(15/12/2025) Il mondo lupista è in fibrillazione. Quando l’emergenza lupo arriva in un centro di rilevanza turistica nazionale non è facile mettere tutto a tacere con i soliti mantra. Così si moltiplicano le prese di posizioni politiche, le petizioni, gli incontri pubblici. La parte animalista, attacca i cittadini che osano denunciare la condizione di insicurezza, il PD si barcamena tra chi chiede interventi e chi, in Regione continua a sostenere di avere le “mani legate” (quando anche Ispra chiarisce che l’iniziativa deve venire dalle regioni) e assegnava per il 2025, con le deroghe, una quota di rimozioni pari a 9-15 capi.
Si prepara a Rimini un incontro pubblico sul problema lupo, si terrà giovedì 22 gennaio p.v.

L’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali e il Comitato quartiere 11 Rimini “Emergenza lupi” hanno organizzato alle 20,30 di giovedì 22 gennaio 2026 a Rimini (sala Macaco, via Marecchiese, 314) un incontro pubblico attinente la grave problematica dei lupi nel Riminese, caso che addirittura ha valicato mediaticamente i confini nazionali. Dopo l’intervento dei relatori, chiunque tra il pubblico potrà intervenire facendo domande o esternando quanto ritenuto opportuno, ovviamente con serenità ed educazione. Tra i relatori, il giornalista naturalista Giovanni Todaro, studioso anche sul campo all’estero del lupo, autore di alcuni relativi testi storici e scientifici e già ideatore e direttore del Museo internazionale del bracconaggio e delle trappole, allestito nel castello di Bardi (PR) in collaborazione con Corpo forestale dello stato, Guardia di Finanza, associazioni venatorie, ambientaliste e persino animaliste. Ovviamente contro il bracconaggio. Altro relatore sarà il dr. Michele Corti, ruralista, presidente dell’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali e già professore di Zootecnia di montagna. Seguiranno gli interventi di Marco Succi e Giorgio Urbinati, rispettivamente presidente e vicepresidente del Comitato quartiere 11 Rimini “Emergenza lupi”.

Poiché nelle nostre iniziative pubbliche vogliamo fare esprimere tutti – affinché la gente possa sentire le varie versioni e poi farsi autonomamente un proprio parere – abbiamo invitato come graditi relatori anche il dr. Giampiero Semeraro dello Sportello Lupo Rimini e il dr. Pier Claudio Arrigoni, del Settore Agricoltura, caccia e pesca – Ambiti Forli-Cesena, Ravenna e Rimini, Regione Emilia Romagna. Temi dell’incontro: la problematica del lupo nel Riminese; numero di lupi stimati; interventi contro le predazioni e concretamente sui lupi spavaldi; gestione del lupo ai sensi dell’art. 16 della Direttiva Habitat che, da decenni, permette in deroga non solo la cattura ma anche l’abbattimento nei casi previsti, come del resto avviene ogni anno negli altri stati. Nonostante i tentativi ambientalisti e animalisti di fare credere che il lupo in Italia sia in estinzione, siamo lo stato europeo con il maggior numero di lupi (migliaia), e l’Emilia Romagna non solo è la terza regione per numero di lupi, ma, ed è un dato scientifico, ha nell’area dell’Appennino parmense e piacentino la più alta densità di lupi al mondo, ben 10 lupi per 100 km² (10 km x 10), più della Russia, Canada o Mongolia. L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), branca scientifica del ministero dell’Ambiente, per i casi previsti dalla Direttiva Habitat aveva già concesso l’abbattimento in Emilia Romagna di 9-15 esemplari su 98-163 lupi abbattibili nel 2025 a livello nazionale. Ma la Regione Emilia Romagna non ha mai richiesto a ISPRA l’abbattimento neppure dei lupi spavaldi/confidenti e pericolosi.

ISPRA ha confermato ufficialmente che i lupi in Italia negli anni 2017-2024 hanno attaccato e ferito senza provocazione ben venti persone. Ricordiamo che gli attacchi alle persone della famosa lupa di San Salvo e Vasto del 2022-2023 furono preceduti dalla predazione diffusa di cani anche dentro i centri urbani, come accade oggi a Rimini. La lupa, ormai spavalda, passò agli attacchi degli umani, ben 11 accertati con Dna da ISPRA nell’arco di dodici mesi, con almeno due tentativi di predazione di bambini di 5 anni, rimasti feriti persino di giorno sulla spiaggia, salvati dai genitori. Conseguentemente, molte prenotazioni furono disdette dai turisti. Il tutto cessò quando la lupa fu finalmente catturata, ma la sgradita promozione turistica internazionale durò due anni.


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