Coordiniamoci. Per monitorare l’impatto del lupo

(19/02/2025) Diversi gruppi in Italia stanno raccogliendo segnalazioni di avvistamenti dei lupi e di predazioni ( “Attenti al lupo” nel caso dei cani). Il Comitato Emergenza lupi Arezzo ha lanciato l’operazione Wolf Alert. L’associazione Tutela rurale si associa ad esso per proporre un coordinamento nazionale delle varie iniziative.

Stanno crescendo in Italia le iniziative spontanee di monitoraggio della presenza e dei danni del lupo. I cittadini si stanno organizzando da soli, attraverso comitati e gruppi facebook e whatsapp, per un’azione di monitoraggio civico.

Quando le istituzioni latitano (in molte regioni non c’è uno straccio di stima dei lupi sul territorio), quando la politica e le istituzioni ascoltano solo le lobby organizzate (e ben foraggiate dai centri di potere), in grado di trovare cassa di risonanza nei media, o ci si limita alla sterile lamentazione e all’autocommiserazione, o ci si rimbocca le maniche. Implica tempo, impegno, fatica, tirare fuori qualche soldino di tasca propria (per mettere in piedi delle strutture organizzate), ma non c’è alternativa.

Ben vengano quindi le iniziative spontanee che stanno sorgendo in Italia per raccogliere segnalazioni di avvistamenti, predazioni di animali di ogni tipo, lupi morti sulle strade. Tutto quello che è utile a squarciare il velo opaco che le istituzioni stendono sul problema lupo (per minimizzarlo)è benvenuto.

Tra i gruppi più attivi si distingue “Attenti al lupo” promosso sulla scorta dell’esperienza del Report sulle predazioni dei cani prodotto dal Coordinamento cacciatrici Federcaccia (https://www.facebook.com/groups/1492224181576012). Questo gruppo pubblica quotidianamente segnalazioni georeferenziate di predazioni di cani. Vi sono poi dei gruppi whatsapp: Segnalazione avvistamenti predatori Val Brembana, Segnalazione avvistamenti predatori Val Seriana, promossi dagli allevatori, il gruppo Orsi e lupi Vallelaghi (Trentino), Difendiamo ns amici animali (Genova, promosso da proprietari di cani). Giungono notizie anche di gruppi sorti in Puglia e altrove.

Da qualche giorno, sulla base di una serie di iniziative finalizzate a “stanare” le istituzioni (un tavolo permanente in prefettura), il Comitato Emergenza lupi Arezzo, realtà tra le più attive e organizzate in Italia, ha lanciato l’operazione Wolf Alert. Non è un caso che essa parta dalla Toscana perché è forse la regione con più lupi in Italia (un triste primato “conteso” con il Piemonte) ma, anche, la regione dove, in apparenza, la Regione avrebbe provveduto a istituire una Task Force per raccogliere le segnalazioni di predazioni, avvistamenti, lupi morti, aggressioni alle persone. Con il risultato che nessun dato è stato pubblicato e tutte le segnalazioni e i rapporti sono chiusi nei cassetti. L’ impressione è che si sia trattato di un diversivo, di un contentino, di uno strumento per tenere ancora meglio nascosta la realtà dell’impatto del lupo in Toscana.

Parallelamente all’attivazione delle segnalazioni dei cittadini raccolte dal Comitato Emergenza lupi Arezzo, il Comitato Resistenza Pastorale ha attivato un analogo sistema per raccogliere le segnalazioni di predazione da parte degli allevatori.

Quello che propone Emergenza lupi Arezzo va esteso a tutto il territorio nazionale, utilizzando criteri omogenei e affidabili e raccogliendo tutti i dati in data base (sia a livello locale/provinciale che nazionale).

Come Associazione per la tutela dell’ambiente e della vita rurali, d’accordo con il Comitato Emergenza lupi Arezzo, proponiamo di iniziare a coordinare le iniziative dei vari gruppi e di stimolare gli altri gruppi, comitati, associazioni, che si stanno impegnando in varie forme a contrastare la proliferazione dei lupi e la loro “licenza” di scorazzare e predare ovunque, a impegnarsi anch’essi in quest’azione di monitoraggio.

Si auspica di poter disporre di una o più “sentinelle” in ogni provincia italiana (tranne le regioni non toccate dal fenomeno) al fine di costituire una rete densa (in alcune realtà organizzata anche su basi sub-provinciali).

L’obiettivo è quello di costituire una Rete nazionale di osservazione della presenza e dell’impatto del lupo con l’obiettivo di:

  • pubblicare dati costantemente aggiornati anche in forma di mappe georeferenziate e un rapporto annuale;
  • supportare le amministrazioni locali anche sugli aspetti dell’impatto del lupo che non vengono registrati da Ispra o altri enti pubblici (predazioni animali d’affezione, intrusioni in pertinenze private, atteggiamenti minacciosi e interazioni potenzialmente pericolose con le persone;
  • partecipare ai tavoli sui problemi della sicurezza pubblica e degli impatti nefasti del lupo sulle attività economiche;
  • fornire informazioni alla popolazione.

Come primi passi, proponiamo: creazione di una chat whatsapp con uno/due referenti per gruppo, fissazione di una videoconferenza nel giro di poche settimane, programmazione (entro la primavera) di un incontro nazionale in presenza in Toscana.


Tutela rurale

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