I lupisti su Camaiore sono in difficoltà (e intorbidano le acque)

Fanno di tutto i lupisti per negare la gravità dell’episodio di Camaiore. Si sono scatenati nel gioco di girare la frittata e derubricare l’episodio a “normale” sbranamento di un cane. Si stanno impegnando sia gli “scappati di casa” delle associazioni dei fanatici del lupo, sia certe testate animaliste, sia quelli della Task Force della Regione Toscana (una pagliacciata ideata per insabbiare nel nulla le segnalazioni e fingere di “fare qualcosa”). Vediamo di smontare le loro versioni e distorsioni: 1) il cane era una cagnolina di piccola taglia. NO era un meticcio di 22 kg qui di di taglia media; 2) il lupo “poverino” è stato “tentato” dalla carne della grigliata. NO, il padre del bambino stava iniziando a preparare la griglia, non c’era carne; 3) hanno condannato la cagnolina non avendo provveduto a erigere una recinzione. NO. A parte che la famiglia si era insediata da poche settimane, la conformazione del complesso di ex case coloniche (che accolgono diverse famiglie) non consente di realizzare recinzioni individuali; 4) Il bambino era in casa. NO. Come ha subito dichiarato e ribadito la mamma il bambino “si divertiva a entrare e a uscire continuamente dalla porta”. Nessuno può escludere che il lupastro avesse “addocchiato” il bambino che, in modo intermittente, stava in giardino. Che miserabili. Cosa non si fa per salvare la mammella dei soldi alla quale sono attaccati.

Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali

COMUNICATO STAMPA DEL 23 luglio 2026

Camaiore, cane nel cortile di casa ucciso da un lupo, il bambino fino a poco prima era fuori. Il padre non aveva ancora neppure acceso il barbecue, quindi niente carne né odore.

Ecco maggiori informazioni attinenti l’attacco avvenuto sabato 18 luglio, intorno alle 21,30, a Orbicciano, frazione di Camaiore, nel cortile davanti all’ingresso di casa. La famiglia si era trasferita lì appena ad aprile, insieme con il cane meticcio Destiny di 7 anni. Spiega la polizia municipale: “La casa non è recintata, si tratta di una lunga casa colonica, suddivisa in appartamenti. Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni di lupi, anche di attraversamento di cortili. Ci siamo recati a fare un sopralluogo il giorno dopo, intorno a mezzogiorno”. Il bambino di due anni si trovava vicino al padre Tommaso, (39enne di San Giuliano Terme) il quale si stava preparando ad accendere un barbecue per fare una grigliata. Quindi non aveva ancora portato carne fuori di casa per cuocerla, neppure cruda e pertanto viene smentita l’illazione che il lupo fosse stato attirato dall’odore.

Il bambino entrava e usciva andando da dentro casa al cortile, essendo la porta aperta. Fino a pochi minuti prima dell’attacco era fuori. Era stato visto dal lupo? Molto probabile. Il lupo lo aveva prescelto come preda? Non lo sappiamo, forse sì, forse no. Ma ricordiamo che il 9 luglio scorso un lupo ha attaccato, trascinato per metri e tentato di predare una bambina ad Arrone, in Umbria, soccorsa e salvata da diverse persone. E che poco prima, il 23 giugno, è stato trovato il cadavere di un uomo a Barletta, con molteplici morsi e un lupo addirittura filmato vicino. Ma le ricerche, esami e indagini sono lunghe, e intanto questi esemplari sono ancora in circolazione.

La madre Paula (40enne originaria di Pietraligure) era in cucina, con la porta aperta sul cortile, e ha infatti poi dichiarato: “Ero in cucina mentre mio marito era fuori a preparare la griglia, il nostro bambino era lì in giardino con il cane Destiny a giocare, l’ho richiamato in casa ma essendo piccolo ama fare fuori e dentro per divertirsi. Quando Destiny, cane meticcio di 7 anni, ha visto il lupo arrivare non è fuggito ma l’ha coraggiosamente fronteggiato, per difendere il territorio e la sua famiglia. Purtroppo il lupo era molto più grande e forte e ha ucciso il cane, divorandolo, forse insieme ad altri lupi, in seguito. Che non sia stato divorato da un solo lupo appare evidente dal fatto che Destiny pesasse circa 22 kg e che ne sono stati ritrovati solo la testa, una zampa, la parte posteriore con la coda e poco altro. Un grosso lupo adulto italico in un pasto riesce a ingurgitare solo 3-4 kg di cibo.

Al giornale Tirreno Paula ha dichiarato: “E’ stata completamente sbranata, non capisco come sia stato possibile che un lupo di quelle dimensioni si sia avvicinato tanto alle case: qui dietro la nostra abitazione c’è un agriturismo e spesso ci sono i bambini che giocano. Davanti casa nostra c’è un’altra famiglia con una bambina dell’età di nostro figlio. Se non ci fosse stata Destiny a difenderci non so cosa sarebbe potuto accadere”. Quindi Paula, il marito Tommaso, il loro figlio e un parente si trovavano – in quel momento della lotta del cane contro il lupo – in casa, ma ne erano fuori appena prima. Se si dice che i lupi sono così tanto elusivi, come mai questo esemplare, che pur doveva avere studiato l’attacco, si è avvicinato comunque allo scoperto senza alcuna paura?

