Una mappa “social” molto cliccata raccoglie le segnalazioni che affluiscono sempre più numerose a comitati, associazioni, social. Un atto di accusa contro la politica dello struzzo della Provincia
Quest’anno gli orsi si fanno vedere parecchio e sono stati anche protagonisti di incontri ravvicinati da brivido oltre che di una raffica di predazioni. Rispetto a queste ultime si segnala un orso potenzialmente problematico che sta colpendo pesantemente le malghe di Vermiglio-Pejo-Ossana-Malè-Rabbi. Con una serie di capi bovini uccisi (e negli ultimi giorni anche due asini). Vani i tentativi di cattura per il radiocollaraggio dell’esemplare problematico. Ha destato preoccupazione anche il rinvenimento di escrementi di orso freschissimi davanti alla scuola di Caldes il giorno 25 luglio. Gli episodi di predazione non si limitano alla val di Sole; si sono registrati anche in val di Concei (Ledro), sopra Tione e, in ultimo nella zona del lago di Tovel in val di Non.
Quanto agli avvistamenti, a luglio sono continuati sul Bondone (a Vaneze e a Norge) e si aggiungono al caso del ragazzino che si allenava sulla strada verso l’agriturismo Camponzin terrorizzato alla vista di un orso a venti metri. Il 18 è stato filmato un orso che “faceva la spesa” in un frutteto a Cadine. Questi ed altri episodi, sia quelli riferiti dai media e “ufficializzati” che quelli oggetto di segnalazioni attendibili – ma non riprese dai media -, sono riportati su una mappa online (google My maps) consultabile liberamente da tutti.
Le segnalazioni collettate nella mappa sono pervenute al Comitato Insieme per Andrea Papi, al gruppo spontaneo di cittadini del Bondone, alla pagina facebook Paganella Liberi e Sicuri, al gruppo facebook Ruralpini Resistenza Rurale, al gruppo facebook Orgogliosamente trentini, all’associazione Tutela Rurale.
La mappa, in pochi giorni ha raggiunto 25 mila visualizzazioni. Per quanto certamente inadeguato e parziale, questo strumento, come la App Bear alert, risponde a un bisogno che il Servizio faunistico provinciale insiste a non voler soddisfare preferendo riferire (nel mese successivo) solo alcuni episodi ritenuti più gravi e non pubblicizzando le segnalazioni che, come da essi dichiarato, arrivano quotidianamente al 112. Con la mappa “social” si vuole sottolineare come la Provincia nella sia impotenza a gestire il problema (che andrebbe affrontato con azioni forti a Roma e Bruxelles da parte di politici veri) preferisca mettere la polvere sotto il tappeto, minimizzare, tacere. Tutto resta in mano alla tecnoburocrazia (Forestale, Servizio faunistico) collegata con le lobby pro grandi carnivori. Mentre Fugatti tira a campare.
Una mappa di tutte le segnalazioni, aggiornata in tempo reale, fornirebbe un quadro realistico della distribuzione territoriale del rischio di incontrarli. Cosa che non si ha il coraggio di fare. Meglio disseminare il territorio di cartelli alimentando la percezione di un pericolo diffuso ma vago che non compromette il turismo e anestetizza i residenti.

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