La reticenza della Provincia di Trento sugli orsi (e si deve pagare una app)

La PA di Trento non fa una vera attività di comunicazione (solo qualche comunicato sui casi più gravi). Redige un rapporto mensile che esce il mese successivo che è estremamente lacunoso e reticente. A Maggio sono successi diversi fatti eclatanti ma il rapporto parla solo dell’orso investito a Ossana in val di Sole. Così è uscita una app da scaricare a pagamento. Noi, invece, abbiamo realizzato una mappa alla quale tutti possono accedere dal browser con gli avvistamenti (mandateci le segnalazioni per whatsapp al 351 833 4368 o ai social gruppo facebook ruralpini resistenza rurale, pagina facebook Paganella liberi e sicuri)

Un articolo che parla dell'orso bruno e dei suoi comportamenti nel maggio 2026, evidenziando i danni causati e le nuove cucciolate.

Tutto va bene madama la marchesa

Eppure, a maggio, c’era stato un comunicato stampa alla camomilla su un fatto allarmante: la trentenne inseguita il 17 maggio da un orso tra Cadine e Terlago (soccorsa spaventatissima dai VVFF, poi, da brava impiegata della Pat disse che l’orso non l’aveva seguita e che era stata una sciocchezza). Nel rapporto, comunque, il fatto non c’è. Derubricato a normale routine.

E poi era successo questo:

16/05/2026 Lago di Lamar (Terlago, Vallelaghi), ore 8: un orso viene fotografato nel bosco ai bordi della strada da un ragazzo che lavora in zona

17/05/2026 – alle 17:45 un orso è stato ripreso mentre camminava su una forestale in zona Lago di Cei.

17/05/2026 – Orsa con due cuccioli fotografata da turisti in località Fogolari di Terlago (Vallelaghi)

21/05/2026 : a Cavizzana, in val di Sole un orso viene ripreso mentre cammina lungo una strada forestale sopra l’abitato

27/05/2026 – Una donna, Laura Moratelli, ai bordi del paese riprende un orso nell’orto sottostante casa sua. La forestale, solo dopo che il video è finito sui social e dai social è rimbalzato sui quotidiani trentini comunica ufficialmente (ma erano passate due settimane) che l’orso era apparso nello stesso posto anche il 30/05/2026. Ma se è problematico cosa hanno fatto? Zitti e muti

29/05/2026 – un orso è stato ripreso in pieno giorno mentre correva sulla provinciale 18 dir. che sale a Ranzo da Lon.

31/05/2026 – Borgo Valle Chiese. Un orso è stato ripreso accanto a un rustico ai bordi di una strada asfaltata che conduce verso il Broffione. Nel video si osserva anche una casa di abitazione. Di giorno.

Un mese tranquillo. Non c’è che dire. TUTTO VA BENE MADAMA LA MARCHESA. Questa scelta di non informazione, di diffida dei cittadini a riferire, questi attacchi ai social non sono una politica da Corea del Nord? Ora che il Fugatti è in fase di disarmo, delega ancora di più. Quanto all’assessore Failoni, albergatore di Pinzolo, quindi più che interessato a mettere la sordina alle notizie “allarmistiche”, è quello che dava dei “visionari” a cittadini che (più di uno) riferivano di avere visto situazioni “da non riferire” (famoso intervento dei forestali a Fai della Paganella https://tutelarurale.org/2024/11/15/altro-che-visionari-in-paganella-emergono-altri-incidenti-con-orsi-mai-divulgati/).

Oltre al ridicolo rapporto, lacunoso e “a posteriori” la Provincia mette a disposizione una mappa sulle segnalazioni di orse con i cuccioli. Se fosse seria essa dovrebbe installare delle indicazioni sul terreno: cartelli chiari con scritto: “ATTENZIONE AREA CON PRESENZA DI ORSE CON CUCCIOLI”. NON LO FANNO PER L’OVVIA RAGIONE: “NON FARE ALLARMISMO”. LEGGI: “Non facciamo incazzare gli albergatori, teniamo tranquilli i cittadini”. Se poi, come è già capitato tre volte quest’anno, degli escursionisti si vedono venire incontro l’orsa incazzata, non importa. Per ora è andata bene, confidiamo nella buona stella!. E’ senso di responsabilità ? Sotto la mappa ufficiale degli avvistamenti delle dolci mammine.

