Novità e chiarimenti sull’aggressione del 19 ottobre a Bleggio superiore. Se ne parlerà in seno all’incontro pubblico Lupi & Orsi: risorsa o danno? che si terrà il 26 ottobre a Bagolino dove la maledizione degli orsi arrivano dal confinante Trentino
Gli orsi bruni non mancano di continuare a riempire le cronache giornalistiche, anche con attacchi e ferite a esseri umani, come verificatosi nei confronti di un fungaiolo pochi giorni fa, il 18 ottobre, in un bosco ad appena un chilometro dalle case di Bleggio Superiore, Provincia Autonoma di Trento ma a solo una cinquantina di chilometri da Bagolino. Non che la cosa cambi, poiché anche in questa zona del Bresciano gli orsi sono già arrivati, così come i lupi che da tempo hanno iniziato a predare non solo il bestiame ma anche i cani, inclusi quelli da caccia. Sono state avvistate anche orse con i piccoli.
Della presenza ormai stabile di questi predatori (con prossimi aumenti numerici e territoriali nel Bresciano praticamente certi) e delle sue conseguenze sociali si parlerà all’incontro pubblico Lupi & Orsi: risorsa o danno? che si terrà dalle 20,30 di sabato 26 ottobre p.v. nella sala comunale in via Parrocchia 34 a Bagolino, in Valle Sabbia. I relatori saranno: Michele Corti, presidente dell’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali, già docente di Zootecnia di montagna all’Università degli Studi di Milano; Stefano Guolo, referente del gruppo Orgogliosamente Trentini; Giovanni Todaro, giornalista naturalista e autore di testi sulla storia della fauna. Interverranno anche esponenti di associazioni venatorie.

All’incontro pubblico Lupi & Orsi: risorsa o danno? è atteso anche Flavio Riccadonna, sindaco di Bleggio Superiore, affinché racconti quel che sa direttamente dalla vittima dell’attacco, smentendo le deliranti tesi degli animalisti che come al solito hanno messo in atto la tattica della gogna pubblica, del massacro personale fatto da illazioni, menzogne e offese, sulle quali si sta infatti valutando la denuncia per diffamazione. L’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali ha raccolto una serie di informazioni sul fatto. Per quanto riguarda l’attacco, perché di attacco si tratta a prescindere, l’orso probabilmente non si era accorto dell’uomo, e viceversa, e ha caricato, ma solo istintivamente cercando una via di fuga, tanto che non ha inferto morsi o zampate, che avrebbero avuto esiti ben peggiori di semplici graffi, provocati in pochi secondi per semplice pressione mentre passava sopra la persona. Insomma, non c’è stato accanimento.

