Nuovi avvistamenti di orsi in val di Sole

ASSOCIAZIONE PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE E DELLA VITA RURALI

Comunicato stampa del 06/10/2026

Nuovi avvistamenti di orsi in val di Sole dopo la serie di predazioni di questa estate

Comunità lasciate senza informazione con i grandi predatori sotto casa. L’orso sarebbe apparso in tarda sera anche a Ossana il 2 ottobre

Nella tarda sera del 7 settembre un orso era penetrato in un recinto a ridosso dell’abitato di Fraviano, nucleo storico del comune di Vermiglio. Ne erano rimaste vittime due bovine. Nonostante l’ora tarda, a causa della temperatura elevata, vi erano dei bambini che giocavano nelle immediate vicinanze e che sono fuggiti sentendo un fragore anomalo di campanacci. Il 3 ottobre in una frazione di Dimaro, località Pont de Fer, una cerva è stata sbranata a 10 m dalle abitazioni. Non è dato sapere se la predazione sia stata opera dei lupi o di un orso anche se alcuni elementi farebbero pensare all’orso. La Forestale, avvisata della presenza della carcassa aveva provveduto a sistemare una fototrappola.

Sulla base di segnalazioni da parte di abitanti del posto si è venuti a sapere che l’orso sarebbe apparso anche nell’abitato Ossana nella tarda sera di venerdì 2 ottobre. I cittadini hanno avvisato la Forestale.

Su tutti questi avvenimenti l’informazione fornita dalle autorità è scarsa quando non assente. Pare che l’informazione agli abitanti sulla presenza di animali pericolosi presso le loro case non venga ritenuta dalla Provincia di Trento un dovere istituzionale. La grande preoccupazione della meta struttura provinciale che si occupa a vario titolo gli orsi (PNAB, Servizio faunistico, Corpo forestale, MUSE) è quella di favorire la “conservazione” dell’orso.

Se ne è avuta prova qualche giorno fa al Convegno internazionale sull’orso che si è tenuto a Pescasseroli dal 20 al 25 settembre scorso. Groff, funzionario dal 2004 dell’Ufficio grandi carnivori, Bombieri, del MUSE, Brugnoli, dirigente del Servizio del servizio faunistico provinciale, nella loro relazione hanno sostenuto che non si deve escludere l’abbattimento degli orsi problematici “per mantenere il sostegno pubblico indispensabile alla conservazione a lungo termine della popolazione”. A parte che il sostegno, come da loro ricordato, è sceso al 23%, e che quindi c’è ben poco da “mantenere”, a parte che la conservazione a lungo termine in assenza di nuove importazioni di orsi maschi dalla Slovenia è impossibile causa consanguineità, queste valutazioni sono sintomatiche dell’atteggiamento verso i cittadini da parte della struttura tecnica che ha in mano la governance degli orsi. Essa ammette la necessità degli abbattimenti non per motivi prioritari e imprescindibili di tutela dell’incolumità pubblica ma per “conservare” una popolazione di 300 orsi.

Da questa politica, che mette al primo posto l’orso, discende l’ossessiva preoccupazione a nascondere il più possibile gli episodi che contribuiscono ad aumentare l’allarme sociale. La sicurezza delle persone è meno importante del mantenimento del precario “equilibrio” con il quale la Provincia cerca di gestire la coesistenza con i plantigradi sulla base di scelte politiche di basso cabotaggio. Nascondere il più possibile “la grana orsi” sotto il tappeto, delegare alla “struttura” le concrete scelte politiche è, nell’immediato, più facile e meno politicamente costoso. Adoprarsi per risolvere il problema è impresa che richiederebbe quella costante attenzione, quella statura, quel coraggio che l’attuale Giunta provinciale dimostra di non avere.

Dr Michele Corti

Presidente Ass. Naz. Tutela Rurale


Tutela rurale

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