Arrone: gravi omissioni dietro l’attacco del lupo alla bimba

Qualcuno deve pagare per le omissioni, in omaggio all’ideologia animalista, che impediscono di prevenire fatti drammatici come quelli di Arrone. Il lupo era già presente in paese ma nessuno si è mosso, in questo e in altri casi, per colpa dei criminali protocolli che impediscono di prevenire (con interventi di rimozione precauzionali) gli attacchi. Non è possibile che, solo in Italia, l’incolumità delle persone sia subordinata al rischio di procurare “stress” a una bestia pericolosa. Non è possibile che si intervenga solo dopo gli attacchi e, comunque, in modi “non cruenti”, non stressanti per il povero lupo che ne rendono difficile la cattura e consentono al predatore di colpire altre persone. Chi opera in questi modi è responsabile delle lesioni che dovessero subire altre persone.

Comunicato stampa dell’11/07/2026 dell’ Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali

Il lupo di Arrone che ha attaccato una bambina era stato segnalato ufficialmente da tempo a Regione e altri enti competenti, senza interventi e risultati concreti. Il 21 dicembre scorso un uomo è stato atterrato e ferito da un lupo a Morro Reatino, a soli 8 chilometri di distanza. L’Italia è lo stato europeo con più attacchi di lupi a esseri umani

Il detto “Chiudere la stalla quando i buoi sono scappati” fotografa perfettamente il caso di Arrone, provincia di Terni, nel cui centro urbano la sera del 9 luglio un lupo ha attaccato una bambina di 4 anni. Il sindaco Fabio Di Gioia ha dichiarato di avere più volte segnalato alle autorità la potenziale pericolosità dell’animale, avvistato e filmato da molte persone, appartenente a una specie che non è per nulla elusiva come invece si suol dire o si tenta di fare credere. Poco prima di attaccare la bambina una telecamera di sorveglianza lo mostra mentre appare tra le macchine dentro Arrone e (invece che attendere che si allontanassero) segue un gruppo di persone, poi le affianca e supera passando a un paio di metri di distanza da loro. Nessuna paura, lupo confidente.

Lupi confidenti che attaccano bambini: Casalbordino agosto 2024. Vi fu poi un attacco a un uomo a settembre su una spiaggi vicina con ferimento. Quest’ultimo episodio sarebbe stato evitato se le istituzioni non fossero inerti, inginocchiate all’ideologia animalista

Cercando una preda più facile, è arrivato infine al centro sportivo, ha visto la bambina e, pur se attorniata da persone adulte, l’ha attaccata e trascinata via. Se non fosse stato per i vicini soccorritori ci sarebbe stata la tragedia con predazione. Ma le autorità fino a quel momento nulla avevano fatto di concreto per la tutela della pubblica incolumità, nessuna task force. Ricordiamo che il 21 dicembre 2025 a soli 8 km di distanza, ossia nel confinante Morro Reatino, provincia di Rieti, un lupo era entrato nel cortile di una casa, attaccato e atterrato un uomo di ben 110 kg, procurandogli una grave lussazione alla spalla e settimane di cure. Ma le autorità non hanno attivato nessuna task force e manco si sa se sia stata attuata la ricerca e il tentativo di cattura o abbattimento. Forse potrebbe trattarsi dello stesso lupo di Arrone.

Se finora non ci sono stati bambini predati dai lupi in Italia, lo si deve solo ai miracolosi interventi dei soccorritori che in alcuni casi hanno addirittura trattenuto i bambini per le gambe strappandoli ai lupi mentre li trascinavano via. Attacchi, persino di giorno e su spiagge affollate, sono avvenuti nel giugno 2020 a Otranto (bambina di 6 anni con vestito stracciato, lo stesso lupo poi catturato aveva ferito una donna), nel maggio 2023 a Vasto (due bambini di 4 anni nello stesso giorno e spiaggia, feriti, erano con i genitori. La stessa lupa in dodici mesi ha ferito tredici persone) e nel successivo mese di agosto una bambina di 11 anni ferita alle cosce a San Salvo, nell’agosto 2024 a Finale Ligure (dentro un campeggio di sera, bambino ferito al polpaccio di 11 anni, era con la madre, c’è in rete anche il filmato), nell’agosto 2024 a Casalbordino (una bambina, mentre giocava in un parco pubblico), nel settembre 2024 dentro la città di Roma (bambino ferito alla schiena di 5 anni, era con lo zio), e così via. Quasi tutti gli animali sono stati infine catturati con successivo esame del Dna, erano lupi, erano i responsabili e non erano socializzati. In diversi casi le autorità hanno traccheggiato, insabbiato o nascosto gli attacchi anche per non creare danni al turismo, accuse pubblicate anche dalla stampa. L’Italia ritornerà ad essere un grande Paese solo quando chi ha responsabilità e doveri, di qualsiasi livello sia, verrà punito e cacciato, cosa che oggi quasi sempre è fantascienza.

