La coesistenza con orsi e lupi non è possibile

di Paolo Leonardi*

*Editore e redattore del periodico “Il Melo” (periodico della Val di Non). L’articolo, che uscirà con il numero del 10 ottobre è qui pubblicato in accordo con la testata

Ogni giorno incontro delle persone che mi manifestano il loro disagio per la situazione che si è creata in merito ad orsi e lupi. Oltre alla paura e ansia riscontrata in gran parte della popolazione del nostro territorio mentre svolgono abituali attività come: andare per funghi, fare un giro in bici nei boschi oppure semplicemente fare una gita in montagna con la famiglia, sta crescendo la preoccupazione perché non si vede una soluzione al problema. Anzi, prosegue quel grave atteggiamento da parte delle istituzioni che ha caratterizzato gli ultimi trent’anni, in cui non viene preso in considerazione il punto di vista della gente comune. Altro grave comportamento è stato quello dell’assoluta mancanza di trasparenza in merito al “Progetto Life Ursus”.

In questo contesto di forte disagio sociale è in atto una massiccia campagna pubblicitaria che ha lo scopo si sensibilizzare la popolazione affinché accetti di convivere con orsi e lupi.

Per ottenere questo obiettivo, oltre ad ingenti risorse economiche, la PAT e il Parco Adamello Brenta, hanno coinvolto altre istituzioni pubbliche come la SAT e il MUSE oltre a numerosi esperti o presunti tali. Ma tutto questo sta producendo degli effetti? Parlando con la nostra gente sembrerebbe proprio di no, anzi questo atteggiamento già visto negli anni novanta, in occasione dell’avvio del progetto, non fa altro che incrementare un forte disappunto. 

Oggi sarebbe necessario:

• che le istituzioni, tutta la classe politica e dirigente, ammetta che sono stati commessi dei gravi errori, non di certo voluti, ma che hanno provocato una generalizzata “ubriacatura da orso”;

• che si ritorni alle nostre origini.

I trentini hanno nel loro DNA una sensibilità per la flora e la fauna che è molto superiore alla ma- dia nazionale. Infatti, i nostri avi con lungimiranza e concretezza hanno istituito delle organizzazioni come le ASUC (Amministrazione Separata degli Usi Civici) e hanno realizzato degli statuti come LA CARTA DELLA REGOLA che negli anni hanno permesso di preservare i nostri boschi, pascoli e malghe, attraverso delle regole di autogoverno, in perfetto equilibrio tra uomo e natura.

Una conferma che la strada intrapresa dagli organi preposti alla gestione dei grandi carnivori è sbagliata l’ha avuta chi si è recato al Festival della Coesistenza, organizzato di recente sul Monte Bondone, in quanto gli esperti invitati per motivare la co- esistenza hanno espresso dei pareri e proposte che sono diametralmente opposte a quanto può pensare una persona di buon senso.

Per capire quale sia oggi il pensiero degli “esperti” invitati al convegno, riporto una dichiarazione fatta da un giornalista di un importante quotidiano nazionale, esperto di ambiente, biodiversità e montagna, in merito a quanto accaduto a Lucca relativamente all’aggressione di un lupo: “Il lupo fa il lupo, non vedo nulla di strano se un lupo ha aggredito una facile preda (nel caso specifico si tratta di un cagnolino) nel giardino privato di una abitazione. Se dobbiamo individuare delle colpe queste sono del proprietario dell’abitazione che non ha recintato in modo efficacie la sua proprietà”.

Tradotto: il lupo può fare tutto quello che vuole, an- che aggredire fuori dalla porta di casa gli animali domestici, è l’uomo che si deve difendere efficace- mente blindandosi in casa, altrimenti i problemi sono tutti suoi!!

Come si esce allora da questo pantano incredibile, considerato che il Progetto Life Ursus promosso a metà anni Novanta, da dei giovani ricercatori e sostenuto dagli amministratori del Parco Adamello Brenta che, ingenuamente pensavano di creare va- lore aggiunto per il territorio, è fallito ed ha crea- to un “mostro” che non si riesce più a controllare?

Cambiare la situazione attuale è indubbiamente mol- to difficile, dal momento che oltre al Parco anche altre realtà trentine come la Trentino Marketing per anni hanno utilizzato l’immagine dell’orso per la promozione del Trentino. In effetti sono ancora presenti sugli autobus di Trentino Trasporti “le ciate de l’ors”. Personalmente ritengo che sono necessari dei passaggi chiave, per poter ottenere la fiducia della popolazione:

1) Ammettere che il Progetto Life Ursus è applicabile solo in una foresta e non nei nostri boschi, come del resto da anni sostengono molti esperti e quindi non è praticabile concretamente;

2) Prendere atto che il grave disagio sociale nella popolazione è tale da rendere il Progetto Life Ursus pericoloso per la sicurezza collettiva. Questo rischio era stato evidenziato dagli organi che a suo tempo hanno autorizzato il Progetto, infatti, nel regolamento ci sono delle norme specifiche al riguardo, purtroppo non sono mai state integralmente applicate fino ad oggi;

3) Fare una massiccia operazione di trasparenza su due livelli:

– per il presente: predisporre un’informazione in tempo reale alla popolazione su tutto quello che accade in merito a orsi e lupi, al fine di incrementare la sicurezza e l’incolumità dei cittadini;

– per il passato: rendere pubblici tutti i documenti che riguardano il Progetto Life Ursus dalla sua progettazione, nascita e sviluppo;

4) Riconoscere che ad oggi il Progetto è fuori con- trollo in particolare la crescita del numero di orsi che è ben al di sopra dei 30/40 esemplari previsti a regime e di conseguenza riorganizzare tutto l’organico al fine di mettere sotto controllo la situazione.

Di certo i quattro punti sopra indicati non saranno la soluzione definitiva, ma almeno è un chiaro segnale che si vogliono risolvere i problemi e questo sarebbe un primo passo a dimostrazione della volontà di cambiamento, in alternativa prosegui- re come si sta facendo ora potrebbe creare grosse tensioni sociali ed avere la quasi certezza che l’aggressione di Andrea Papi non rimarrà un episodio isolato, ma il primo di una serie.



Tutela rurale

Per la difesa della vita e dell'ambiente rurali

Iscriviti

Inserisci la tua e-mail di seguito per ricevere gli aggiornamenti.

Rispondi

Scopri di più da Tutela rurale

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere