Tutela Rurale dà battaglia contro il MAB Unesco Colli Berici

Le riserve della Biosfera MAB (Man and the Biosphere) Unesco sono un parco mascherato; non solo, in alcuni casi sono state il cavallo di Troia per creare o ampliare parchi regionali. Il Parco Regionale del Monviso nasce nel 2016 sulla base della riserva della biosfera Unesco, formalizzata nel 2012. La riserva delle Selve costiere della Toscana viene usata come grimaldello per ampliare (di molto) il Parco regionale già esistente (che la lobby verde vuole estendere a tutta l’are della riserva). Pertanto è fondato sostenere che le riserve MAB Unesco sono veri e propri cavalli di Troia. Dietro i mantra stantii della “sostenibilità”, “dell’inclusione”, “dello sviluppo economico compatibile con la conservazione della natura” (il programma MAB nasce nel 1971 e si carica nel tempo delle parole d’ordine buoniste/globaliste tanto care alle élite globali e locali che ambiscono a infinocchiare le comunità locali.

Non è un parco!

I promotori dei MAB Unesco presentano il loro progetto come qualcosa di completamente diverso da un Parco. L’obiettivo fumoso e chiaramente truffaldino (chi non nasconde le fregature non ricorre a queste formule liturgiche) è quello di: “Promuovere lo sviluppo sostenibile, la tutela della biodiversità e l’equilibrio tra attività umana e ambiente naturale”. Ma una riserva della biosfera MAB Unesco presuppone nella “core area” l’esistenza di un area protetta sottoposta ai vincoli delle “aree di massima tutela”. Esattamente come un Parco, la riserva MAB Unesco è tripartita: C’è in nucleo (area di rigida tutela caricata di vincoli che può comprendere aree di riserva integrale – A – e di riserva generale orientata – B- ), la zona “tampone” (equivalente alle zona di protezione ambientale – C-) e la zona “cuscinetto (equivalente alle zone di sviluppo o promozione economica e sociale – D – e alle “aree contigue”). Le riserve Mab Unesco sono comprese a pieno titolo tra e aree protette del sito Parks.it della Federparchi. Solo gli imbroglioni possono dire che “non è un parco”.

Anche il modello di governance è simile a un parco

Ci sono gli organi direttivi : il Comitato di Gestione con funzioni decisionali e di indirizzo strategico. Definisce il Piano di Gestione, gli obiettivi annuali e pluriennali e le risorse. Solitamente composto in modo paritetico da rappresentanti delle istituzioni locali (comuni, parchi, regioni) e da attori socio-economici del territorio (università, camere di commercio, categorie produttive) e il Presidente.

Ci sono gli Organi Operativi: il Comitato Esecutivo, un organismo ristretto ed esecutivo derivato dal Comitato di Gestione, incaricato di assicurare la gestione pratica, quotidiana e tempestiva dei progetti e delle azioni della riserva e l’Ufficio MAB, la struttura tecnica di supporto che cura la progettazione, il coordinamento operativo, la comunicazione e il raccordo tra i diversi tavoli di lavoro.

Una riserva MAB comporta quindi sia le POLTRONE per i politici che la BUROCRAZIA.

Come nei parchi di sono organi consultivi atti a promuovere una cogestione che eviti conflitti cooptando i rappresentanti dei portatori di interessi (Forum, Tavoli, Consulta) e garantendosi una legittimazione scientifica (Comitato scientifico). Una fuffa fatta passare per “partecipazione”.

Non è stato dato il tempo di far conoscere le ragioni dell’opposizione

La candidatura della riserva deve essere presentata a Parigi (sede Unesco) entro la fine del mese. I comuni sono chiamati a esprimersi entro il 17. Ma le consultazioni sono tutte state fissate a ridosso della scadenza. La brevità del periodo della consultazione e l’accavallarsi di riunioni dei consigli comunali negli stessi giorni ha impedito di organizzare incontri pubblici per spiegare alle comunità interessate la fregatura che il blocco di potere locale intende imporre ai cittadini.

Nonostante i tempi ristretti i rappresentanti di Tutela Rurale Veneto sono intervenuti nelle riunioni dei comuni portando le argomentazioni critiche. A tutti i comuni è stata inviata per pec da parte di Tutela Rurale Veneto una relazione tecnico-valutativa predisposta dal segretario Matteo Perra (che è possibile scaricare).

La conclusione della relazione di Tutela Rurale recita: Il progetto MAB UNESCO si configura come una sovrastruttura burocratica priva di certezze finanziarie che, dietro la promessa di un marchio di valorizzazione, espone i Comuni dell’Area Berica al rischio concreto di un’imposizione vincolistica permanente e all’insostenibile aggravio di costi per la collettività. Senza il presidio libero, sostenibile ed economicamente remunerativo di agricoltori, allevatori, cacciatori, pescatori, silvicoltori, raccoglitori e manutentori quindi di operatori rurali ed antropici, il territorio collinare è destinato al degrado idrogeologico, all’incendio e al definitivo spopolamento. Si chiede pertanto ai Sindaci, alle Giunte e ai Consigli Comunali dei Comuni Associati all’IPA AREA BERICA e dei Comuni di Altavilla Vicentina, Vicenza e Montecchio Maggiore di assumere formale deliberazione di rigetto del progetto MAB UNESCO, a tutela dei bilanci pubblici e dell’autonomia e salvaguardia del territorio e delle sue attività economiche locali.

E gli altri?

Solo ACR (Associazione per la cultura rurale) dell’on. Sergio Berlato (https://www.cacciapassione.com/acr-contro-larea-mab-unesco-dei-colli-berici/) e la Libera Caccia si sono schierati con noi di Tutela Rurale contro il Mab Unesco . Favorevoli Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Confindustria, Confartigianato, CGIL, Federcaccia. La Regione e la Provincia di Vicenza sostengono finanziariamente il progetto (solo per la predisposizione e la presentazione della candidatura pare si siano spesi 150 mila euro). Particolarmente “caldi” l’assessore leghista Marco Zecchinato (di Orgiano) con delega al Governo del Territorio, Enti Locali, Infrastrutture e Cooperazione Interregionale e il sindaco di Villaga, Eugenio Gonzato.

Quanto ai comuni, si sono espressi contro il Mab Unesco Altavilla Vicentina e Sarego ma alcuni dei comuni confinanti si starebbero orientando in senso contrario sottraendo, se la posizione venisse confermata, una notevole porzione di territorio alla riserva e lasciandola monca.


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