I lupi sterminano i piccoli allevamenti in val Taleggio e Valtorta (BG)

Una raffica di predazioni tra la Val Taleggio e Valtorta stanno portando allo sterminio dei piccoli allevamenti ovicaprini. Ora c’è fortissima preoccupazione tra gli allevatori che si accingono a portare in alpeggio giovani bovini. Di fronte a una situazione drammatica, che vede i branchi scorazzare impuniti sul territorio spicca l’inerzia delle istituzioni (Provincia e Regione) che continuano a parlare solo di monitoraggi fornendo, peraltro, stime ridicole.

La sequenza degli attacchi tra Vedeseta e Valtorta

Ripercorriamo la serie di avvistamenti e predazioni. La presenza di un branco tra val Taleggio e Valtorta risale al 2024. A dicembre fece scalpore l’avvistamento di 7 lupi a Morterone a pochi metri dalle case (1), comune alla testata della val Taleggio ma in provincia di Lecco. Nel 2025, ad agosto sul Monte Cancervo, un attacco a un gregge in alpeggio ha comportato la perdita di venti capre e pecore tra morte e disperse. A novembre, venne fotografato un lupo da un automobilista sulla strada per Ornica (poco dopo il bivio per Valtorta, punto 1). La Polizia Provinciale giudicò l’animale come “probabile lupo”. A dicembre sono state predate 4 pecore di un anziano allevatore di Pizzino (frazione di Taleggio) custodite in un recinto. Nella settimana prima di Pasqua, sono state segnalate altre predazioni: ancora una pecora trovata sbranata dallo stesso allevatore di Pizzino e altre tre di un allevatore di Peghera, altra frazione di Taleggio. “Avevo solo quelle tre pecore – dice l’allevatore – Le avevo prese per tenere pulito il pascolo nei pendii più ripidi. Erano recintate ma non c’è stato nulla da fare”. Lo stesso allevatore dichiarava che in valle ci sono quindici lupi. Tra il 23 e il 28 aprile sette pecore sono state predate a Valtorta nel corso di tre diversi attacchi a tre piccoli allevatori. Tra giovedì 30 aprile e venerdì 1 maggio è stato attaccato anche un piccolo gregge a Vedeseta, tre capre adulte e un capretto uccisi, un altro esemplare disperso e sette feriti in modo grave.

In alta Valbrembana è due anni che c’è un branco. Dobbiamo credere che è rimasto solo o che, più realisticamente, si è diviso spartendosi il territorio e moltiplicando il potenziale di predazione? Ed è credibile insistere che ci siano solo 30 lupi in provincia di Bergamo (come continua ad asserire la Polizia provinciale, quella che, per anni, a fronte di avvistamenti e predazioni continuava a negare che il fosse arrivato nelle valli). Ma ancora più incredibile è la stima di 80 lupi in tutta la Lombardia, fornita dal “post Life”, la “coda” del progetto Life Wolf Alps, per il 2023/24, tutt’ora dato “ufficiale”, l’unico preso in esame dall’Ispra. Ma Polis-Lombardia, l’ente strumentale di ricerca della regione stessa, ad aprile 2026, ha presentato una ricerca che stima in 50 le unità riproduttive di lupo nella regione. A parte che molti organi di stampa hanno scritto di “50 lupi” (si vede che nelle redazioni non sanno nemmeno più leggere), 50 unità riproduttive corrispondono a 200 lupi (10 coppie = 2 individui; 40 branchi =4,5 individui in media). Sono più del doppio del dato “ufficiale” di due anni prima. Anche con una crescita elevata del 30% annuo, gli 80 lupi sarebbero solo 135. Di fronte a queste incongruenza tra una stima di un ente della regione e quella di un progetto al quale la regione partecipava come partner (anche con Ersaf, altro ente della regione), il Codacons (consumatori) ha sollevato il problema dei dati “incerti”, oltre che denunciare il rischio dei lupi confidenti.

Intanto molte predazioni non vengono riconosciute e neppure denunciate. Ma le notizie che arrivano dalla provincia di Como, da quella di Sondrio, da Bergamo (dove si registrano predazioni anche in pianura) ci dicono che le predazioni “ufficiali” sono solo la punta dell’iceberg e che la Regione Lombardia, con l’Ersaf e le Polizie provinciali sta facendo di tutto per minimizzare il problema e sfuggire le proprie responsabilità: incalzare l’Ispra (che “concede” un massimo di 2 capi da rimuovere) e iniziare un piano di contenimento.

Suonano una beffa le parole di Giacomo Zamperini, consigliere regionale lombardo di FdI, presidente della Commissione montagna che, davanti agli allevatori di capre riunito a Casargo per la mostra della capra Orobica il 16 novembre (c’era anche l’on. Fiocchi, dello stesso partito, ma su altre posizioni in tema ) sosteneva che il lupo rappresenta un problema minore dal momento che la Regione riceve pochissime denunce. E invitata gli allevatori a pensare a problemi veramente seri come il latte crudo e a fidarsi di CC forestali e Polizie provinciali che “sono vostri amici”.


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