Comitato Papi chiede trasparenza. “Falso attacco” tenuto nascosto?

Non è solo il Monte Bondone a mantenere calda la questione degli orsi in Trentino. C’è anche la val di Sole, quella dove il giovane Andrea Papi è stato immolato sull’altare dell’ideologia “naturalista” e dell’opportunismo politico. La val di Sole, questa estate, ha presentato una situazione strana: tante predazioni, soprattutto in alta valle, avvistamento solo all’inizio della valle (sulla ciclabile e sulla statale per Cles). Stranamente dalla val di Rabbi in su nessun avvistamento (se si eccettua lo strano caso della foto dell’orso a Ceresè, caso mai chiarito perché nessuno ha mostrato il “falso” originale né, tanto meno, indicato i nomi dei “burloni”, ma che è servito a screditare tutto il lavoro di mappatura civica degli avvistamenti avvenuti in Trentino e zone limitrofe).

La mappa civica

https://www.google.com/maps/d/u/0/edit?hl=it&mid=1d43YdLzznhl-VxXOz6kg5ZKLdf5RjG4&ll=46.39743645014131%2C10.862381481875504&z=15

Il lavoro di mappatura “dal basso” dà molto fastidio agli animalisti, al dr. Claudio Groff del Servizio faunistico della provincia e, immaginiamo, ai forestali. Perché dà fastidio? Semplice, perché la Provincia e i forestali vogliono tenere nascosti il più possibile tutti i casi imbarazzanti. Imbarazzanti per chi non fa nulla per risolvere il problema e traccheggia. Dopo la morte di Andrea, Fugatti annunciava di voler “togliere” 70 orsi. Nel 2024, Failoni (assessore competente ai grandi carnivori) annunciava la revisione del Pacobace (le regole d’ingaggio per gli orsi problematici e pericolosi) per renderlo più adeguato alle esigenze di tutela degli allevatori e della sicurezza pubblica. Nel 2025 il Consiglio provinciale votava una risoluzione finalizzata alla revisione del Pacobace. E’ successo qualcosa? No. La Provincia non è neppure riuscita a ottenere l’autorizzazione del porto di spray per orso per i cittadini. E allora, visto che non hanno la volontà o la capacità di scontrarsi contro i poteri forti, quelli che in Italia e a Bruxelles hanno voluto Life Ursus, preferiscono mettere la testa sotto la sabbia e tenere nascosto a residenti e turisti il costante pericolo rappresentato dagli orsi. Sino ad oggi anche gli operatori turistici assecondavano questa “strategia”, mirando a non far scappare i clienti. Sul Monte Bondone le cose sono cambiate e gli albergatori chiedono interventi. In Val di Sole si spera ancora che sia meglio non far sapere ai turisti che gli orsi sono attivi in tutta la valle.

Nei giorni scorsi è emerso che ci sarebbe stato un falso attacco a Cusiano, frazione del comune di Ossana. La voce è circolata in val di Sole e il Comitato Andrea Papi ha cercato di farsi dire qualcosa dai forestali. Ma questi si sono trincerati dietro il riserbo d’ufficio. Così il Comitato ha scritto una formale lettera di accesso agli atti per farsi trasmettere la documentazione circa l’intervento (la voce dice che il malcapitato, molto scosso, ha chiamato i forestali che l’hanno soccorso). Possibile che sia necessario ricorre all’accesso agli atti per sapere ciò che la Provincia avrebbe il dovere di far sapere a tutti: residenti e turisti. Possibile che un’istituzione come una provincia autonoma abbia l’allergia per la trasparenza?


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