Trento: orso nell’orto sotto casa. Silenzio stampa

Sabato è stato postato da G.C. un video sul gruppo facebook “Ruralpini Resistenza Rurale”. Nel video, che la signora affermava girato alla periferia di Cadine, frazione di Trento, si vedeva un orso sotto una casa di abitazione di più piani che, nell’orticello, cercava di entrare ripetutamente in un bidone, verosimilmente del compostaggio.

Il video è stato condiviso immediatamente dalla pagina “Paganella liberi e sicuri” e dal gruppo “Orgogliosamente trentini”. I forestali, pare, si sarebbero recati sul posto solo sabato (quando il video è apparso sui social). Ma l’orso non c’era. Per forza, il video era di mercoledì sera. La signora che l’ha postato sabato, evidentemente in buona fede, credeva fosse stato realizzato la mattina stessa. La signora che ha fatto il video (L.M. come si è pubblicamente presentata su “Paganella liberi e sicuri” con il nome completo) afferma di aver subito chiamato il 112 quando si è sentita criticata sulla pagina “Paganella” per non aver fatto uscire subito la squadra della Forestale. Però, poi, ha chiesto alla pagina di rimuovere la condivisione del video.

Nel frattempo, G.C., che aveva postato sabato il video su Ruralpini (dicendo erroneamente che era stato fatto la mattina stessa), l’ha rimosso questa mattina (domenica 31 maggio). Ma il video era circolato ed era stato salvato. Risultato: una presenza di un plantigrado di livello elevato di pericolo potenziale (era letteralmente sotto una grande casa di abitazione) non ha nessun riscontro sui media. Nessun comunicato della Provincia, niente di niente.

A Cadine l’orso arriva nell’orto e gli abitanti lo sanno solo dai social? Nella zona è il quinto avvistamento in poche settimane. “NON CREIAMO ALLARMISMO”. Ovvero lasciate che la gente si trovi all’improvviso l’orso in giardino e nell’orto senza essere avvisata (quando, le autorità sanno che è in zona e si avvicina alle case). Ci sono anche i possibili reati connessi con il MANCATO ALLARME. Ma che fiducia deve avere la popolazione nelle istituzioni e nei media? Quanto ai cittadini non si può fare a meno di notare che certi comportamenti contradditori di alcuni, che lanciano il sasso e nascondo la mano, che per paura di “avere delle grane” “espongono chi vive negli stessi paesi al rischio di un incontro ravvicinato, sono parte del problema.


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Risposta

  1. Avatar believerdrivene3a2402290

    La gran parte dei “giornalisti” ha smesso a riportare gli avvistamenti e attacchi dei predatori. Non ci vuole molto per credere che si tratti di un’azione concertata e per intravedere un nesso con l’«UE Democracy Shield», attualmente in fase di negoziazione, con il quale i media tradizionali vengono rafforzati con miliardi di euro provenienti dalle tasse, allo stesso tempo i media alternativi vengono ostacolati. Hanno già cominciato a lavorarci: https://www.eunews.it/en/2026/02/24/the-eu-centre-for-democratic-resilience-begins-its-work-von-der-leyen-we-will-strengthen-our-fight-against-disinformation-from-foreign-actors/
    Rimane da chiarire il perché del rewilding.

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