Decaro si rende conto che i lupi possono attaccare ancora?

Domani 25 agosto (non c’è fretta) si riunirà in prefettura a Lecce il tavolo per decidere il da farsi dopo l’aggressione avvenuta a Punta Pizzo a Gallipoli che ha mandato all’ospedale una turista tedesca e la sua bambina difese da un eroico turista campano che ha affrontato il lupo riportando a sua volta ferite. Intanto, a Noicattaro (Bari), dopo gli attacchi del lupo (o di due lupi) del 21 luglio, 4 agosto e 15 agosto, pare sceso il silenzio. Finirà tutto come a Casalbordino od Arrone dove, disposta la cattura, non si è saputo più nulla? Disporre la cattura significa mettere in conto ottime probabilità che il lupo la faccia franca e quindi ridurre i rischi di “grane” con gli animalisti. Ma comporta anche il rischio che i lupi colpiscano ancora e che, in questo caso, si profili la responsabilità di chi non ha voluto rimuovere i lupi. Intanto l’opposizione di fa sentire

COMUNICATO STAMPA

DELL’ASSOCIAZIONE PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE E DELLA VITA RURALI

del 24/08/2026

La Puglia è la regione con più attacchi di lupi a esseri umani in tutta Europa nel 2026. Ma i risultati delle analisi del DNA non arrivano. Intervento del consigliere regionale  Tommaso Scatigna

Dati allarmanti: l’Italia è lo stato europeo con più lupi, secondo il prof. Marco Apollonio, esperto sul campo di lupi dell’Università di Sassari, ormai “i lupi sono almeno oltre 6.000”, altre stime ne indicano 10.000; l’Italia è lo stato europeo con più attacchi di lupi a esseri umani con ferite nel XXI secolo, confermati con DNA dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA, branca scientifica del Ministero dell’Ambiente), ben 20 solo dal 2017 al 2024, la maggior parte in Abruzzo. Da allora il numero è quasi raddoppiato. Nonostante questo, in Italia – come invece permette da ben trent’anni in deroga l’art. 16 della Direttiva Habitat – sono stati abbattuti solo due lupi, mentre in base alla stessa Direttiva gli altri stati ne abbattono legalmente centinaia di esemplari ogni anno.

Relativamente al solo 2026, la Puglia è divenuta la regione con più attacchi di lupi (5) a esseri umani di tutta Europa. Tuttavia, le analisi del DNA raccolto sulle vittime non sono ancora disponibili. A Barletta il cadavere di un uomo è stato trovato nel pomeriggio di martedì 23 giugno sul lungomare della contrada Ariscianne. Il corpo presentava evidenti segni di morsi anche alla testa e in effetti nello stesso pomeriggio era stato avvistato lì vicino un lupo maschio, di cui si è tentata vanamente la cattura, con relativo filmato di Rai News. Ma dell’autopsia e manco della ben più veloce analisi del DNA (di norma in un paio di settimane) non si sa nulla dopo ben 64 giorni. Non si sa nulla del Dna del lupo o lupi che a Noicattaro hanno attaccato e ferito un bambino il 21 luglio (di cui nessuno ha parlato), due bambini il 4 agosto e un altro il 15 agosto, tutti salvati dai soccorritori. A Gallipoli nei giorni scorsi c’è stato un altro attacco, con ben tre persone ferite, ma in questo caso è presto per avere l’esito del DNA. Abbiamo chiesto a Regione Puglia se sia stata emessa una disposizione che obblighi gli ospedali a fare sempre il tampone del DNA nel caso di presunti attacchi di lupo, come già avviene altrove in Italia, ma non abbiamo finora ricevuto risposta.

A tal proposito è intervenuto il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Tommaso Scatigna, dichiarando: “A riguardo dell’emergenza lupi, ai Pronto Soccorso siano date precise indicazioni operative per i casi di persone aggredite dai lupi. Decaro, Pentassuglia e i Direttori Generali delle Asl pugliesi intervengano. Valutare l’adozione presso i Pronto Soccorso delle strutture sanitarie di una specifica indicazione operativa relativa ai casi di persone che si presentano, riferendo di essere state aggredite da lupi. E’ quanto ho appena chiesto attraverso una specifica richiesta scritta ai Direttori Generali delle Asl pugliesi, all’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia e al presidente Decaro. Dalle scorse settimane si sono verificati ripetuti attacchi a Noicàttaro e  Gallipoli. Dato il crescente sentimento di pericolo avvertito dalla popolazione ed il mio forte senso di responsabilità in qualità di Consigliere regionale della Puglia, chiedo di prevedere, nell’ambito della valutazione clinica e secondo le procedure sanitarie e medico-legali vigenti, l’eventuale effettuazione di tamponi per la ricerca di DNA riconducibile all’animale, qualora ne ricorrano i presupposti e vi siano campioni idonei al prelievo. L’obiettivo è assicurare una gestione omogenea e tempestiva di tali episodi, favorendo la corretta documentazione dei casi e la possibilità di acquisire elementi utili per gli eventuali successivi accertamenti. Tutto questo in attesa che, sin dal prossimo Consiglio regionale di settembre, si discuta la proposta di legge presentata da me, assieme a tutto il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, per contrastare efficacemente questa preoccupante e duratura emergenza senza perdere ulteriore e prezioso tempo”.

