Il 24 e 25 si vota per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Castelli (TE). Il candidato sindaco (Lista per Castelli), Giovanni Schiappa, già assessore, presidente dell’associazione di cavatori di tartufi “Il Faggio”, ha messo al centro del suo programma la lotta allo spopolamento. Non con gli slogan ma, concretamente, affrontando il problema del Parco (del Gran Sasso e dei Monti della Laga) dentro il cui perimetro si trova il centro storico di Castelli. Schiappa, se eletto, si impegna a guidare i sindaci nell’opposizione al Regolamento del Parco che prevede una raffica di nuovi divieti che ingesserebbero ancora di più il territorio. La direzione da imboccare è, all’opposto, quella della valorizzazione delle risorse turistiche, artistiche (Castelli è un centro di tradizione secolare di ceramica artistica) e agricole.

Per sottolineare la centralità del problema del Parco, la lista Per Castelli martedì 19 maggio ha organizzato una serata pubblica sul tema “Castelli e il Parco: gestione del territorio e prospettive di sviluppo rurale”. Oltre al candidato sindaco, Giovanni Schiappa, e ad alcuni giovani della lista, sono intervenuti Pasquale Iannetti, nota guida alpina e Michele Corti, presidente dell’Associazione nazionale per la tutela dell’ambiente e della vita rurali.

Schiappa ha subito chiarito che il suo impegno sul tema del Parco non è certo nuovo. Nel 2023, infatti, si svolse a Castelli un importante incontro pubblico con la partecipazione del presidente della provincia, dell’on. Berlato, della prof.ssa Calandra dell’Università dell’Aquila oltre che di Iannetti e di Corti. A seguito dell’incontro di Castelli, all’inizio del 2024, venne fondata l’Associazione nazionale per la tutela dell’ambiente e della vita rurali che vedeva come fondatori il battagliero imprenditore agricolo aquilano Dino Rossi e, per l’appunto Giovanni Schiappa che, nell’associazione rappresenta una categoria rurale minore rispetto ad agricoltori e cacciatori, ma pur sempre importante, i cercatori di tartufi.

Ricordati questi precedenti, Schiappa ha sottolineato l’anomalia dell’inclusione del centro storico di un comune di 1400 abitanti all’interno del Parco con tutte le conseguenze in termini edilizi mettendo in evidenza come altri comuni siano stati esclusi da questa “servitù” (vedi Isola).

Schiappa ha ricordato poi come i comuni abbiano recentemente ricevuto una bozza di Regolamento del Parco che moltiplica i divieti. In particolare, è preoccupante come il Parco intenda chiudere (“rinaturalizzare”) la strada che da Castelli (salendo sino a 1641 m) porta a Campo Imperatore e a Castel del Monte. Si tratta di una strada di grande valore turistico che, oltretutto non può prevedere tracciati alternativi a quote meno elevate a causa della franosità dei versanti.

Anche Pasquale Iannetti, alpinista, guida alpina, già rifugista e ristoratore, personaggio molto noto, ha ribadito, dichiarando il suo sostegno alla candidatira di Schiappa, come il Parco intenda seguire le orme del PNALM (Parco nazionale d’Abruzzo) che, nel tempo ha chiuso moltissimi percorsi escursionisti, costringendo a fruire di servizi di accompagnamento offerti da soggetti vicini al Parco. Ha fatto riferimento anche ai crescenti limiti alle raccolte di piante e frutti spontanei (sino all’assurdo dimezzamento delle quantità concesse ai ragazzi) e al divieto di transito delle biciclette elettriche su alcuni percorsi.

Michele Corti, sotto con Schiappa, ha messo in evidenza come i vincoli imposti dal Parco del Gran Sasso sono, in larga misura, conseguenza dell’impostazione della legge 394/91, una legge ormai superata dal dibatto culturale e scientifico sulla protezione dei valori ambientali. Purtroppo, ha chiarito Corti, i Parchi sono frutto di una concezione ideologica maturata in Nord America alla fine dell’Ottocento. Ma le condizioni dell’Italia, i cui paesaggi e ambienti sono frutto di una profonda antropizzazione millenaria, sono completamente diversi. Il Parco di Yellowstone è grande sei volte quello del Gran Sasso ma ha una popolazione venti volte inferiore. E che borghi storici, castelli chiese monumentali ha il Parco di Yellowstone? Zero.

Per compensare i danni della cementificazione selvaggia degli anni Sessanta e per proteggere una fauna in forte regressione negli anni Settanta-Ottanta si moltiplicarono i Parchi regionali e nazionali. La 394/91 fissò il principio di una “Natura” assediata da difendere con i vincoli all’interno del “sacro recinto” dei Parchi. Una concezione miope che ha determinato una forte conflittualità e ha mortificato le attività umane tradizionali. Il rischio è che i Parchi cavalchino l’ideologia del “rewilding”, cancellando strade e opere di sistemazione idraulica che, nei decenni, hanno protetto la montagna, eliminando l’allevamento di animali domestici e reintroducendo erbivori selvatici estinti.
Hanno infine preso la parola alcuni giovani candidati nella lista che hanno comunicato il loro entusiasmo ma anche la loro serietà. Schiappa può contare su una bella squadra e su appoggi importanti. Oltre a quello di Iannetti, ha anche il sostegno di Elso Simone Serpentini figura di riferimento per gli studi storico-culturali del territorio.


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