(11/11/2024) Aggiornamento. Ieri, domenica 10/11/24, tutti stranamente al lavoro nella PAT (provincia autonoma di Trento). L’assessore Failoni, delega ai grandi carnivori, smentisce categoricamente ogni intervento dei forestali il 9/11/24 a Fai della Paganella e definisce “visionari” coloro che hanno riferito della cosa. Tutti gli organi di informazione trentina, invece di indagare, hanno assunto il comunicato della PAT come pravda (in russo verità, organo del PCUS) rivelata. I megafoni dell’animalismo, “Dolomiti” hanno approfittato per attaccare i gruppi (“no orsi”) che tutelano la sicurezza dei cittadini. Qui una prima testimonianza che smentisce la smentita (seguirà un video organico con fotografie e immagini).
La forestale e la provincia insistono – contravvenendo il Pacobace e commettendo gravi omissioni – a tenere nascosti episodi preoccupanti alla popolazione. A Fai la forestale è intervenuta ieri mattina mattina per operare “azioni di deterrenza” su un orso. Era M91, orso già responsabile di un inseguimento a Molveno e radiocollarato? Lo chiedono alla provincia i gruppi che tutelano la sicurezza dei cittadini minacciata dai grandi carnivori (Tutela rurale, Orgogliosamente trentini, Paganella liberi e sicuri, Gruppo orsi e lupi Valle dei Laghi). Di seguito il comunicato congiunto dei gruppi “no orsi”.
(10/11/2024) Gli orsi sono sempre protagonisti di episodi preoccupanti: dopo due collisioni con auto nel giro di 24 ore, un orso è apparso, la mattina di sabato 9 novembre a Fai della Paganella e la forestale è dovuta intervenire con le pallottole di gomma. La prima collisione si era verificata La notte di giovedì lungo la strada provinciale 18 dir, poco distante dal bivio per Margone, nel comune di Vallelaghi. Il nucleo cinofilo del corpo forestale era intervenuto ma l’esemplare si era già dileguato nel bosco. Un caso analogo si è poi ripetuto la sera di venerdì 8 novembre a Fai della Paganella lungo la provinciale 64, in località Santèl (presso il parcheggio degli impianti di risalita). Anche in questo caso il nucleo cinofilo del corpo forestale ha potuto verificare che il plantigrado, dopo l’incidente, si era diretto verso il bosco.
Questi episodi hanno avuto eco su tutti media trentini. Invece, l’episodio più grave è avvenuto sabato mattina, sempre a Fai della Paganella è stato silenziato, secondo una politica di non trasparenza che perdura dai tempi di Life Ursus e che la giunta Fugatti non ha voluto o saputo modificare.

Un orso è apparso verso le 7 del mattino nella parte del paese opposta rispetto a quella dell’incidente della sera prima. In zona vi sono un distributore di benzina e diverse attività, tra cui una pasticceria che inizia a lavorare alle 5. La gente del posto ha visto arrivare con celerità un fuoristrada della forestale prima di poter fare tempo a segnalare la presenza dell’orso. Potrebbe perciò essere intervenuta sulla base del segnale emesso da M91, l’orso radiocollarato nella notte tra il 15 e il 16 ottobre nell’altopiano della Paganella e che la PAT indica come tuttora gravitante tra la bassa val di Non, Mezzolombardo, Cavedago e Fai.
Il soggetto in questione il 27 aprile, nei pressi di Molveno, aveva inseguito un escursionista mantovano arrivando a due metri di distanza dal malcapitato. L’orso è stato oggetto stamane di inutili azioni di deterrenza dei forestali a Fai della Paganella. Il Pacobace (le Linee guida sulla gestione degli orsi bruni sottoscritte dalla PAT) prevede espressamente che per un orso con un grado di pericolosità pari a 16 su 18 punti (nell’apposita scala) si debba, oltre che “intensificare il monitoraggio”, in caso di conferma della pericolosità, procedere alla captivazione permanente o all’abbattimento. Le “azioni di condizionamento” sono previste solo sino al livello 13. Se l’orso apparso a Fai è M91 la forestale avrebbe agito disattendendo il Pacobace. In ogni caso, il Pacobace impone di “informare la popolazione dell’area”. Cosa che non è stata fatta. È la solita politica del “non creare allarmismo”.