Sono in atto le ricerche di questi lupi, riconosciuti come tali grazie a fotografie e filmati analizzati da noti zoologi specializzati in tali animali. A Noicàttaro l’esame dei filmati ha fatto valutare dall’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali che i responsabili degli attacchi potrebbero essere due lupi, morfologicamente parecchio differenti uno dall’altro ma sempre fenotipicamente lupi, che agiscono indipendentemente uno dall’altro. Cosa confermata nei giorni scorsi dall’avvistamento, con relativa fotografia, di due esemplari, ma insieme, da parte delle Guardie campestri di Noicàttaro. Inoltre due lupi insieme sono stati avvistati nella serata di ieri, domenica 23 agosto, mentre attraversavano la strada Mola di Bari- Rutigliano, comune limitrofo di Noicàttaro.                      

Regione Puglia, con decreto 14 agosto 2026 del presidente Antonio Decaro, ha autorizzato esclusivamente il prelievo e la cattura di un lupo a Noicàttaro, nonostante l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA, branca scientifica del Ministero dell’Ambiente) in tali gravissimi casi autorizzi la rimozione, che include sia la cattura che l’abbattimento, come previsto da trent’anni in deroga dall’art. 16 della Direttiva Habitat. Da notare che il caso di Noicattaro è stato classificato da ISPRA addirittura nella categoria 19, livello di criticità 5, ossia il massimo! del Protocollo sperimentale per i lupi urbani e confidenti. L’Istituto ha specificato: ISPRA ha espresso parere favorevole alla rimozione, la regione ha chiesto parere sulla cattura e captivazione permanente, e ISPRA ha valutato che questa opzione è accettabile. Quindi ISPRA non si è espressa sull’abbattimento perché non c’è stato chiesto.

Piero Genovesi, responsabile del Settore Fauna di ISPRA, ha dichiarato: “La Regione Puglia ha già avuto l’autorizzazione all’abbattimento fino a 12 lupi in un anno nei casi previsti (come questo NdA). Ma la decisione finale, pur basandosi sui dati, deve anche tenere conto delle richieste delle comunità, delle percezioni sociali, e del quadro normativo. Quindi non può che essere che in capo agli amministratori, ai politici”.

Ma appunto Regione Puglia permette, e richiede, solo la cattura, a discapito dei cittadini sovrastati da concreti e continui rischi di attacchi. Si spera che cada in trappola o di colpirlo fortunosamente con un fucile spara siringhe narcotiche che però ha una gittata di massimo 30 metri, invece di procedere legalmente con addetti muniti di fucili, con gittate molto più lunghe. I tempi delle catture non vanno a favore delle speranze del presidente Decaro. La lupa di Vasto, con 15 attacchi e feriti durante i mesi, fu catturata solo dopo un anno; il lupo di Casalbordino attaccò in due casi una bambina e un uomo ferendoli e si cerca di catturarlo fin dall’agosto 2024; il lupo di Arrone ferì e tentò di predare una bambina ad Arrone nel luglio 2026, ma finora nessuno è riuscito a catturarlo.

A prescindere dalle farneticazioni, pressioni e tentativi di depistaggio di animalisti pro lupo a tutti i costi, il presidente di Regione Puglia saprà che i lupi di Noicàttaro e Gallipoli, o eventuali altri nella zona, ogni giorno potrebbero attaccare e persino uccidere e divorare dei bambini, come tanto frequentemente si verificava anche in Italia fino al XIX secolo.


Tutela rurale

Per la difesa della vita e dell'ambiente rurali

Iscriviti

Inserisci la tua e-mail di seguito per ricevere gli aggiornamenti.

Lascia un commento

Scopri di più da Tutela rurale

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere