era stata pubblicata più volte, ma nessuno aveva notato che a fianco di una probabile lupa si intravedeva la testa di un possibile cucciolone. Era un’ipotesi, divenuta però realtà a seguito di un filmato molto nitido fatto da un automobilista alle 22,40 di venerdì 28 agosto nei pressi della Agri Coop, zona della frazione di Torre a Mare. L’esemplare, in relazione a un vicino cancello, è stato stimato in circa 45 cm di altezza al garrese e circa 18 kg. Di certo questo cucciolo non ha mai attaccato nessuno, e neppure sarebbe stato in grado di farlo.
Il cucciolo del filmato – ammesso che in zona ci sia solo lui – era solo, spaesato e impaurito. E’ stato avvistato altre volte, per esempio da persone che, su diverse automobili e in momenti diversi, transitavano intorno alle 21 del 3 settembre sulla strada per Torre a Mare, in prossimità della sede del Consorzio guardie campestri di Noicàttaro e quindi a circa trecento metri dal fitto e boscoso burrone detto Lama, probabile covo di lupi. L’animale, spaurito, si è fermato un attimo sulla strada e poi è corso nel vicino vigneto coperto da tendoni, scomparendo nel buio. Un cucciolo di circa 5-6 mesi avvistato sempre da solo è un pessimo segnale, visto che i lupi solo da subadulti, nel secondo inverno e quindi quasi a due anni di età, vanno in dispersione staccandosi dalla famiglia. Una lupa, e neppure gli altri, mai abbandonerebbe i propri cuccioli. Pertanto si ipotizza che uno o ambedue i genitori siano morti, magari ad opera di sconosciuti.
Lo strano caso del furto della fototrappola e del laccio
Il 26 agosto Regione Puglia ha comunicato che erano state rubate le attrezzature utilizzate dalla Task Force interistituzionale impegnata nelle attività di monitoraggio e cattura del lupo segnalato a Noicàttaro (si è poi stabilito che sono almeno tre, e grazie al Dna raccolto uno è senza dubbio un lupo puro). Si trattava di una fototrappola, uno speciale laccio messo a disposizione dal Parco Nazionale del Pollino, la prolunga e la relativa ferramenta. Per queste catture si usa il laccio di Aldrich, fortemente assicurato al terreno e progettato appositamente per non fare male all’animale, pur trattenendolo. Qui sta il punto, e vani sono stati i nostri tentativi di saperne di più dalla Task Force. Non rispondono al cellulare e, quando invece lo fanno, dichiarano che non rilasciano alcuna dichiarazione perché sono in “silenzio stampa”, manco si trattasse di un segreto militare e si fosse in tempo di guerra.
Il fatto è che a questi lacci si abbina di norma un sistema di allarme radio o GPS per avvisare immediatamente gli addetti. Sarebbe impietoso supporre che la Task Force non abbia usato lacci con dispositivo di allarme, e non lo crediamo affatto. Ricevuto l’allarme, la squadra d’intervento –composta obbligatoriamente da un medico veterinario esperto, tecnici faunistici e personale di supporto – deve raggiungere il sito di cattura nel minor tempo possibile, e tassativamente entro un’ora dallo scatto. Questo limite temporale serve a garantire la sicurezza e l’incolumità dell’animale (lupo, cane, volpe o altro), riducendo al minimo lo stress, il rischio di lesioni auto-inflitte da trazione o morso – è documentato che i lupi, se costretti, hanno una soglia del dolore tanto alta da amputarsi da soli la zampa trattenuta – e l’esposizione a fattori climatici avversi o predatori. Presumibilmente questa attrezzatura è stata rubata di giorno per minimizzare i rischi per i ladri, e non di notte quando le pattuglie controllano diffusamente il territorio.
Quando il laccio scatta, ed è molto sensibile (anche tentando di rimuoverlo), l’allarme manda un messaggio contemporaneamente a diversi numeri telefonici. Lo fa ripetutamente ogni 2-3 minuti per circa tre ore, senza cessare. Le pile vengono attivate solo dall’allarme e quindi rimangono dormienti fino all’allarme. Ci chiediamo, qualcuno si è accorto del segnale ed è intervenuto tempestivamente? Altra spiegazione è che tale strumentazione, inclusa la fotocamera che riprende appunto il laccio, sia stata disattivata senza fare scattare l’allarme con idonea attrezzatura – non spieghiamo come, ovviamente – portandosi via il tutto. Tali strumentazioni sono state spesso danneggiate o asportate da estremisti animalisti esperti, ed è risaputo. A meno che, ma è solo una ipotesi, nel laccio non sia finito effettivamente un lupo, ammazzato da qualcuno silenziosamente e fatto sparire insieme a tutto il resto magari sottoterra, prima dell’arrivo degli addetti.
La Task Force non dà informazioni alla cittadinanza sull’operato.
Naturalmente è una scelta, tuttavia perché la gente preoccupata e a rischio non deve sapere meglio cosa fa la Task Force, che risultati ha ottenuto, come procede? Per cautela non quello che farà domani o dopo, ma quello fatto prima sì. Sappiamo le difficoltà del tentativo di catturare alcuni lupi, almeno quattro, ossia il grande maschio descritto nell’attacco del 4 agosto, la madre, il cucciolo di circa 5 mesi e il subadulto di circa 16-17 mesi che ha attaccato e ferito senza dubbio una bambina a Ferragosto. Tuttavia è evidente che in quasi un mese la Task Force non abbia ottenuto alcun risultato concreto, i lupi sono costantemente in giro. E solo nel territorio di Noicàttaro si sono riprodotti almeno nel 2025 e 2026, e probabilmente, considerati i ripetuti avvistamenti, anche nei territori di comuni limitrofi come Trivigno e Rutigliano. Tra soli quattro mesi, a dicembre, inizierà il periodo degli amori dei lupi e dopo poco più di due mesi – probabilmente nelle fitte, boscose e per nulla frequentate Lame che penetrano a Noicàttaro – nasceranno altri cuccioli.
Secondo il biologo esperto di lupi Giacomo Marzano “la stima per la Puglia è oggi di circa 300 lupi”. Almeno. Ricordiamo che gli attacchi, addirittura in parchi giochi nel centro urbano, sono stati finora tre (un bambino il 21 luglio di cui nessuno ha parlato, due bambini il 4 agosto e una bambina il 15 agosto), di cui due gravemente. Tutti sono stati fortunatamente salvati dall’intervento di soccorritori. Nonostante questa terribile lista la Regione Puglia ha deciso di non procedere all’abbattimento come previsto da decenni dall’art. 16 della Direttiva Habitat, ma solo alla cattura che richiederà, se ci si riuscirà, tempi ben più lunghi. Anche se speriamo di no. In Italia oggi vengono stimati 6.000-10.000 lupi, la maggiore popolazione d’Europa.
Passato abbandono di scarti di macelleria da parte di un’azienda alla base del problema?
Diverse segnalazioni hanno descritto il passato abbandono nelle campagne di Noicàttaro di resti di macelleria da parte di un’azienda, oggi chiusa. Ma tali abbandoni, che sarebbero cessati però solo circa un anno fa, avrebbero alimentato cani randagi e lupi. Non trovando più tali scarti di macelleria, i lupi affamati avrebbero cominciato a predare assiduamente i cani, oggi ormai praticamente scomparsi in quell’area. I tempi collimano.

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