In Lessinia si può già sparare ai lupi (basta bugie!)

In Lessinia già 7-8 malghe sono state scaricate a causa degli attacchi dei lupi. Aveva iniziato la malga Pealda bassa di Sant’Anna di Alfaedo già a luglio. Le predazioni erano iniziate dopo venti giorni dalla salita e si sono susseguite fino a far gettare la spugna. La malga Gasparine di Dietro (foto sotto) è stata scaricata da una settimana dopo aver subito due distinti attacchi nell’arco di un mese con la perdita di tre capi bovini. Il gestore ha detto basta. Non sono le uniche malghe ad aver subito più di un attacco e ad aver gettato la spugna.

Intanto i politici, di fronte a questa situazione, che presto farà crollare anche la presenza turistica (perché senza malghe attive il pascolo scompare e il paesaggio anche) hanno imbastito un teatrino imbarazzante. Sul tema, caro ai politici, dello scaricabarile, del “la responsabilità cercatela altrove, a Roma, a Bruxelles”. E i sindaci, che dovrebbero preoccuparsi per il futuro dell’economia del territorio? Tacciono per non disturbare il manovratore (la Regione).

Un coro di bugiardi

E’ vergognoso come la Coldiretti, la Regione Veneto (assessore Corazzari) e alcuni politici del centro-destra (Alberto Bozza, Paolo Borchia), prendano per i fondelli gli allevatori (vedi il nostro precedente articolo). Cianciano di “monitoraggi”, “telemetria satellitare”, “Piani nazionali”, “confronto con il ministro Picchetto Frattin”, “completamento del percorso di declassamento” ma è solo una cortina fumogena, fatta per confondere le idee, per nascondere la scomoda realtà che, nel 2025, la Regione Veneto può essere autorizzata dal ministero dell’ambiente ad abbattere 4 lupi nel quadro dell’attuale normativa. La Regione non lo fa solo per opportunismo politico, perché non vuole scatenare i media con una campagna animalista prima delle elezioni regionali e anche perché Zaia è lui stesso animalista. La Coldiretti condivide appieno la linea del “prendiamo in giro gli allevatori con parole vuote di sostegno ma non irritiamo gli animalisti”. La stessa Coldiretti ha spinto il progetto Apollonio (quello della telemetria, della cattura di due lupi, dei suoni e delle lucine per spaventare i lupi). 400 mila € per sperimentare (ancora!) questi metodi costosi, macchinosi e inefficaci sulla Lessinia e sul Baldo. Una truffa vera e propria perché si è fatto credere che le deroghe non possono essere attuate in Lessinia e che, quindi, era necessario inventare metodi “alternativi”. Roba da Corte dei Conti (qui il nostro articolo sul progetto truffa).

Manifesti contro il progetto Apollonio-Coldiretti

La Coldiretti insiste nell’allontanare l’attenzione dalla responsabilità della Regione Veneto

Ancora pochi giorni fa (27 agosto), il presidente della Coldiretti veronese, in occasione della predazione di un cane pastore, Alex Vantini sottolineava l’urgenza di “un piano di gestione nazionale del lupo che permetta di intervenire sugli esemplari ritenuti problematici e di tutelare il mondo rurale” (https://www.larena.it/territorio-veronese/garda-baldo/lupi-monte-baldo-predazione-novezza-cane-ucciso-1.12772660). Bugiardo! Oggi, 2025, è possibilissimo intervenire sui lupi utilizzando le deroghe. L’Ispra

ISPRA – I comuni hot spot con elevate predazioni sono quelli in rosso. Ma la deroga può essere chiesta anche in quelli limitrofi (arancione) se un’azienda è colpita due o più volte in un anno.

La Lessinia è hot spot

L’Ispra, con un protocollo messo a punto all’inizio dell’anno, basato sul superamento di una soglia di predazioni rapportata alle superfici comunali e sulle predazioni accertate nel 2021 e 2022, ha classificato “hot spot” (fuori dall’odioso inglesismo “comuni bollenti, ad alte predazioni”) Sant’Anna d’Alfaedo, Erbezzo, Bosco Chiesanuova, Roverè Veronese, Velo Veronese, Cerro, Grezzana. A questi comuni sono assimilati quelli limitrofi a definire un comprensorio dove poter intervenire con le deroghe. Nei comuni della Lessinia è quindi possibile autorizzare le deroghe all’abbattimento dei lupi qualora un allevamento subisca due o più predazioni nel corso dell’anno solare. Il numero di lupi abbattibili in tutto il Veneto è stato fissato a un massimo di 4. In Lessinia più di un’azienda è stata colpita due volte, come da verbali ufficiali di predazione. Cosa aspetta la Regione Veneto? Aspetta l’inverno, quando abbattere i lupi sui pascoli non serve più.

Il punto è che la Regione Veneto omettendo di attivare la richiesta di deroga e ponendosi quindi nella condizione di non aver deliberatamente messo in atto (per ragioni di opportunità politica, quindi senza giustificazione legittima) le misure atte a prevenire il danno. Pertanto, essa diventa – come da recenti e meno recenti sentenze della Cassazione – pienamente responsabile in sede civile di tutti i danni diretti e indiretti subiti dagli allevatori. Passibile di cause da parte degli allevatori.


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