(03/07/2024) L’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali, per mezzo del suo legale avv. Mario Giuliano, ha inviato una istanza al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per la modifica del DM Interno 12 maggio 2011 n. 113, finalizzata alla liberalizzazione della vendita di strumenti di autodifesa atti a neutralizzare l’attacco di orso bruno mediante nebulizzazione di una miscela irritante a base di Oleoresin capsicum, in pratica l’estratto naturale di peperoncino. Da notare che lo stesso avvocato il 2 luglio 2013 inviò al suo predecessore, on. Angelino Alfano, un’istanza con il medesimo oggetto della presente. Sta ancora aspettando la risposta. Se il governo ci avesse ascoltati forse si sarebbero evitati fatti drammatici.
Per quale motivo, pur legittimamente, le 174 guardie forestali della Provincia autonoma di Trento, già dotate di pistola e fucile, hanno in dotazione pure lo spray anti orso, mentre le molte decine di migliaia di persone che comunque operano quotidianamente e da sempre in natura non hanno assolutamente nulla per difendersi dagli orsi e addirittura salvarsi la vita? Mitica la frase del ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani: “Questi spray sono usati in diversi Paesi in aree con presenza di orsi per evitare l’impiego di armi da fuoco che pare eccessivo”. Non è vero, servono innanzitutto per salvare la vita delle persone, e semmai in secondo luogo degli orsi. Insomma, parrebbe che per il ministro l’unico scopo dello spray anti orso in Italia non sia di tutelare i civili da questi plantigradi se aggressivi, ma quello di salvaguardare gli stessi plantigradi dalle fucilate di operatori delle forze dell’ordine se costretti a difendersi. E le persone inermi invece? Si arrangino.

Da notare che in Italia sono di libera vendita archi da caccia e balestre buoni persino da guerra, fucili a fiocina, coltelli e machete affilati come katane e lunghi un braccio e altre amenità del tutto letali anche a distanza. Ma lo spray anti orso no, perché come dicono le autorità, Ciriani incluso, “sono da qualificarsi come armi ed è prudente che siano usati da personale specializzato e appositamente addestrato”. Al punto che sempre più persone vanno in giro nei boschi trentini con lo spray anti stupro che ha un getto di soli tre metri, è a bassa concentrazione e non è efficace contro un orso irritato pesante magari un paio di quintali e che, correndo a quasi 50 km/h, copre 15 metri in un solo secondo. Il problema è che un orso infuriato non vuole stuprare la vittima…

Com’è noto, i flaconi con le caratteristiche atte all’autodifesa dagli attacchi degli orsi bruni (capacità 300-400 ml, con gittata 8-12 m), sono in libera vendita in Nord America sin dal 1986 e hanno prevenuto efficacemente molte loro aggressioni. Tutti i Paesi europei con significativa presenza di orsi (Svezia, Polonia, Slovenia, Romania, Slovacchia, Croazia) hanno legalizzato lo spray anti orso con le adeguate caratteristiche. Molti, poi, specie tra coloro si recano nei boschi regolarmente e per lavoro, sono indotti a difendersi da sé, dotandosi illegalmente dello spray anti orso, acquistato su Internet o in Slovenia o, forse, sottobanco anche in Trentino. La mancata attenzione da parte del Governo italiano rispetto a questa esigenza di sicurezza pubblica ha probabilmente impedito la prevenzione di almeno alcune delle otto aggressioni gravi che, tra il 2014 e il 2023, si sono verificate in Trentino con un bilancio di un morto e di sette feriti (di cui due risultati parzialmente invalidi).
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