Sistematico: avvistamenti orsi tenuti nascosti dalla PAT

Dopo l’avvistamento dell’orso nell’orto sotto casa a Cadine, una settimana dopo, non uno ma due orsi sono avvistati alla periferia di Molveno, importante centro turistico. A Molveno gli orsi sono molto presenti. E creano imbarazzo agli operatori turistici che preferiscono, come la PAT, rischiare alla roulette russa. Gli operatori rischiano di compromettere gli incassi, la PAT rischia di dover affrontare situazioni conflittuali e, comunque, di dover “grattarsi le rogne” degli orsi. E allora si tiene tutto nascosto. Alla faccia della morale.

Ricordiamo che, nel 2024, era il 27 aprile, un  escursionista venne pedinato da un orso che si avvicinò sino a due metri a una persona. L’incontro era avvenuto nel pomeriggio a monte dell’abitato lungo la strada forestale che percorre la Valle delle Seghe, da baita Ciclamino al rifugio Croz dell’Altissimo. Il 10 luglio dello stesso anno una turista svizzera, assieme ai suoi tre bambini, ha incontrato un’orsa mentre effettuava una passeggiata intorno al lago è stata attaccata dall’animale ma non subì ferite (l’orsa si limitò a toccare la donna, probabilmente per spaventarla, per poi allontanarsi).

Due orsi avvistati alla periferia di Molveno

Giovedì 4 giugno 2026 due orsi (probabilmente giovani in procinto di dividersi) sono stati fotografati alla sera ai bordi della strada statale 421. L’avvistamento è avvenuto alla periferia di Molveno. Si trovavano a meno di 200 m dall’Agritur Ai Castioni, a 400 m dal Bar La Perla, a 50 m dalla CRM. Non lontano quindi dal centro del paese.

La notizia, diffusa dalla coraggiosa pagina “Paganella liberi e sicuri”, non è stata ripresa da nessun organo di informazione. La Forestale e la Provincia non hanno diffuso nessuna notizia. Lo stesso era avvenuto la settimana scorsa per l’avvistamento di Cadine (sotto una casa abitata da diverse famiglie).

Viene da pensare che, sia per l’avvicinarsi della stagione turistica che per l’eccesso di avvistamenti, imbarazzante per una Provincia che fa credere che la situazione sia sotto controllo, sia partita una velina con l’indicazione di NON RIPORTARE GLI AVVISTAMENTI CHE SONO PUBBLICATI SUI SOCIAL. Un vero peccato perché questi avvistamenti sono frutto di spirito civico da parte di cittadini che desiderano comunicare il pericolo a residenti e turisti.

Va anche detto che alcuni di coloro che hanno inviato segnalazioni ai social “dissidenti” hanno in qualche caso cancellato immagini e video o chesto di farlo ai responsabili dei social. Per “non avere grane”, perché “consigliati dai forestali”, per non passare per “visionari” come dice l’assessore Failoni. Una cosa brutta perché è proprio delle dittature convincere i cittadini che è meglio non solo non parlare, ma anche non vedere e, nel caso si è visto farsi venire il dubbio di aver avuto allucinazioni. Ma anche gli obiettivi degli smart-phone hanno le “visioni”? Particolarmente imbarazzante il caso di Cadine perché si sa ora, giorno, casa, nome della persona che ha fatto il video. E con questi dati tenete tutto nascosto?

A volte il cittadino viene intimidito con la minaccia di denuncia per “procurato allarme”. Non esiste il reato opposto di “mancato allarme”; ma per il “mancato allarme” si pagano le conseguenze penali in funzione dei danni provocati (omicidio colposo, lesioni colpose, danneggiamento ecc.).

Di fronte a tutti questi avvistamenti come non pensare che questi rappresentino solo un CAMPIONE CASUALE di un insieme fatto di presenze non avvistate, di avvistamenti non fotografati e filmati, di foto e video circolati solo in privato? Per ogni avvistamento che finisce sui social pubblici quanti altri avvengono?

Quanti casi la Forestale ha tenuto nascosti? Failoni e Fugatti sono colpevoli di prestarsi a fare i burattini della Forestale, di Groff, del PNAB (dove sindaci e organi di governo sono, a loro volta, i burattini della “struttura”). Alla fine è sempre LIFE URSUS, il progetto irresponsabile che ha creato tanti problemi al Trentino nel quale alcuni trentini furono complici di gente che manovrava per lo più da fuori o non essendo trentina) che gestisce la partita orsi in Trentino. Una partita fatta di disinformazione, omertà, “raccomandazioni” ai cittadini di tacere . Va avanti così da tanti anni. La morte, il sacrificio annunciato di Andrea Papi non ha cambiato nulla. Ma in nome e memoria di Andrea Papi noi non taciamo

ALTRI AVVISTAMENTI CHE NON SONO STATI RESI PUBBLICI DALLA PROVINCIA E DAI MEDIA

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Cadine (comune di Trento) sera del 27 maggio 2026

29 maggio 2026, Strada provinciale di Ranzo, Comune di Vallelaghi
Orso fotografato da un auto ai bordi di strada asfaltata che porta nella valle del Broffione. Presso delle abitazioni. Borgo Valle Chiese. 31 maggio
Vallene di Terlago (Vallelaghi). 1 giugno 2026
Lago di Cei? 17 maggio 2026 054 17:45

20/21 maggio sopra Cavizzana in Val di Non

CASI CHE SONO STATI PUBBLICIZZATI DAI MEDIA

18 maggio. Incontro ravvicinato


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Risposta

  1. Avatar believerdrivene3a2402290

    E chi denuncerà chi per il mancato allarme? Chi sarà l’accusatore e chi l’imputato? Già adesso molti responsabili violano la legge e nessuno li denuncia, p.e. sindaci con le loro ordinanze che prevedono la reclusione notturna degli animali domestici, violando art. 727 Codice Penale: “…Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze…”. Sta anche in netto contrasto con le cinque libertà formulate dall’UE in materia di benessere degli animali, imporre agli animali da pascolo la presenza dei lupi, con la conseguenza che essi vivono in uno stato di paura costante e subiscono traumi. Ma nessuno sporge denuncia. Non c’è giudice senza accusatore.

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