Il progetto Pasturs è finanziato da una serie di Parchi; il “copyright” è della coop Eliante (matrice WWF) che propaganda la convivenza con il lupo mandando per 15 giorni dei volontari sui pascoli di montagna a farsi una vacanza (alla WWFOOF). Notare che i volontari soggiornano a spese degli allevatori.

Nel 2026 la coop Eliante per questa sua attività di scaltra propaganda pro lupo ha incassato 10 mila € dal Parco del Monte Avic in Valle d’Aosta, 6 mila € dall’Ente aree protette dell’Ossola, 6 mila € dal Parco della Val Grande, 14 mila dal Super Parco d’Abruzzo (Lazio e Molise). Hanno fatto un corso di “formazione” di una giornata a Milano (con la posa reti “anti lupo” ai giardinetti) e uno in Abruzzo. E questa è stata la parte più onerosa. Poi c’è stata la “selezione”, la comunicazione e un minimo di logistica. Ma come si giustificano 36 mila €? Tra l’altro nelle aree protette dell’Ossola sono stati impegnati fondi (Progetto RurAct Cariplo) che erano destinati ad attività di formazione degli allevatori e di assistenza tecnica qualificata sulla pianificazione pastorale. Non è distrazione di fondi? Non è spesa incongrua? In ogni caso l’assistenza tecnica alpicolturale è roba da agronomi. I nostri scienziati di Eliante sono il dr. Belardi, laureato in biologia e ornitologo (riciclatosi lupologo quando giravano i soldoni di Life Wolf Alps EU) e la dott.ssa Crotti, anch’essa laureata in biologia che, da neolaureata, allieva di un lupologo che risponde al nome di Meriggi (uno che tutt’oggi, si rifiuta di ammettere che ci sia stato un solo attacco all’uomo in Italia) venne assunta dal Parco delle Orobie all’apparire dei primi orsi vagabondi. Una delle mansioni fa disegnare ai bambini delle scuole il “lupo buono”. Ha poi collaborato, da tecnica del Parco, con le prime esperienze di Pasturs. Poi è diventata socia di Eliante dove girano senz’altro più soldini. Ma entrambi sono biologi (nemmeno iscritti all’ordine) e vorrebbero insegnare ai volontari, e magari anche ai pastori, a fare il loro mestiere in ambito agricolo.
Però il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Ed ecco che sulla pagina di Pasturs, per decantare le attività dei volontari a sostegno degli alpeggiatori, appare un video che merita l’Oscar della comicità goffa e involontaria. Nel video si vede una volontaria che invece di rivoltare i formaggi freschi negli stampini (o fuscelle) – operazione fondamentale per garantire il corretto spurgo del siero, evitare difetti di struttura e ottenere una forma omogenea – li sottopone a un doppio rivoltamento … con il risultato che la faccia che era in alto torna in alto e quella che era in basso torna in basso. Quindi l’operazione non solo non serve a nulla ma è premessa di difetti della pasta: una porzione spurga troppo, un’altra troppo poco.

Però c’è di peggio della doppia giravolta del formaggio; ci sono, lo si vede chiaramente nel filmato, delle palesi violazioni delle norme igieniche relative alla preparazione degli alimenti occorse presso il laboratorio di produzione casearia dell’Alpe Geggio, nel Parco Naturale della Valgrande. Tali violazioni sono state documentate attraverso un video realizzato dallo stesso Dr. Mauro Belardi, coordinatore del Progetto Pasturs che ha instaurato una partnership con il Parco Nazionale della Val Grande.
Nel video, pubblicato sulla pagina facebook del progetto Pasturs con data 2 luglio 2026 (https://www.facebook.com/ProgettoPasturs?locale=it_IT), si nota chiaramente che la volontaria rivolta le forme di formaggio fresco nelle fuscelle in palesemente delle norme igieniche (di cui ai D.Lgs. 193/2007 e dal D.Lgs. 197/2003) che prescrivono di non portare gioielli, anelli, bracciali e di
indossare tute o sopravvesti di colore chiaro e di indossare copricapi utili a contenere i propri capelli. A monte, poi, è violata altresì la norma che impedisce ad estranei, senza alcuna formazione, di manipolare gli alimenti all’interno di un laboratorio (D. lgs. 626/1994 e 81/2008).
L’Associazione per la tutela dell’ambiente e della vita rurali, che ha già segnalato alla Regione Piemonte quelle che appaiono, a nostro giudizio, le irregolarità amministrative in cui è incorso l’Ente Aree Protette dell’Ossola (dove i volontari sono saliti all’Ape Devero) ha provveduto a segnalare le violazioni delle norme igieniche al Dipartimento di prevenzione, Servizio veterinario Area C.
Le violazioni, oltre a comportare sanzioni amministrative potrebbero anche rendere necessario il sequestro del lotto di produzione manipolato dal personale estraneo all’azienda.
Noi speriamo, ma non ci contiamo molto che gli Enti finanziatori tengano conto di queste performance di Pastur.

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