La mappa, nata nella primavera 2026, è una mappa “civica”. E’ arrivata a 105 mila visualizzazioni nonostante la censura dei media tradizionali che ne hanno parlato riprendendo la “velina” del Servizio faunistico della Provincia solo per criticarla (evitando accuratamente di indicare il link, bello questo sistema da regime totalitario!). Oltre agli eventi segnalati dai media, è costruita per la maggior parte da segnalazioni di cittadini (sui social o direttamente a nostri soci che verificano l’attendibilità delle segnalazioni stesse). Non sono prese in considerazioni notizie di seconda e terza mano “ho sentito che…”. Ogni informazione è legata a una persona.
CI APPELLIAMO AI CITTADINI CON SENSO CIVICO PERCHE’ – DOPO AVER CHIAMATO IL 112 – RIFERISCANO ANCHE A NOI AVVISTAMENTI DI ORSI
(comprese tracce fresche e chiare ed escrementi vicino a case e centri abitati). Comunicatelo pubblicamente sui social
https://www.facebook.com/Paganella.LiberieSicuri?locale=it_IT
https://www.facebook.com/groups/ruralpini/?locale=it_IT
o privatamente tutelarurale@gmail.com – 3282162812 – 3518334368 (solo whatsapp)
LA LEGENDA SI APRE CLICCANDO IL SIMBOLO IN ALTO A SINISTRA (c’è la spiegazione dei simboli e il contatore delle visualizzazioni). Per un consultazione più comoda con il telefonino è meglio aprire la mappa (vai alla mappa fuori dalla pagina)
PUOI SOSTERE LA MAPPA E LE INIZIATIVE DELL’ASSOCIAZIONE “TUTELA RURALE” CON UNA PICCOLA DONAZIONE (per associarsi e donazioni più generose vai alla pagina “ASSOCIAZIONE“)

Questa iniziativa (Associazione per la tutela dell’ambiente e della vita rurali) supplisce alla carenza informativa cronica della Provincia autonoma di Trento. E’ una domanda insoddisfatta quella che ha portato alla realizzazione di questa mappa come alla app Bear alert Trentino. In Romania l’applicazione RO BEAR manda allarmi agli utenti quando un orso entra in un abitato. In Slovacchia esiste una ottima mappa di avvistamenti https://mapamedvedov.sk/ . Solo dalle parti della tecnoburocrazia trentina hanno l’allergia per questi strumenti civici. Ed è vergognoso che alcuni media, in aggiunta alle esternazioni sull’inaffidabilità e inopportunità della mappa (“gli orsi si spostano”, ma no!) dell’ “uomo degli orsi” della PAT, il dr. Claudio Groff si siano prestati a denigrare la mappa con un attacco personale (il T quotidiano che, nell’occasione, è sceso al livello di faziosità animalista del Dolomiti.it).

Essa, solo con un mese e oltre di ritardo segnala su un suo rapporto inserito nel sito dell’istituzione, alcuni degli episodi che hanno per protagonisti gli orsi. Ma ne omette molti “per non create allarmismo”. Da quando è attiva questa mappa e la nostra associazione segnala sui social e con comunicati stampa episodi di orsi sotto casa, presso e dentro gli abitati, avvistati a breve distanza dalle persone, la Provincia è stata costretta (anche perché nel frattempo le segnalazioni erano filtrate sui media) a informare con comunicati dei fatti. Senza mai scusarsi con i cittadini. Noi troviamo arrogante l’atteggiamento delle strutture tecnocratiche della Provincia (Fugatti e Failoni sono poco più che burattini). Non solo cercano di nascondere l’inquietante e frequente presenza degli orsi (nel tentativo di nascondere il problema sotto il tappeto non sapendo o non volendo affrontarlo) ma spingono le persone a tacere “tasi non fare allarmismo”.

Sintomatico quello avvenuto il 2 0ttobre 2026 a Ossana, in val di Sole. La forestale è stata avvisata la sera stessa dai cittadini della presenza dell’orso, il 3 mattina la comunica alla sindaca (che può verificare la presenza dell’orso davanti al municipio grazie alla registrazione della telecamera di sorveglianza). Il 5 un cittadino contatta il social Paganella e Bondone liberi e sicuri. La notizia viene data subito dalla stessa pagina e dal gruppo facebook Ruralpini collegato alla nostra associazione. Il 6, come associazione, emettiamo un comunicato stampa che viene ripreso da l’Adige e poi da altri media il giorno stesso e quello seguente. Solo il giorno 8 la sindaca comunica l’episodio. Perché tanto ritardo? Perché le hanno detto di tacere, ma poi, quando i cittadini ansiosi sono venuti a chiederle se era vero quello riportato d social e media tradizionali, si è sentita in dovere di parlare.

E chiariamo una cosa: quando i forestali e il Servizio faunistico dicono di “combattere l’allarmismo”, non lo fanno per il bene della comunità ma per il bene degli orsi alla cui tutela si sono votati. Mentre i politici lasciano fare, un po’ per la loro impotenza nei confronti degli apparati tecnoburocratici (che li dominano e li manovrano a piacimento), un po’ per convenienza, per non dover rispondere a cittadini ancor più allarmati e tendenzialmente esasperati della loro ignavia e inerzia.



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