Morro Reatino: L’uomo attaccato scaccia il lupo che, dopo pochi minuti salta il cancello, sale le scale, preda un gatto e riscende colpendo l’uomo che si era portato alla base della scala. Trattavasi di lupo confidente che aveva procurato lesioni a una persona e che si era introdotto in un’abitazione. Ma le autorità sono state totalmente inerti, in ossequio alle direttive politiche che sposano le tesi animaliste. (https://tutelarurale.org/2025/12/25/lupo-attacca-un-uomo-sulle-scale-di-casa/)

In Regione Umbria dovrebbero sapere che l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA, branca scientifica del Ministero dell’Ambiente) ha comunicato ufficialmente: “L’ISPRA negli ultimi dieci anni è stato sempre più frequentemente chiamato a fornire supporto agli organi locali (Comuni, Regioni, Province Autonome, Aree protette e Prefetture) nel gestire situazioni di allarme sociale legate a questo fenomeno. Sono state ben 100 le situazioni in cui è stato interpellato l’Istituto negli anni 2017-2024, di cui 61 solo nel biennio 2022-2023. Nell’arco temporale 2017-2024, sette sono stati gli individui di lupo che hanno manifestato un atteggiamento aggressivo nei confronti dell’uomo, realizzando 19 aggressioni, tra cui gli 11 attacchi di una singola lupa registrati a Vasto nell’estate del 2023. A questi eventi si aggiunge il recente caso di Agnone, in Provincia di Isernia, avvenuto lo scorso 10 giugno. Numerosi sono stati inoltre i casi di lupi che hanno cominciato a frequentare assiduamente i contesti abitati dall’uomo, in alcuni casi predando cani e gatti randagi o padronali, a volte anche custoditi all’interno di aree recintate”.

ISPRA ha autorizzato la rimozione, che include l’abbattimento, di 8 lupi in Umbria nel 2026, e altrettanti ne aveva stabiliti per l’anno prima. Ma l’ente non ha mai attivato la procedura, anche se i lupi sono ormai centinaia nella regione. La specie è ormai stata declassata anche in Italia, ma comunque da decenni l’art. 16 della Direttiva Habitat prevede l’abbattimento in deroga del lupo persino nel caso di ripetute predazioni di bestiame, e ancor di più nel caso di attacchi a esseri umani, come nel caso della bambina di Arrone. ISPRA e quindi il relativo Ministero, nel dicembre 2024 ha redatto un protocollo per la gestione dei lupi urbani e confidenti, che nell’Allegato 5 spiega addirittura come presentare la richiesta di autorizzazione per interventi di rimozione tramite captivazione permanente o abbattimento selettivo.

L’idea di catturare tali esemplari e liberarli altrove è anacronistica (nonché vietata da ISPRA), poiché con la saturazione esistente verrebbero uccisi dai lupi già presenti lì. Neppure è ipotizzabile catturare i lupi problematici e detenerli in centri appositi, a meno che non si vogliano fare immense strutture con fondi pubblici e a beneficio di determinati settori e persone, che per studi, iniziative, detenzione e progetti vari dal 1971 a oggi hanno ottenuto l’equivalente di oltre 60 milioni di euro.

Cosa si vuole fare con l’esemplare di Arrone? Difficile da rintracciare e catturare con gabbie ed altro, difficilissimo avvicinarsi con fucile anestetizzante con una gittata di solo una trentina di metri, specie dopo l’attacco che spingerà la gente a spaventarlo e scacciarlo, aumentandone la diffidenza e quindi la distanza. Più fattibile è l’abbattimento con fucile, come si fa legalmente ovunque. Se le autorità non vorranno, o non avranno il coraggio di farlo, e nel frattempo il lupo attaccasse ancora o magari uccidesse, chi si prenderà la responsabilità civile e penale, il prefetto, il presidente della Regione? O il sindaco, che per legge è il responsabile della basilare legge sulla tutela della pubblica incolumità? Anche se il sindaco di Arrone finora si è comportato egregiamente nell’interesse della popolazione.

Per via della protezione della specie di decenni fa, oggi i lupi hanno in gran parte perso l’atavica paura dell’uomo e sono divenuti spavaldi, entrando persino in città come Milano e Roma predando gatti e persino cani al guinzaglio. E aumentano i casi di attacchi specialmente a bambini. L’ormai datato e incompleto territorialmente monitoraggio nazionale di ISPRA del 2021 (quando in altri stati come la Germania lo si fa ogni anno) ne stimò in Italia mediamente 3.307, poi riconteggiati a 3.600, ma oggi secondo il famoso esperto, sul campo, di lupi, il prof. Marco Apollonio dell’Università di Sassari, sarebbero “almeno oltre 6.000”. Secondo le stime della nostra Associazione siamo invece a circa 10.000, decisamente più che troppi.

L’Italia è pure lo stato europeo con più attacchi documentati non provocati a esseri umani, con ferite e cure ospedaliere, da parte di lupi. Addirittura – ed è un dato scientifico – la più altadensità di lupi al mondo, 14,7 esemplari per 100 km², è stata riscontrata in un’area tra la provincia di Verona e quella di Vicenza, mentre la seconda più alta, 10 lupi per 100 km², è nell’Appennino parmense e piacentino. Questa situazione è dovuta innanzitutto a politici e politicanti genuflessi alle pressioni di associazioni animaliste e ambientaliste, per le quali il lupo è anacronisticamente un tabù, e a una opinione pubblica di adepti e inesperti. Almeno, si suppone, finché i lupi non gli predano il gatto o il cane. O attaccano i loro figli come ad Arrone e altrove.


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