Un orso uccide un escursionista in Grecia. Media italiani muti perché in Trentino…

di Michele Corti

Un escursionista molto esperto muore precipitando in un burrone per sfuggire all’attacco di un orso bruno nel nord della Grecia, al confine con la Bulgaria. Salvo il compagno di escursione, grazie all’uso della bomboletta spray. Sul corpo della vittima nessun segno di aggressione da parte della belva. Se l’uomo fosse stato solo o se anche il compagno si fosse gettato nel burrone, il caso sarebbe stato derubricato come “caduta accidentale”. I media italiani, proni alla lobby animal-ambientalista tacciono sull’ennesima morte per mano degli orsi perché le notizie dalla Grecia potrebbero riattualizzare i forti sospetti sui casi di persone trovate morte in fondo ai burroni del Trentino.

Gli orsi uccidono (chi li ha reintrodotti in Trentino ha commesso un crimine)

L’aumento di aggressioni mortali da parte degli orsi in Europa è un dato di fatto. Nel marzo 2024 una giovane escursionista era morta in Slovacchia a seguito di un attacco da parte di un orso. Dopo due giorni dal tragico attacco un altro orso, ad appena 15 km in linea d’aria, è entrato nella città  slovacca di Liptovský Mikuláš. Ieri, domenica 17 marzo, infatti, un orso ha attaccato nel centro urbano una donna di 49 anni che ha riportato un trauma alla spalla, mentre un uomo di 72 anni è stato curato per una ferita alla testa (https://tutelarurale.org/2024/03/17/turista-muore-in-slovacchia-attaccata-da-un-orso/). Sempre in Slovacchia, ai primi di ottobre del 2024, un fungaiolo di 55 anni è stato ucciso da un orso nei Monti Tatra, vicino alla città di Hybe. Alla fine di marzo di quest’anno, ad appena 200 metri da un sobborgo della città di Detva, nella Slovacchia centrale, si è registrata un’altra aggressione mortale. Il corpo è stato rinvenuto “devastato”. Dopo questi fatti il governo guidato da Robert Fico ha deciso l’abbattimento di 350 su 1300 orsi. In Romania muore almeno una persona all’anno. Lo scorso anno, però, il paese è stato scosso dalla tragica fine di una ragazza di 19 anni, gettata in un burrone da un orso che aveva poi iniziato a consumare il corpo prima dell’arrivo dei soccorritori che hanno dovuto abbattere la belva che non voleva lasciare la preda (nella foto il corpo dopo il ritrovamento)(https://tutelarurale.org/2024/07/10/a-19-anni-uccisa-da-un-orso-in-romania/). La Romania, dopo l’episodio ha deciso di rivedere la politica “buonista” adottata per compiacere la UE e di abbattere 500 orsi.

In Slovenia, a fine maggio di quest’anno, una donna di 59 anni è ricoverata in gravi condizioni in un ospedale in Slovenia dopo essere stata attaccata da un orso bruno ai margini di un bosco a Škofljica, un comune suburbano a 20 km a sud-est della capitale Lubiana. La Slovenia ha in programma l’abbattimento di 206 orsi.

Una foto attribuita all’aggressione in Slovenia che circola sui social

Il caso della Grecia può spiegare le (troppe) vittime trentine cadute in burroni

Intanto va precisato che in Grecia, ma vale anche per la Bulgaria, le aggressioni mortali da parte degli orso non sono una novità.

Il fatto è avvenuto il 9 giugno verso le 16:00 e la notizia è apparsa sui media greci e internazionali il giorno 10. La tragedia è avvenuta nella zona del monte Ktacto, al confine con la Bulgaria. L’area è compresa nel Parco nazionale dei monti Rodopi.

La vittima si chiamava Christos Stavrianidis, aveva 53 anni ed era un escursionista molto esperto. Era insieme a un altro escursionista, Dimitris Kioroglou e si dirigevano verso il relitto di un aereo, individuato dopo 77 anni dall’incidente da Sravianidis.

Stravianidis era diventato famoso perché, nel giugno 2023, , ben 77 anni dopo il suo schianto era infatti riuscito a localizzare i resti del caccia dell’Aeronautica Militare scomparso. Verso le 16:00 del 9 giugno, con un amico è tornato sul luogo dell’incidente aereo per individuare una via d’accesso in grado di consentire la visita al relitto.

Lì, tuttavia, sono stati attaccati da un orso . La vittima, che stava davanti, ha usato per primo lo spray. L’orso si è quindi diretto verso l’altro escursionista. Il cane Malinois (pastore belga), che stava dietro il padrone, quando l’ha visto minacciato, si è interposto tra l’orso e l’uomo consentendogli di estrarre la bomboletta spray. Dopo una prima spruzzata, però, la bomboletta si è esaurita. L’orso è tornato indietro e ha fatto cadere la vittima nel burrone. L’amico non ha visto questa prima caduta ma ha sentito un urlo “Oh, oh, oh“. Il malcapitato è riuscito ad aggrapparsi al bordo del burrone e ha tentare di risalire ma l’orso, questa volta la scena è stata vista dall’amico, l’ha ributtato giù facendolo precipitare.

Kioroglou ha riferito: “avevamo incontrato orsi in altre circostanze ma questo era molto aggressivo“. Ha anche precisato “Il mio amico non è scivolato, è stato spinto dall’orso“. E’ comunque probabile che l’orso sia stato inizialmente sorpreso dai due escursionisti.

I soccorsi, arrivati in elicottero, hanno recuperato il corpo per trasferirlo all’ospedale di Kavala, ma l’uomo è spirato poco dopo. E’ estremamente importante osservare come sul corpo si sono riscontrati solo gli effetti dell’urto del corpo contro le rocce ma nessun segno di morsi o artigliate. Ciò ci dice che i risultati delle autopsie eseguite sui cadaveri dei (troppi) caduti nei burroni in Trentino non dicono nulla. Sarebbero servite accurate indagini per riscontrare tracce di orso nelle aree prossime ai bordi dei burroni. Molti trentini ritengono che, almeno in alcuni casi, le cause delle tragedie siano da attribuire al disperato tentativo di sfuggire all’attacco di un orso.

Tra i casi di sopravvissuti agli attacchi, quello di Marco Zadra è illuminante a questo proposito. “Mi sono comunque buttato nella forra, rischiando di ammazzarmi” afferma il malcapitato nell’intervista a Laura Zanetti per Ruralpini.it (https://www.ruralpini.it/orsi%2823.06.15%29Intervista_Marco_Zadra.html).


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Risposta

  1. Avatar scrumptiouslydetective347f672c31

    Alcuni anni fa morirono in Trentino due escursionisti perché precipitati in un burrone e non fu indagato il motivo tutta gente che scappa dall’orso e muore. Purtroppo in Italia ci si preoccupa di più della vita di un orso anzichè delle migliaia di feti (bambini in divenire) che vengono abortiti ogni anno. l’essere umano del XXI secolo, che disprezza la sua specie più di quella dei plantigradi. Che tristezza

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