Gli stessi rapporti della PAT, riferiscono che, di solito, il “condizionamento” (pallottole di gomma, dardi esplodenti, petardi, rumori) non ottiene alcun risultato. Gli orsi sono animali imprevedibili e testardi, oltre che estremamente pericolosi. In tutti i paesi per l’orso che insegue una persona è prevista solo un’alternativa: l’abbattimento. Solo nell’Italia buonista (sulla pelle di Andrea Papi e di chi è rimasto invalido o ha riportato gravi ferite a causa di “interazioni” con gli orsi), solo nell’Italia che compiace gli animalisti, si concede all’orso pericoloso un “periodo di osservazione”.
Nonostante le pallottole di gomme l’orso, a conferma della scarsa efficacia della “deterrenza” è rimasto in zona. Alle 10 era ancora presso un’azienda agricola ai margini dell’abitato. Poi, pare che si sia diretto verso la zona di prati e piccoli coltivi che conduce ad alcune delle attrazioni di Fai: il Parco del respiro, il Sentiero Acqua e Faggi, il giro 8, la Val del Ri: le mete delle brevi escursioni nei pressi del paese (anche sabato mattina vi era una comitiva di turisti in zona e avrebbe potuto incontrare l’orso).

Ci chiediamo per quanto tempo la PAT, a fronte alla gravissima preoccupazione dei cittadini che sta emergendo dalle consultazioni popolari, intenda proseguire nella politica di non informazione della popolazione. Le omissioni delle necessarie cautele (avvisi del pericolo, chiusura di aree, mancato radiocollaraggio di JJ4) da parte della forestale e della PAT hanno già ucciso Andrea Papi. Si vogliono altre vittime? Se a Fai è apparso M91 si vuole lasciarlo ancora scorrazzare in zona? Tentando magari di sparargli inutili proiettili di gomma.
Intanto, considerata la possibilità che l’orso ritorni in paese invitiamo il sindaco di Fai ad allertare la popolazione con opportuni avvisi.
-
Mondo al contrario: gli amministratori locali criticano (e bullizzano) i cittadini
In un consiglio comunale del Trentino, quello del comune di Vallelaghi, è successo un fatto grave. Diversi consiglieri hanno preso di mira un gruppo whatsapp “Orsi e lupi Vallelaghi”, un gruppo tranquillissimo per lo standard dei gruppi, senza insulti, senza toni sopra le righe, un gruppo con poche discussioni. Eppure diversi consiglieri, di gruppi diversi,…
-
Il robot-cane inguaia Caner (e la Regione Veneto)
Il testo attacca il progetto finanziato dalla Regione Veneto e sviluppato da Veneto Agricoltura con l’Università di Padova per sperimentare sistemi mobili di dissuasione dei lupi, associati pubblicamente a un cane-robot. Secondo l’autore, costi, modello e funzioni restano poco chiari, mentre i limiti tecnici sarebbero evidenti: scarsa autonomia, velocità insufficiente, difficoltà su fango e pendii,…
-
Life Ursus e Marvel: trentini come topolini bianchi
(29/10/2026) Il Trentino è diventato un laboratorio di governance sperimentale e tecnocratica, dove la scarsa resistenza sociale permette di testare progetti calati dall’alto. Iniziative come Life Ursus mirano a svuotare le montagne a favore del rewilding, (maschera del capitalismo estrattivista), mentre il progetto di sorveglianza di massa MARVEL prefigurava un controllo digitale urbano totalitario.
-
Lupi di giorno nelle vie a Noicattaro (dopo 4 bambini feriti)
A Noicàttaro i lupi frequentano indisturbati il centro abitato, sollevando gravi preoccupazioni dopo aver ferito quattro bambini l’estate scorsa. I tentativi di cattura della Task Force sono falliti e le istituzioni mantengono il silenzio. La Regione Puglia pianifica nuove mappature, escludendo però gli abbattimenti consentiti dalle norme europee.
-
Regione Veneto fermi la buffonata del cane robot
L’Associazione per la tutela dell’ambiente e della vita rurali ha inoltrato qualche giorno fa un’istanza formale sottoscritta dal presidente nazionale Michele Corti e dai rappresentanti veneti Enrico Beltramini e Matteo Perra per chiedere di bloccare il surreale progetto del cane robot. Non è solo un’indecente presa per i fondelli degli allevatori, è un modo di…
Iscriviti
Inserisci la tua e-mail di seguito per ricevere gli aggiornamenti.






Risposta
[…] la collisione la sera prima, ha visto (ma c’erano anche altri testimoni) i forestali sparare (qui l’articolo con la video testimonianza). La provincia ha negato tutto, sostenendo (ma solo dopo che era uscita la notizia) che i forestali […]