I casi di aggressioni da parte dei lupi alle persone sono in aumento anche in Toscana. I lupi si fanno vedere sempre più spesso nei pressi e dentro le città e grossi centri. Cosa ci sta a fare la Task Force lupo istituita dalla regione? Essa non divulga nessun dato raccolto, non emette comunicati. Raccoglie segnalazioni ma per quale fine? Tenere buoni i cittadini, rassicurarli, disincentivarli dal denunciare avvistamenti, predazioni, interazioni pericolose tra uomo e lupo? Di certo è molto attiva nell’organizzare incontri informativi (o disinformativi) dove si insiste che il lupo non è pericoloso e che bisogna conviverci. E’ ora di vederci chiaro.
Si scusiamo con il dr. Berzi. Nella versione originale di questo articolo, ora corretta, riportavamo che la sua consulenza ammontasse a 25 mila euro anni. Egli ci fa sapere, e volentieri rettifichiamo, che la cifra è relativa a un biennio
Premessa: la critica alla Regione Toscana, per come è gestita la Task Force lupo e per i risultati (non) comunicati al pubblico, riguarda un’iniziativa realizzata a metà. Sono più criticabili le altre regioni che, pur piene di lupi (Piemonte, Abruzzo, Emilia-Romagna, Marche, Veneto) non hanno messo in piedi neppure uno straccio di Task Force.
(04/12/2024) Nell’agosto 2021 la Giunta Regionale Toscana ha istituito un gruppo di lavoro sul lupo, denominato Task Force Lupo (TFL), con la finalità di “ascoltare le problematiche che emergono dal territorio”. Obiettivo: “abbattere i pregiudizi, ridimensionare i problemi e consentire di mettere a fuoco i possibili percorsi di soluzione dei conflitti”. Che ganzi! Life Wolf Alps per “mitigare i conflitti” costava 12 milioni di euro. La Regione Toscana vorrebbe far credere che riesce a ottenere lo stesso… a costo zero. Ma non era meglio porsi obiettivi più concreti in termini di monitoraggio del fenomeno e di informazione non pro lupo?

La Task Force (nella terra di Dante largo agli inglesismi alla Renzi) è diretta dal dr. Luca Mattioli, responsabile settore faunistico per la provincia di Arezzo. E’ costituita da altri cinque dipendenti della Regione e da un consulente (dr. Duccio Berzi, presidente Canis lupus Italia onlus). Il consulente ha un costo di 25 mila per un biennio; il tempo dei dipendenti non è a “costo zero” ma ogni ora di lavoro dedicata alla Task Force va correttamente imputata al costo orario del dipendente come sanno tutte le amministrazioni pubbliche e private. Quindi una prima osservazione riguarda il “costo zero”. E’ una balla.

