
Articoli di Michele Corti sul lupo pubblicati su “www.ruralpini.it”
La Svizzera pensa più ai pastori e all’ecosistema nel suo insieme che non al lupo
(01.10.10) La seduta della camera alta del Parlamento svizzero ha affrontato il 30 settembre un importante dibattito sul lupo. Erano sul tappeto parecchie mozioni. Sono state approvate quelle che richiedono una modifica della legge sulla caccia in modo da estendere la competenza dei cantoni in materia di controllo di specie protette di predatori. Ciò qualora mettano a repentaglio la biodiversità, la pastorizia e l’esecizio venatorio. E’ stato deciso di chiedere modifiche della Convenzione di Berna (nel senso di una minore protezione del lupo). In caso contrario la Svizzera recederà dalla Convenzione in modo da negoziare tali modifiche in sede di nuova ratifica. leggi tutto
La testimonianza del pastore Mario Durbano: io e i lupi nella nebbia
(29.09.10) Alle prese con i lupi, che con le nebbie di settembre attaccano con più facilità, Mario come altri pastori piemontesi (e non solo) ha a disposizione sui pascoli alti ricoveri ‘ancestrali’ come quello della foto. Testimonianza preziose (da perseverare) di una civiltà pastorale millenaria, ma a cui andrebbero affiancati ricoveri più confortevoli. Perché solo la vita del pastore deve essere uguale a quella di secoli fa? Per certi versi è anche peggio. Il 24 settembre si è trovato davanti 3 lupi neri, che non se ne andavano neppure in sua presenza, “avevo più paura io di loro”. Ma Mario è armato solo di … un petardi (il lupo è sacro e intoccabile). “E se invece di me ci fosse stato un pastorello? Cosa avrebbe fatto? Non manderei mai più un ragazzo da solo al pascolo”. leggi tutto
Gias Gardon (Valle Stura di Demonte, CN)
(17.09.10) Un alpeggio chiave per la sopravvivenza della pecora Sambucana. Due ragazzini che vorrebbero fare i pastori. Il tutto condizionato da un futuro incerto per colpa della presenza stabile dei lupi. Che in Valle Stura di Demonte hanno già messo in grave difficoltà la pastorizia e rischiano di affossarla completamente ‘bruciando’ progetti, energie, passione, impegno leggi tutto
Bellino/Blins (CN): i pochi pastori rimasti decisi a lottare
(10.09.10) Erano in quindici i pastori dell’Associazione pastur de Blin prima dell’arrivo del lupo. Pastori giovani, che restavano su in montagna tutto l’anno (siamo a 1.600 m). Una risorsa ‘rara’. Oggi ne sono rimasti 1-2. Gli altri hanno smesso o sono passati alle vacche da carne. Qualcuno tiene ancora qualche capra o pecora. Ma c’è voglia di reagire e di farsi sentire leggi tutto
Alta Valle Grana: lupi insostenibili (CN)
(04.09.10) Anna Arneodo ci aggiorna sulla situazione della pastorizia in alta Valle Grana trasmettendo anche una toccante ‘lettera aperta’ del pastore Mario Durbano scritta due anni fa quando il lupo ha fatto la comparsa sui pascoli di Frise (prima della strage di 240 capi). Una lettera che farebbe cambiare idea a molti ‘lupofili televisivi’. leggi tutto
La strategia lupo svizzera alla prova
(21.08.10) I lupi aumentano e attaccano anche i bovini. L’equilibrio tra misure di prevenzione degli attacchi e abbattimenti mirati sinora dimostra di funzionare. Alla base di un sistema equo la volontà di non mettere in ginocchio le attività tradizionali in montagna e un impegno diretto della politica e delle istituzioni che non hanno delegato ai verdi, come avvenuto in Italia, la politica di gestione dei grandi carnivori. leggi tutto
Cuneo. Ora si pensa anche al pastore e non solo al lupo
(11.08.10) Ieri mattina a Monterosso Grana (CN) si è svolta la conferenza stampa di presentazione del progetto della Regione Piemonte ‘Sostenibilità dell’allevamento pastorale in Piemonte’. L’iniziativa, intrapresa per impulso dell’assessore Claudio Sacchetto e affidata al Dip. di scienze zootecniche dell’Università di Torino, è finalizzata a riequilibrare le tante attenzioni e le risorse dedicate alla ‘conservazione e gestione’ del lupo. E’ prevista una serie di interventi mirati a sostenere la un’attività di grande (ma ancora scarsamente riconosciuto) valore ecologico, sociale e culturale. Un’attività messa ulteriormente e pericolosamente in crisi dalla diffusione del predatore. leggi tutto