Qualcuno offre un prodotto di mercato

Non solo la Provincia segue la linea della reticenza e dell’opacità ma attacca anche chi fornisce informazioni sui canali dei social. Di più, invita i cittadini a tacere, a riferire solo al 112 (che insabbia), a non segnalare sui social, a non credere ai social. Siamo all’invito all’omertà. Il contrario del senso civico: “vedo un orso, penso sia mio dovere farlo sapere agli altri cittadini che potrebbero incorrere in situazioni di pericolo”. Così, in questa situazione di carenza informativa, con cartelli ovunque che invitano a una generica “ATTENZIONE”, il cittadino e il turista non si sentono tranquilli. E gli albergatori neppure, perché sanno che alla prima “vera” aggressione il turismo potrebbe avere ripercussioni serie. Così nasce la soluzione tecnologica privata: la app. Il principio è giusto: tante segnalazioni possono creare una mappa in tempo reale che indica dove il pericolo è più concreto. In più la app manda segnalazioni a chi è in zona di avvistamenti e consente di far scattare un allarme, chiamando in automatico vari numeri. Uno strumento, in linea di principio valido. Solo che dovrebbe essere messo a disposizione gratuitamente a tutti dalla Provincia.

Un orso bruno che cammina in un ambiente naturale, circondato da alberi e vegetazione.

L’Adige, il 9 giugno aveva ripreso il nostro comunicato stampa con la serie delle segnalazioni pervenute al nostro gruppo Ruralpini e alla pagina Paganella liberi e sicuri. La notizia era stata ripresa da altri mezzi di informazione e aveva costretto la Provincia a emettere un comunicato nel quale si precisava che loro a Cadine c’erano stati due volte: il 27/5 e il 30/5. Quindi un orso problematico. Ma non hanno comunicato nulla sino a che li abbiamo “stanati” noi. La giustificazione: “il rapporto sugli avvistamenti lo facciamo a fine mese” (ma non è uscito nulla dell’orso nell’orto!). La gente non deve sapere che gira un orso in paese sino a quando, loro, i Signori dell’Orso (Claudio Groff è l’uomo di Life Ursus assunto dalla PAT nel 2004 per garantire il proseguimento del famigerato progetto e, da allora, è sempre lì a dirigere perché quel cuor di leone di Fugatti non ha il coraggio di toccarlo).

L’Adige rimuove la pagina “allarmistica”

La pagina dell’Adige era questa (che appare ancora nella ricerca Google) ma che è stata rimossa. Troppo “allarmistica”. Deve essere arrivato un “cazziatone”.

Anteprima di un articolo del giornale l'Adige, che tratta di orsi avvistati vicino a strade e case in Trentino.

https://www.ladige.it/cronaca/2026/06/09/orsi-avvistati-in-tutto-il-trentino-segnalazioni-vicino-a-case-e-strade-1.4383550

Messaggio di errore 404: pagina non trovata.

In ogni caso il nostro comunicato, ripreso in parte anche dal T quotidiano, che però si concentrava solo sui fatti dell’orto di Cadine, era finito anche su altri media

https://www.gazzettadellevalli.it/attualita/nuovi-avvistamenti-di-orsi-in-trentino-510185

Proviamo a fare un’azione civica

Tra la comunicazione da Corea del Nord della provincia di Trento e le app a pagamento crediamo che i trentini e i turisti abbiano diritto a essere informati della presenza degli orsi.

La nostra mappa (sotto) si basa sugli eventi più eclatanti oggetto dei comunicati della provincia (solo gli incidenti stradali e i “falsi” attacchi) e su quanto ci segnalano i privati. Notevole, in ogni caso la sovrapposizione con la mappa delle orse con prole.

Si tratta, in ogni caso, solo della punta dell’iceberg. Intanto non tutti hanno senso civico, poi molti non hanno il tempo di prendere il telefonino e scattare e riprendere. Se l’orso passa davanti veloce (è accaduto anche a chi scrive) non c’è tempo di riprenderlo. La Provincia, sempre in clima da Corea del Nord, cerca poi di dissuadere dal mandare segnalazioni ai social.


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