Seconda osservazione: Mattioli e Berzi non sono imparziali ma, sul lupo, non raccontano le cose come stanno. In vista dell’evento di informazione pro lupo organizzato dal Cai di Arezzo, il 4-5 maggio di quest’anno, il giorno 30 aprile, su alcuni organi di informazione locali veniva riportata in un comunicato stampa del Cai che presentava l’evento, una dichiarazione di Duccio Berzi, a sostegno dell’ideologia del “lupo innocuo” (“non si sono mai viste aggressioni di lupo all’uomo”). Poi – poco elegantemente –, quando il Comitato Emergenza lupo Arezzo e la nostra Associazione nazionale Tutela Rurale denunciarono la menzogna, il Cai e Berzi scaricarono tutta la responsabilità su una malcapitata giornalista che: “ha commesso un errore”. Ma era veramente un errore? Per nulla. Perché, durante il convegno, lo stesso Mattioli disse che: “c’era stato solo un caso di aggressione a Vasto”.
Per le polemiche in occasione del convegno CAI ad Arezzo vai a vedere i nostri articoli (qui) e (qui).
Tra Vasto e San Salvo (Chieti), tra il 2022 e il 2023 sono state ferite 13 persone da uno o più lupi (è stata identificata e catturata una lupa dopo che 10 persone erano già state ferite). A Otranto, nel 2020, una donna fu ferita ma, a una bambina, venne strappato il vestitino. Nel 2017 un uomo a Giaveno (Torino) subì un attacco per difendere il suo cagnolino. Sui pantaloni lacerati venne rinvenuto Dna di lupo puro (ma solo grazie al fatto che la Federcaccia locale si era attivata per far avere il campione all’Ispra, fosse stato per le autorità pro lupo: polizia provinciale, cc forestali, Wolf Alps sarebbe stato tutto insabbiato). Parecchi altri casi non sono stati certificati perché non ci si è curati di analizzare gli indumenti o i tamponi ottenuti dalle ferite o, semplicemente, perché alle persone vittima degli episodi non è stato creduto o sono state spinte a tacere (per timore di aggressioni da parte degli animalisti o per dissuasione da parte di autorità pubbliche non proprio imparziali). Tra questi ve ne sono anche due avvenuti in Toscana: uno a Capolona di Arezzo nel maggio del 2022 (a carico di un giovane morso al piede mentre scendeva dall’auto davanti a casa in campagna), uno a Porcari, nei pressi di Lucca, a carico di una donna, morsa alla mano per difendere il cane.
Sempre nel 2022, una donna è stata buttata a terra con la slogatura del polso a Palombaro (Chieti) per predare il suo cagnolino e un’altra donna ha subito un attacco con lacerazione di abiti a San Bartolomeo, frazione di Alessandria. Eppure il dr. Berzi (sempre equivocato dai giornalisti?) insisteva ancora a difendere il suo caro Canis lupus sulle pagine del Il Gazzettino, quotidiano veneto, del 27 agosto 2024. Sostenendo che: «di casi di aggressione a persone da parte di lupi, in tanti anni di presenza del lupo in tutta la penisola, ce ne sono stati solo due, uno in Abruzzo e uno in Puglia. Ma come due? Se solo a Vasto sono state ferite 13 persone in un contesto certificato da ISPRA? Intanto si era verificato un altro attacco a ferragosto di quest’anno, con un ragazzino “pinzato” al polpaccio da un lupo in un campeggio della riviera ligure (caso noto a Duccio Berzi) (vedi il nostro articolo con video).