I Carabinieri forestali, insieme con il sindaco Marcello Pierucci, un assessore e il dr. Luca Mattioli della cosiddetta Task Force Lupo – istituita nel 2021 dalla Giunta Regionale Toscana – dopo l’attacco si sono recati due volte dai genitori Paula e Tommaso, chiedendo e prendendo ulteriori informazioni. Di certo i genitori, ovviamente non esperti di lupi, erano sotto stress, ed è giustificabile, dopo essere usciti di casa dopo avere sentito i guaiti del loro cane sbranato. Quindi di sicuro il lupo non era così grande come descritto da Tommaso, ossia circa 60-70 kg, ma certamente talmente grosso e letale da uccidere subito il cane e portarlo via senza sforzo nonostante pesasse oltre 20 kg. Un bambino di 2 anni pesa meno e ovviamente non si può difendere come ha tentato invece il cane. Sì è verificato un miracolo, con il bambino rientrato in casa?

I lupi, stimati in Italia in “almeno oltre 6.000” esemplari dal prof. Apollonio, sono decisamente troppi e ormai non hanno paura dell’uomo, anzi… La superficie forestale in Italia è aumentata negli ultimi decenni di ben 75.000 ettari l’anno, arrivando a coprire più di 11,4 milioni di ettari, ossia oltre il 38% del territorio nazionale (Germania 32,8%, Francia 32,1%, Gran Bretagna 13,1%. La media UE è 33%). Ma i lupi ormai sono ovunque, persino dentro i centri urbani di città come Milano e Roma, e stanno riprendendo a tentare di predare i bambini e non solo. L’Italia non solo è il Paese europeo con più lupi, ma anche quello europeo con il maggiore numero nell’XXI secolo di attacchi a esseri umani certificati da ISPRA con il Dna, con feriti e cure ospedaliere.

Nessuno vuole lo sterminio del lupo, ma la gestione sì e con l’abbattimento, essendo ormai troppi e ovunque. Già anni fa il prof. Marco Apollonio dell’Università di Sassari, anche in convegni scientifici, dichiarava di stimare circa un migliaio di lupi nella sola Toscana. Stima simile a quella dichiarata da un altro esperto, Duccio Berzi, facente parte della succitata Task Force. Ossia, nel 2024 lo stesso numero di lupi stimata in tutta la Francia.

Cosa farà di concreto la Regione per eliminare la minaccia dei lupi verso gli esseri umani, anche in base all’art.16 della Direttiva Habitat esistente da decenni e che in deroga prevede non solo la cattura ma anche l’abbattimento di lupi? Tuttavia la Regione Toscana non ha mai voluto richiedere tali interventi. L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA, branca scientifica del Ministero dell’Ambiente) ha comunicato ufficialmente: “L’ISPRA negli ultimi dieci anni è stato sempre più frequentemente chiamato a fornire supporto agli organi locali (Comuni, Regioni, Province Autonome, Aree protette e Prefetture) nel gestire situazioni di allarme sociale legate a questo fenomeno. Sono state ben 100 le situazioni in cui è stato interpellato l’Istituto negli anni 2017-2024, di cui 61 solo nel biennio 2022-2023. Nell’arco temporale 2017-2024, sette sono stati gli individui di lupo che hanno manifestato un atteggiamento aggressivo nei confronti dell’uomo, realizzando 19 aggressioni, tra cui gli 11 attacchi di una singola lupa registrati a Vasto nell’estate del 2023. A questi eventi si aggiunge il recente caso di Agnone, in Provincia di Isernia, avvenuto lo scorso 10 giugno, nel quale una femmina di lupo ha morso una ragazza”. Dal 2024 in Italia ci sono stati altri attacchi con Dna accertati e feriti.

La cosiddetta Task Force Lupo intervenuta è la stessa di altri rischiosi casi, come quello avvenuto in una notte del maggio 2024 nella zona di Vico Alto di Siena, in cui un lupo era ormai a pochi passi alle spalle di una inconsapevole ragazza con tanto di cuffie ma che era stato messo in fuga da un tassista, con tanto di successivo intervento dei carabinieri che avevano visto l’animale. Cosa che era già avvenuta nella stessa zona, con avvistamenti e segnalazioni, da parte presumibilmente dello stesso lupo. Una donna accortasi di essere seguita, aveva telefonato al marito che subito l’aveva raggiunta e soccorsa in automobile, avvisando le forze dell’ordine. Ma la Task Force ha poi divulgato se quell’animale è ancora uccel di bosco o no?


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