La storia kafkiana dell’az. Capuzzola
(02.08.10) Solo in un paese incivile, dove il pastore è cittadino di serie B, possono accadere queste cose. La vicenda dell’azienda di ovini da latte Capuzzola, nell’appennino modenese, è una storia di politici e di burocrati che hanno fatto di tutto per espropriare di fatto un allevatore della sua azienda, favorendo la diffusione del lupo, negandone a lungo la presenza, elargendo risarcimenti inadeguati, minacciando sanzioni se il pastore non fosse stato capace di arrestare la predazione. Una storia vergognosa che deve essere da monito. Per i pastori che devono essere consapevoli che ci sono precise scelte politiche tese ad eliminarli, ma anche per i lupologi e i lupofili perché devono sapere che dopo la vicenda dell’ az. Capuzzola la resistenza contro la loro arroganza si farà più forte e organizzata. A difesa della pastorizia ma anche di chi vive nelle aree montane in località isolate dove cresce la paura per la presenza di grandi carnivori potenzialmente pericolosi anche per l’uomo. leggi tutto
Il comune di Monterosso Grana (CN) prende posizione sul lupo
(20.06.10) Con una delibera e una lettera, inviata alla Regione e agli altri enti, il Comune di Monterosso Grana nell’omonima valle chiede la limitazione dei lupi e concreti aiuti ai pastori e a chi vive in montagna di montagna. E’ ‘naturale’ che i comuni, ente più vicino alla comunità, reagiscano alla ulteriore e subdola minaccia alla vivibilità delle valli (nella delibera si parla anche di ‘insidia’ per chi vive in montagna non solo di danni ai pastori). Da Monterosso viene un segnale alle realtà disperse della montagna che subiscono le ‘politiche della natura’ imposte dalla tecnocrazia ‘verde’. Per la creazione di un fronte delle valli a difesa delle attività tradizionali, della vivibilità della montagna. E perché nella gestione del ‘problema lupo’ non abbiano voce solo i nuovi signori feudali del ‘Centro lupo’ di Entraque (Parco Alpi Marittime) che dopo aver ricevuto finanziamenti milionari sul lupo adesso decidono anche in tutto il Piemonte chi deve ricevere i contributi della Regione per il ‘pascolo gestito’. leggi tutto
Il ritorno dei predatori mette a rischio i migliori formaggi ovicaprini d’alpeggio
(28.05.10) I pastori delle Alpi Marittime denunciano l’intensificazione degli attacchi del lupo. Abbiamo parlato con Marilena Giorgis della Val Pesio (CN), pastora e casara aziendale e d’alpeggio. Lo scorso hanno ha avuto venti pecore da latte di razza Frabosana sbranate e dieci disperse. Quest’anno proverà con le recinzioni, ma i cani da guardiania non li vuole e al figlio consiglia di rinunciare al pastoralismo. Intanto nelle Orobie il Parco ‘allerta’ i comuni invitandoli a raccomandare ai pastori di abbandonare il pascolo ‘libero’ e di dotarsi di cani e recinti. Siamo al ‘coprifuoco’. E’ a rischio lo stesso Bitto storico fatto anche con latte di capra Orobica mantenuta con un sistema particolare di pascolo. Che non c’entra nulla con il pascolo ‘brado’ e che richiede pastori ‘veri’ ed esperti. Alla lobby pro predatori i pastori e allevatori devono imparare a rispondere uniti al di là delle differenze e dei confini regionali e nazionali. leggi tutto
Sulle Orobie gli esperti ora parlano di 5-6 e lupi
(14.04.10) Il primo avvistamento del lupo nelle Orobie è del 2001 con una foto del 2003. Ora in base alle tracce e ai materiali organici ritrovati si parla di ‘almeno sei lupi’. Per ora non hanno provocato danni alla pastorizia ma veniamo da inverni rigidi con tanta carne congelata sotto la neve a disposizione. Bisogna pertanto prevenire i problemi. Nei Grigioni, dove ci sono 3-4 esemplari, c’è un centro per la protezione del bestiame minuto e specialisti a disposizione dei pastori. Senza contare che in Svizzera vige la ‘par condicio’ e dopo 30 pecore è il lupo ad essere fatto fuori … leggi tutto
Il lupo e la pecora entrano nella campagna elettorale
(23.02.10) Candidati che chiedono il voto pro o contro il lupo. Succede in Piemonte, dove la presenza del lupo – con le discussioni sulla problematica convivenza con le attività pastorali – hanno da tempo assunto valenza politica. Perché scandalizzarsi? Il lupo (e la pecora) rappresentano problemi reali nelle valli e coinvolgono sul piano simbolico ed emotivo tutta la società. Bene che ne parlino anche i politici e non solo gli esperti (di parte). Intanto segnaliamo gli interventi di Mariano Allocco e Marzia Verona sul ‘Piano lupo’. leggi tutto
Regione Piemonte: un ‘piano lupo’ elettorale
(19.02.10) La problematica convivenza della pastorizia con i branchi di lupi ormai stabili in parecchie valli porta la Regione Piemonte ad approvare, in piena campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale, un Piano di difesa dal lupo dal sapore elettorale. Esso prevede ‘piani di difesa aziendali’, ‘sperimentazione di nuove tecnologie’, un ‘centro regionale per la selezione e l’allevamento dei cani da guardiania’, ‘assistenza veterinaria all’addestramento e gestione dei cani’ ecc. ecc. Tra gli obiettivi il ‘sostegno’ alla custodia continuativa dei greggi e alla assunzione di aiuti-pastore. Con quali soldi? Il tutto infatti prevede, infatti, un finanziamento di 74.000 €! Una misura, tra le tante previste, mette in allarme i pastori: ‘traslocazioni di greggi, in modo temporaneo o permanente’. Se abbandonare via via gli alpeggi pericolosi è il modo per prevenire gli attacchi (sulle basi delle indicazioni del ‘piano di difesa’) allora abbiamo proprio ragione noi a sostenere che il lupo è uno dei grimaldelli per cacciare i pastori (e in generale l’uomo) dalle Terre Alte. leggi tutto
Chiarezza sul lupo. L’intoccabilità è solo italiana e l’hanno decisa gli ‘esperti’ e gli ambientalisti
(21.01.10) Il Ministero dell’ambiente risponde picche alle richieste di abbattimenti selettivi inoltrate dalla Regione Piemonte. Lo fa su parere dell’ISPRA che, a sua volta, si rifà ad un Piano nazionale d’azione per la conservazione del lupo (2002) scritto da un gruppo composto da esperti (di regola filoambientalisti) e dalle stesse organizzazione ambientaliste. Ma la cosa più assurda è che per motivare un parere contrario agli abbattimenti il ‘Piano d’azione’ si appella alla ‘mancanza di informazioni sulla consistenza della popolazione’ ma, soprattutto alle ‘obiezioni di parte dell’opinione pubblica’. Ora la politica faccia la sua parte e la pianti con la delega agli ambientalisti.
Cuneo. Taricco (ass. regionale) frena sugli abbattimenti selettivi del lupo
(16.01.10) Si avvicina un difficile confronto elettorale e la presumibile paura di perdere voti urbani animalisti spinge l’ass. Taricco ad essere prudente. E torna sulla ‘prevenzione’, sulle mani legate per via della ‘protezione assoluta per il lupo imposta dalle norme internazionali’. Eppure ‘da agricoltore’ poche settimane fa aveva detto di essere personalmente favorevole alla caccia al lupo. L’unica cosa che deve spiegare agli amministratori, ai pastori e agli allevatori è perché in altri paesi si può sparare al lupo, non solo ‘in teoria’ ma anche in pratica (oltre 200 capi in Svezia nei prossimi anni). Se le ‘strategie nazionali’ possono essere ‘flessibili’ (lo sono!) vada a Roma e negozi con il Ministero dell’ambiente. Invece sembra che voglia arrendersi prima di combattere – ovvero sostenere la richiesta di abbattimento presentata al Ministero – e sorge il sospetto che si preferisca lasciare la rogna agli amministratori locali (di centro-destra).
Tra la nebbia e il lupo
(18/09/09( Riceviamo dall’associazione Coumbouscuro (che l’ha inviata per conoscenza anche alle istituzioni) questa testimonianza di un pastore
Anche in Val d’Aosta il lupo diventa un incubo per i pastori
(12.01.09) Sono stati indennizzati dal Parco del Gran Paradiso gli allevatori che avevano subito danni questa estate in Valsavaranche (86 pecore e 16 capre perse e l’abbandono di un alpeggio a metà stagione). Nel Parco del Gran Paradiso si è ormai insediato un branco di 6 esemplari Il concetto è quello della “monetizzazione” del danno. Ma quando si deve abbandonare gli alpeggi perché infestati dai lupi c’è da chiedersi se sono sufficienti le misure di “protezione passiva” (reti elettriche, mastini maremmani, sorveglianza).
Canton Ticino: no al lupo
(16.08.08) 5.000 firme contro la sempre la presenza del lupo incompatibile con la realtà pastorale delle aspre valli del cantone.
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