Osservazioni sul monitoraggio effettuato dalla Task force
Su richiesta del consigliere regionale Veneri, di FdI, la Giunta Regionale, ha trasmesso i dati relativi alle segnalazioni ricevute dalla Task Force lupo dal 2021 a tutto il 2023. Nessuna delle interazioni pericolose riportate dai media, o di cui siamo venuti a conoscenza grazie al Comitato Emergenza lupi di Arezzo (caso di Capolona) sono state registrate dalla Task Force lupo. Neppure il caso di Porcari, ampiamente diffuso dai media. Questi casi semplicemente “non esistono” per la Task Force. Eppure, a precise richieste di chiarimenti, ci è stato detto che, nei casi più gravi, vengono eseguiti dei sopralluoghi. Non era grave il caso di Porcari con la morsicatura alla mano di una donna, segnalato dal sindaco mentre l’interessata, evidentemente per paura di minacce o di non essere creduta, si trincerava nel silenzio?
Interazioni pericolose uomo-lupo come riportate su fonti web (in Toscana)
| Tipo | Località | Data |
| Tentato attacco sventato mettendosi al riparo | S. Marcelli Piteglio | 12/08/2014 |
| Tentato attacco sventato mettendosi al riparo | San Casciano Val di Murlo | 01/12/2014 |
| Tentato attacco sventato mettendosi al riparo | Fivizzano | 26/09/2016 |
| Tentato attacco sventato con attrezzo | Castagneto Carducci | 20/09/2020 |
| Aggressione con lesioni | Capolona | 05/05/2022 |
| Tentato attacco sventato mettendosi al riparo | Rosignano Marittimo | 16/01/2023 |
| Tentato attacco sventato mettendosi al riparo | S. Maria a Monte | 16/03/2023 |
| Aggressione con lesioni | Porcari | 12/04/2023 |
| Tentato attacco sventato sparando in aria | Siena | 03/12/2023 |
| Pedinamento | Siena | 13/05/2024 |
| Tentato attacco sventato con attrezzo | Rapolano | 07/06/2024 |
Considerato che la Task Force non indaga e non registra i casi di interazioni pericolose con l’uomo (non sono parte del problema lupo o sono troppo imbarazzanti?), abbiamo voluto verificare se essa registri, almeno, i casi di predazione ai cani. Nella seguente Tabella sono indicati i casi di predazione di cani nel 2021, 2022 e 2023 registrati in Toscana dalla Task Force (x alla prima colonna) o solo riferiti sul web. La Task Force ha registrato 11 casi su 21. Sarebbe troppo chiedere di monitorare il web e la stampa cartacea (la Regione ha un importante Ufficio stampa) e operare delle verifiche? La predazione dei cani crea notevole allarme sociale. In Svizzera, paese democratico, dove il popolo non è sottomesso come in Italia ai burocrati e agli esperti con un titolo accademico, se un cane viene predato in un centro abitato il lupo è abbattuto, senza se e senza ma, senza ulteriori monitoraggi, radiocollaraggi, menate.
Predazioni di cani registrate dalla Task Force Toscana e non registrate ma apparse sul web
| Task force | Dove | Località | Comune | Data | Provincia | Morte |
| x | Cocollo | Loro Ciufenna | 08/11/21 | Arezzo | x | |
| x | Basciano | Monteriggioni | 22/11/21 | Siena | x | |
| x | Santa Brigida | Pontassieve | 19/12/21 | Firenze | x | |
| x | Nel giardino | Via del Gamberaio | Buggiano | 15/02/22 | Pistoia | ferito |
| x | Le Cerraie | Montepulciano | 11/04/22 | Siena | x | |
| x | Viesca | Reggello | 20/04/22 | Firenze | x | |
| Nel giardino | Pieve di Compito | Capannori | 30/06/22 | Lucca | ferito | |
| Vicino case/abitato | Callaro | Marliana | 19/07/22 | Pistoia | x | |
| Nel giardino | Lamporecchio | 19/10/22 | Pistoia | ferito | ||
| Vicino case/abitato | La Michelina | Bibbona | 10/11/22 | Livorno | x | |
| x | Forcoli | Bibbona | 04/11/22 | Livorno | x | |
| x | Nel cortile/resedi | Vitiano | Arezzo | 02/12/22 | Arezzo | x |
| x | Micciano | Pomarance | 24/12/22 | Pisa | x | |
| x | Santa Brigida | Pontassieve | 29/01/23 | Firenze | x | |
| Tra le case/nell’abitato | Via Poneta | Greve in Chianti | 31/01/23 | Firenze | cane | |
| Vicino case/abitato | Cortona | 12/02/23 | Arezzo | x | ||
| Vicino case/abitato | Pontassieve | 02/02/23 | Firenze | x | ||
| x | Mercatale | Cortona | 10/03/23 | Arezzo | x | |
| Nel cortile/resedi | Monteloro | Pontassieve | 19/04/23 | Firenze | ferito | |
| Nel giardino | Vicopisano | 22/08/23 | Pisa | x | ||
| x | Fivizzano | Fivizzzano | 31/08/23 | Massa Carrara | x |
In ogni caso ci si aspetterebbe che la Task Force producesse un rapporto annuale o meglio ancora che pubblicasse, con aggiornamento in tempo reale, una mappa georeferenziata di quello che succede nel sito della Regione Toscana (la provincia di Trento pubblica la mappa online con la posizione approssimativa delle orse con cuccioli e degli orsi radiocollarati). I cittadini hanno o non hanno diritto ad essere informati o siamo tornati indietro rispetto ai tempi del granduca Pietro Leopoldo?
Così i cittadini non sanno che sta succedendo questo:

I toscani non sanno neppure che la loro regione è seconda solo al Piemonte nel numero di episodi registrati sul web di presenza di lupi in contesti abitati (dentro gli agglomerati o a poche centinaia di metri da essi). Il lupo doveva espandersi “senza allarmismi” perché così era stato deciso dai “Signori del lupo” (siamo messi peggio che nell’assolutismo illuminato, c’è il governo arbitrario e irresponsabile di minoranze autoproclamatisi “elette”).



Il 16 maggio di quest’anno, a seguito dei fatti di Siena (la ragazza pedinata da un lupo alla periferia della città presso la stazione e altri casi segnalati nella stessa zona), ci chiedevamo “a cosa serve la Task Force?” (vai a vedere l’articolo). Venivamo inoltre a sapere che, oltre all’episodio della ragazza salvata dal taxista ve ne erano stati altri due, sempre a carico di donne.


