(10/07/2024) la tragedia è avvenuta ieri presso la località turistica di Busteni, sulle montagne della Transilvania. La ragazza percorreva un sentiero molto frequentato insieme al fidanzato che ha lanciato subito l’allarme alle 15:45. Il corpo non è ancora stato recuperato. Le squadre di soccorso, calatesi in corda doppia nel burrone dove l’orso aveva fatto precipitare la giovane, sono state attaccate dalla belva che stava consumando il cadavere staccando pezzi di carne dagli arti inferiori. Il cadavere della ragazza presentava anche ferite alla testa e alla schiena. L’orso è stato ucciso a colpi di arma da fuoco per proteggere i soccorritori. Aperto un procedimento per omicidio colposo. Con aggiornamenti del 11/07/2024


Il corpo martoriato di Maria Diana in fondo al burrone insieme a quello dell’orso. Ferita alla gamba e alla schiena è stata spinta dall’orso giù da un dirupo di 120 m. L’autopsia dirà come è avvenuta la morte. Di certo è stata una morte atroce.
Gli orsi non amano le giovani donne. Quest’anno, nella zona del Monte Sina nei Bassi Tatra, nei pressi della stazione sciistica di Demänovská Dolina Slovacchia è stata uccisa una turista bielorussa di 31 anni che percorreva un sentiero di montagna con il compagno di 29 anni (ne abbiamo parlato qui). Anche in Romania, in circostanze analoghe, l’orso si è rivolto alla ragazza, ignorando il compagno.
La vittima

Maria Diana era una bella ragazza di 19 anni, originaria della città di Lasi (città universitaria nel nord-est della Romania, al confine con la Moldavia). Di famiglia benestante si era trasferita a Bucarest con la madre (il padre lavora all’estero) e aveva finito il liceo a giugno. Si stava godendo una vacanza in montagna con il fidanzato quando ha incontrato la morte per l’artiglio di un orso, o meglio, per mano di chi – anche in Romania – sta da tempo mettendo i bastoni tra le ruote al loro controllo. Anche in Romania, a causa del buonismo imposto dalle campagne animaliste (finanziate dell’estero), l’abbattimento degli orsi – causa l’imposizione assurda delle norme europee e le pressioni della lobby internazionale animal-ambientalista – è diventato problematico (nonostante ve ne siano 8.000) e si è introdotta la pratica del trasferimento. Maria era appassionata di fotografia e amava moltissimo la montana, come ha sottolineato il padre.

Il luogo della tragedia
Quando si pensa alla Romania, ci si immaginano immense foreste dove il turista, quando vittima dell’orso, pare se la sia un po’ andata a cercare. Niente di tutto questo nel caso della povera Maria che stava godendosi una passeggiata in montagna con il fidanzato a un tiro di schioppo da una rinomata località turistica, una cittadina di oltre 10 mila abitanti. Inizialmente Maria e il fidanzato dovevano dirigersi verso un’altra meta ma Maria ha insistito per raggiungere la cascata di Spumoasa (Urlatorea) sul sentiero Jepii Mici (dal nome di una cima), un percorso ad anello molto frequentato. La cascata in linea d’aria è a soli 1,2 km dall’inizio del sentiero e dalla zona abitata. Ma i due giovani non avevano ancora raggiunta la meta.