Assurde le illazioni di alcuni: “Abbiamo testimonianze che il signore era ubriaco (…) Barcollava vistosamente come riferisce chi lo ha visto in quella zona (…) Il signore ha una situazione delicata perché gli piace molto bere, pare si sia incamminato molto alterato e molto alticcio (…) Ha avuto dei passati molto molto burrascosi presso alcune aziende che si occupano di lavori forestali, insomma, personaggio molto noto”. Ma il sindaco Riccadonna smentisce categoricamente: “Mai sentito di passati burrascosi, né di problemi col bere. Tra l’altro la persona era con la moglie e i due figli dalle 16 circa in un contesto pubblico con molte persone, c’ero pure io, e non era affatto ubriaco. Se n’é andato circa alle 17 poco prima dell’incidente e non avrebbe avuto neppure il tempo di bere tanto da ubriacarsi. Non solo, sono andato a trovarlo un paio d’ore dopo essere stato attaccato e non era affatto ubriaco. Dicono avesse giacca similpelle e scarpe bianche? Non è vero, è falso, anzi la moglie ha poi telefonato a un giornale locale che l’aveva scritto dicendo di non pubblicare fandonie, non li ha proprio mai avuti”.
Secondo i due succitati animalisti o ambientalisti: “Se davvero avesse incontrato l’orso, lo avrebbe visto anche con notevole anticipo visto che c’è una visuale pazzesca”. Ma poi smentendosi subito, con sconcertante disinvoltura: “Pioveva in modo pazzesco e la visibilità era scarsissima sia per l’imminente buio sia per le nubi basse”. Insomma, si vedeva o no? E aggiungono: “In paese le voci mormorano che questa sia tutta una bufala e una montatura”. Insomma, quando la gente mormora diventa verità assoluta… Ma le voci di chi? Da notare che secondo i due investigatori in erba, la vittima si sarebbe invece graffiato cadendo su dei rovi presenti a bordo del sentiero che stava percorrendo. In pratica, il secondo loro ubriaco invece di cadere in avanti come norma, sarebbe atterrato di schiena manco fosse alla finale olimpica del salto in alto.
Non solo, parecchi animalisti aggiungono: “Nel pomeriggio diluviava e quindi, che ci faceva un cercatore di funghi alle 17, quasi notte, in mezzo al bosco, dove è ancora più buio?”. Spiega l’arcano ancora il sindaco Riccadonna: “Le cose stanno diversamente, quando gli hanno chiesto cosa fosse successo, l’aggredito non ha voluto svelare che aveva avuto un battibecco con la moglie, come capita a tutti, e che aveva deciso di tornarsene a casa a piedi, e così ha buttato lì che stava andando per funghi…ma quali funghi, neppure era attrezzato per farlo, venivano da un incontro pubblico! E il fatto è capitato su un sentiero vicino alle case, mica nel bosco”.
Sul corpo e sugli indumenti stracciati dell’aggredito sono stati rinvenuti peli di orso e cellule epiteliali, che confermano il fatto che l’incontro ci sia stato, anche se, come ha detto l’uomo, non si è trattato di una vera e propria aggressione. I campioni genetici sono stati inviati ai laboratori della Fondazione Edmund Mach per l’identificazione genetica dell’esemplare specifico, cosa non facile visto che gli orsi sono moltissimi. Per fare capire, questi plantigradi si spostano molto, sono stimati circa 150 ma sarebbero di più secondo altre fonti, e quasi tutti presenti nella sola parte occidentale della Provincia Autonoma di Trento. Mediamente ogni orso ha a disposizione circa 23 km², che è nulla se si considera che nel famoso Parco Nazionale di Yellowstone ogni orso bruno ha a disposizione 60 km². Ma in quel parco statunitenze, 3000 km² più grande della Provincia Autonoma di Trento, non vivono centinaia di migliaia di persone come in Trentino, ma solo 1.057. E quando un orso del parco statunitense ferisce o uccide una persona, viene immediatamente abbattuto. Non ci auguriamo che ciò venga deciso per l’orso di questo attacco – sebbene previsto dal protocollo PACOBACE e dall’art. 16 della Direttiva Habitat – perché è evidente che sia stato solo un incidente. Tuttavia, sia gli orsi che i lupi, anche se specie particolarmente protette (ancora per poco) vanno gestiti se troppo numerosi, dannosi o pericolosi, anche con l’abbattimento come avviene legalmente nel resto del pianeta.
Per la cronaca, gli animalisti continuano a ripetere una falsità, ossia che i territori sono dell’orso o del lupo e che c’erano prima loro. Non è vero, orso bruno, lupo e noi homo sapiens siamo coevi, nasciamo tutti e tre nel Pleistocene medio e vivevamo negli stessi ambienti.
-
Pinerolo: il modo rurale per la gestione sostenibile del lupo
L’incontro pubblico che si terrà a Pinerolo sabato 11 aprile 2026 alle 15 al Centro congressi Hotel Barrage è organizzato dall’ Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali, Associazione per la Cultura Rurale e Associazione Difesa Alpeggi Piemonte, che fra gli obiettivi prioritari hanno proprio quello di richiedere alle istituzioni nazionali e…
-
La cultura rurale è tutt’altro che nostalgia
(21/03/2026) La resistenza ai processi tendenti ad annullare la dimensione rurale è sostenuta dalla consapevolezza che sono in gioco valori importanti, valori morali, valori umani. L’attualità della cultura rurale e l’importanza di una nuova comprensione del passato contadino in un libro di Michele Corti
-
Monitoraggio lupo in Veneto. Ma chi fa cosa?
(16/03/2026) Il sindaco di Chies d’Alpago ribatte alla LAV, che lo accusava per le sue sacrosante esternazioni sostenendo che gli animalisti “fanno solo slogan”. Ma intanto non si capisce chi si occupa del monitoraggio dei lupi: Apollonio, la Marucco, l’Università di Padova. Life Wof Alps cacciato dalla porta torna dalla finestra.
-
Lupo “Andrea”: una storia imbarazzante per il lupismo
(08/03/2026) Una notizia di rilievo nazionale nel clima acceso di dibattiti sul lupo. Invece no. Censura quasi totale. Perché troppo imbarazzante per l’industria del lupo. 250 mila € buttate nel cesso per un progetto basato su un solo lupo vagabondo che ha scambiato l’Austria con il paradiso dei lupi italico.
-
Piantedosi nega lo spray anti-orso
(07/03/2026) L’assurdo accanimento del governo contro lo spray anti orso. La sicurezza dei cittadini non doveva essere una priorità per il governo Meloni? Perché si concede l’uso dello spray a chi è già armato e alla Protezione civile e non ai boscaioli e ai malghesi?
Iscriviti
Inserisci la tua e-mail di seguito per ricevere gli aggiornamenti.






Devi effettuare l'accesso per postare un commento.