Da noi informata dei fatti e sollecitata a occuparsi dei casi senesi, la Task Force, in effetti, il 20 maggio, si recava a Siena nella persona del dr. Berzi (qui il resoconto).
Scrivevamo: Il dr. Berzi, accompagnato da due funzionari del Comune di Siena, ha fatto oggi un attento sopralluogo in quella che è un area caratterizzata da vegetazione anche fitta e che si presta agli spostamenti fin nelle strade interne di animali come i lupi. Anzi, quello che potrebbe essere sempre lo stesso esemplare – grosso e robusto, apparentemente con una leggera zoppia alla zampa anteriore destra – è stato anche più volte filmato, come avvenuto in questi giorni nella vicina via Custoza, in mezzo alle case. Una situazione indubbiamente di potenziale rischio per gli abitanti della zona, oltre che per la predazione di gatti e persino cani al guinzaglio, come già purtroppo avvenuto in altri casi, come a Palombaro in Abruzzo.
Il tassista Gennaro Del Percio, dopo quanto avvenuto, non era stato stato contattato da nessuno, dichiarando: “Non mi ha chiamato nessuno. Nè carabinieri forestali né polizia provinciale, niente, nessuno. Come se non fosse successo nulla”. A quel punto era stata l’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurale a segnalare mercoledì 15 maggio il fatto direttamente alla Task Force Lupo nella persona del responsabile dr. Luca Mattioli, fornendogli anche il contatto telefonico di Del Percio. La Task force Lupo ha contattato appunto Del Percio oggi lunedì 20 maggio.
Che esiti diede quel sopralluogo? Perché la Regione Toscana non emette comunicati, perché di quello che fa la Task Force non trapela nulla? Il lupo è stato rintracciato? Ci piacerebbe saperlo anche perché il lupo è sempre presente a Siena. Scriveva ieri, 3 dicembre, la Gazzetta di Siena: E’ un lupo, un lupo vero e non un cane inselvatichito, e si aggira in pieno giorno nei giardini all’Acquacalda, in via delle Province […] Come si vede dalle foto l’animale è vicinissimo alle reti di recinzione dei palazzi, ed è negli spazi dove spesso passano anche bambini. E nei pressi di un supermercato.

Ma per la Task Force lupo e per la Regione Toscana tutto è sotto controllo, il lupo non è pericoloso (ieri) o forse solo un pochino (oggi), non attacca (quasi mai) le persone ed è normale che giri in città perché è opportunista. No, diciamo noi, non perché è opportunista, perché negli altri paesi gli sparano, ma in questo paese, dove dominano le lobby e quelle green si sono create dei solidi centri di potere che condizionano la politica, il lupo urbano è una vacca sacra che deve poter girare indisturbato, sterminare i cani e i gatti e, se capita, azzannare le persone. Sino a quando i toscani saranno disposti a subire l’egemonia di WWF e Legambiente, di gruppi di esperti che avendo un titolo accademico in tasca si sentono superiori al popolo e in dovere di imporre i loro valori e i loro interessi sul “popolino ignorante” dettando la linea alla Regione Toscana?
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Risposta
[…] L’ottica della “monetizzazione”, per mantenere il consenso degli allevatori o, quantomeno, non perdere del tutto i loro voti, non è nuova per la Saccardi. Nel 2022 ha escogitato un “circuito virtuoso di riciclo”. Gli allevatori sono stati sollevati dal costo dello smaltimento delle carcasse predate (un costo che dovrebbe essere sostenuto dalla regione perché ogni danno procurato dai lupi, animali di proprietà dello stato dovrebbe, in base al codice civile, essere sostenuto dal proprietario dell’animale stesso). Come? Conferendo le carcasse a un servizio di “riciclo” che provvede ad alimentare lupi e ibridi confinati nel parco faunistico del Monte Amiata. Un allevatore dovrebbe essere felice di alimentare sia i lupi liberi e randagi che quelli in cattività. In tema di politica toscana del lupo degli ultimi anni (gestione Saccardi) va menzionata anche la pagliacciata della Task Force lupo (vai a vedere il nostro approfondimento sul tema). […]