La dinamica del fatto
Diversi particolari della tragedia non sono ancora chiari. I media rumeni hanno riportato notizie spesso contraddittorie. Alcuni elementi, però, sono certi: la coppia è stata attaccata dall’orso sbucato dalla vegetazione. Nessun incontro fortuito, nessun disturbo, nessuna provocazione. Quanto al sesso dell’orso nulla è trapelato per ora. Non si è parlato di cuccioli e parrebbe un maschio. Se il quadro fosse confermato si tratterebbe di un attacco predatorio. La Romania non ha ancora debellato la rabbia e gli animal-ambientalisti sperano, per scagionare gli orsi, che l’esemplare fosse affetto da rabbia. Tutti i selvatici abbattuti vengono analizzati in Romania per la rabbia e, se risultasse positivo, si saprebbe. Qualche amico degli orsi ha cercato di giustificare l’attacco feroce con il “caldo”. Una volta iniziato l’attacco, il fidanzato ha fatto di tutto per scacciare la belva ma non c’è stato nulla da fare: l’orso ha afferrato per una gamba la povera ragazza e l’ha trascinata nella vegetazione. La povera Maria Daria ha cercato di chiamare i soccorsi con il telefono mentre veniva trascinata dall’orsa. Questo dettaglio ricorda la tragedia di una ragazza russa, anche lei di 19 anni che, nel 2011, aveva comunicato al telefono che un orso la stava mangiando viva (vedi qui) Qualche sciacallo animalista, leggendo che aveva usato il telefono, ha accusato la ragazza di essercela cercata perché voleva fare un selfie con l’orso.
L’orso si è diretto con la vittima sull’orlo di un burrone profondo 120 m e l’ha fatta cadere nel vuoto (la tecnica è comune tra i predatori). Dopo l’animale è sceso per divorare il corpo della poveretta. Nel frattempo il fidanzato la chiamava al telefono senza ottenere risposta, sperando che fosse riuscita a sfuggire a un tragico destino. Non sappiamo se al momento della caduta la ragazza fosse ancora in vita o meno ma è certo che ha subito atroci sofferenze (come Andrea Papi). Sappiamo che è stata ferita anche alla schiena oltre che alla gamba e alla testa. Il fidanzato ha subito chiamato (ore 15:45 locali) il 122 e il soccorso alpino (Salvamont) l’ha rapidamente individuato (non erano lontani dal centro abitato).

Un elicottero ha individuato brandelli di vestiti della ragazza e il corpo ma il recupero con l’elicottero si è rivelato impossibile per la strettezza della forra. Le squadre si sono dovute calare a corda doppia. Una volta scesi si sono trovati di fronte l’orso che difendeva la preda perché la stava già consumando. Gli uomini erano a 10 m dall’orso che non ne voleva sapere di allontanarsi. Secondo alcuni soccorritori essi stessi sono stati fatti oggetto di attacchi o finti attacchi. Sergiu Frusinoiu, uno dei componenti della squadra di 10 uomini, ha dichiarato “L’orso era vicino alla vittima e non ci permetteva di avvicinarci, mi sentivo in grande pericolo, ho sentito un urlo e ho pensato che un collega fosse stato aggredito”. L’orso è stato quindi abbattuto con uno (alcuni riferiscono più) colpi di fucile. Non si capisce da parte di chi, se di un componente della squadra, come sarebbe logico, o da un guardiacaccia che “miracolosamente” si trovava sul posto. In ogni caso, per atto dovuto, la procura ha dovuto aprire un fascicolo per bracconaggio di animale selvatico protetto. Ciò, nonostante, l’intervento risultasse indispensabile per difendere i soccorritori e recuperare il corpo. La follia della “rigida protezione” di un animale feroce.

Il ragazzo, in preda allo shock, è stato accompagnato in albergo dai soccorritori e poi è dovuto recarsi dalla polizia per testimoniare sull’accaduto. Era affranto e ha continuato a ripetere che avrebbe preferito fosse capitato a lui.

L’autopsia
I risultati dell’autopsia indicano che, probabilmente, la morte è stata dovuta alla caduta nel burrone. Il corpo presentava molte lesioni esterne e ed esterne e non è facile risalire a quelle mortali.
Le responsabilità e le lacrime di coccodrillo dei politici europeisti
Sino al 2016 in Romania la caccia all’orso per il trofeo era consentita. Nel 2007 la Romania ha aderito alla UE e, nel tempo, i governi hanno subito pressioni per applicare la direttiva Habitat (357/92) che impone agli stati membri una rigida protezione dell’orso bruno. La Slovenia aveva ottenuto una deroga e la caccia è tuttora legale. I politici rumeni si sono invece lasciati corrompere. Con una popolazione di 8000 orsi (secondo il governo), 2000 secondo gli ambientalisti, che sfidano il ridicolo sparando cifre assurde, forti del loro potere di pressione. Dal 2016, anno della chiusura della caccia ad oggi ci sono state 175 aggressioni e 14 morti. Per arginare un fenomeno che era sfuggito di mano (presenza di orsi in aree urbane, numerosi orsi confidenti) era stata ripristinata una modesta quota di selezione di 140 esemplari. Niente per lo stock della Romania.
Nel 2023 con il governo precedente all’attuale si era stabilito di abbattere i oltre 500 esemplari (sino al 2023 la quota era calata a 140) ma le opposizioni animal-ambientaliste che in Romania sono fomentate dalle lobby internazionali, avevano dimezzato la quota portandola a 220 con l’assenso di Fechet. In ciò forti della loro influenza sull’Accademia Rumena, organo scientifico cui era stata demandata dal governo la fissazione della quota. Ora il ministro vuole ripristinarla. Peccato che le scelte gestionali siano dettate dalle tragedie.

Verranno individuate le responsabilità?
La procura della contea di Prahova ha aperto un fascicolo, oltre che per l’uccisione dell’orso (dicono che è un atto dovuto) anche per omicidio colposo. Anche questo è un atto dovuto ma vi sono elementi che tendono a far sospettare di negligenze e di una mancata prevenzione della tragedia. I locali parlano di “disgrazia annunciata” e motivano questo convincimento sostenendo che gli orsi, nella zona, sono diventati estremamente confidenti. Non solo non hanno paura dell’uomo ma percorrono spesso i sentieri turistici. I tentativi di trasferirli in zone remote, di “ricollocarli” – come chiesto dagli ambientalisti nella loro prepotente ignoranza – non hanno avuto successo e c’è anche chi punta il dito anche contro le offerte di cibo da parte dei turisti. Ma chi presenta ai turisti gli orsi come animali innocui e meravigliosi se non gli ambientalisti? C’è da chiedersi poi se, alla partenza dei sentieri, questa preoccupante presenza di orsi confidenti fosse stata adeguatamente segnalata, se ai turisti venga raccomandato di dotarsi dello spray anti orsi che in Romania è in libera vendita. Sono tanti gli interrogativi. Per questo si spera che procedimento per omicidio colposo non si risolva in una farsa. Il sospetto è che in mix: animal-ambientalismo + comportamenti irresponsabili dei turisti + inerzia delle istituzioni che subiscono le pressioni delle ONG interne e inbternazionali + politica di minimizzazione del rischio da parte degli operatori turistici rappresenti una combinazione mortale.
Articoli correlati
-
Il “randagio” di Noicattaro (bambina in rianimazione) è un lupo
(06/08/2026) La sera del 4, a Noicattaro (Bari) in un parco giochi al limite con la campagna, un lupo (filmato) ha aggredito dei bambini. Ha ferito due bambine, di cui una gravemente tanto da essere stata portata in rianimazione al Policlinico di Bari. Episodio simile, ma meno grave e insabbiato 10 giorni prima.
-
Il Trentino come cavia. Perché gli orsi.
(02/08/2026) Perché in Trentino non c’è stata una resistenza sociale all’imposizione econazista degli orsi? Perché molti trentini anche quando sono protagonisti di vicende che coinvolgono gli orsi preferiscono tacere? Perché poschissimi osano esporsi e criticare “mamma provincia”? La spiegazione in una storia di controllo sociale che si è rinnovato in veste tecnocratica.
-
Orsi trentini: si moltiplicano predazioni e avvistamenti
(29/07/2026) La mappa “social” costruita in base a segnalazioni attendibili di cittadini oltre che dalle notizie apparse sui media è stata visualizzata 25 mila volte in pochi giorni. Intanto le predazioni e le “prodezze” degli orsi si moltiplicano.
-
Camaiore: Che toppata la Task force lupo Toscana
(27/07/2026) I responsabili politici della Regione Toscana o si assumono tutte le responsabilità di un episodio di palese disinformazione (l’attacco di un lupo in un giardino a Camaiore) o attivano i più gravi provvedimenti disciplinari a carico del funzionario.
-
Sulle nutrie Tutela Rurale Veneto incalza la regione
22/07/2026 – Emergenza Nutria in Veneto: Tutela Rurale invia una formale diffida alla Regione L’associazione respinge le richieste degli animalisti per la sospensione dei piani di contenimento, denuncia i gravissimi danni all’agricoltura e alla sicurezza idraulica e preannuncia mobilitazioni con presidi ad oltranza a Venezia in caso di passi indietro.






Rispondi