Il 30 agosto a Ospedaletto, in Valsugana, si è tenuta una manifestazione alla quale hanno partecipato decine di agricoltori con i trattori. In Valsugana è forte la tensione a seguito del moltiplicarsi delle predazioni (anche a danno di cani sotto le case) e degli avvistamenti di lupi. Il diniego del parere favorevole all’abbattimento di due lupi da parte dell’ISPRA (che ha bloccato il decreto di Fugatti) ha riacceso le polemiche su un ente che dovrebbe fornire pareri scientifici ma che tiene il gran conto gli orientamenti della parte animal-ambientalista. E’ stato lo stesso sindaco di Roncegno a dare sfogo al risentimento chiedendosi se negli uffici di Ispra conoscono la realtà della conformazione dei pascoli quando sentenziano che “non ci sono misure di prevenzione adeguate”.

la provincia di Trento ha comunicato che: “Nel solo 2025, in Bassa Valsugana sono stati registrati 53 eventi di danno – pari al 37% del totale provinciale – per un indennizzo complessivo di 28 mila euro. Le predazioni si sono verificate in larga parte nelle ore notturne o crepuscolari, spesso a pochi metri dalle abitazioni (tra 3 e 110 metri di distanza)”.
Certo che se il dott. Papik Genovesi pretende che in alta montagna si allestiscano recinti elettrici come quello di Malga Bordera … possiamo stare freschi. A Malga Bordera, nella Lessinia trentina, la forestale ha concepito una recinzione insostenibile di tipo semifisso con 6 fili elettrici stesi su un perimetro di 3 km. La posa, ogni anno, richiede un impegno enorme, sproporzionato. Tanto i lupi hanno imparato a saltare senza toccare terra con gli arti evitando la scarica elettrica. E’ questo che chiede il dott. Genovesi? Vuole imporre misure talmente onerose da indurre l’allevatore ordinario a gettare la spugna? Vuole condizionare il suo parere (non vincolante solo in teoria dati i TAR che ci ritroviamo) alla dimostrazione che si verifichino predazioni ripetute nonostante la messa in atto misure di prevenzioni che richiedono impegno di lavoro ed economico esagerato. Non dice così la direttiva Habitat in punto di applicazione delle deroghe, non dicono così i documenti della Commissione europea che trattano “l’interpretazione autentica” della materia. Essi fanno riferimento alle condizioni tecniche concrete di messa in atto delle misure di prevenzione e alla proporzionalità economica indicando che dove queste condizioni non sussistano la deroga può essere applicata. Chi, per esempio, utilizza 10 cani da protezione per 100 pecore è condannato a chiudere. Chi volesse realizzare recinzioni in pascoli di alta montagna non può farlo perché 1) lo strato di terreno è talmente sottile da non consentire di conficcare i paletti; 2) vi è una importante superficie coperta da roccia affiorante; 3) la superficie che deve essere con gran fatica recintata è enorme quando la cotica erbosa è alta pochi centimetri. E’ pazzesco che i lupologi valutino queste cose dalle loro scrivanie senza interpellare gli agronomi. E’ pazzesco che si ignori che in Francia gli abbattimenti si attuano anche nei comuni (individuati nell’ambito di ciascun dipartimento) dove si riconosce che le misure di prevenzione non possono essere attuate. ISPRA, arbitrariamente, ignora tutto questo per non dare dispiacere alla lobby del lupo (Papik è della scuola di Boitani).
Le Giudicarie contro l’orso

Sono stati resi noti ieri (23 settembre 2023) i risultati della consultazione popolare sul tema
“Ritieni che la presenza di lupi e orsi in aree densamente antropizzate costituisca un pericolo per la sicurezza, un danno per l’economia e per la salvaguardia di usi e tradizioni locali?”.
Il 44% degli aventi diritto al voto si sono recati alle urne votando SI per il 97,5%. Va ribadito che non si trattava di un referendum e non esisteva alcun quorum. Sia il grado di affluenza che la percentuale di sì servivano a manifestare la “temperatura” del grado di allarme sociale tra la popolazione.
Le sigle animaliste attraverso i soliti farneticanti comunicati ma, soprattutto, attraverso il loro megafono, il Dolomiti, un giornale online sostenuto da alcuni grossi imprenditori trentini di area confindustriale (a dimostrazione del carattere di “oppio del popolo” dell’ideologia animalista), hanno ovviamente parlato di flop lasciando credere che esistesse un quorum. Ma ai cialtroni chiediamo: “Che percentuale di affluenza ci sarebbe stata se il quesito fosse stato:
“Ritieni che la presenza di lupi e orsi in aree densamente antropizzate, non comportando alcun pericolo, costituisca invece un vantaggio per l’economia e l’ambiente?”.
Fatevi questa domanda se ne avete il coraggio signori animalisti?
va tenuto conto che le Giudicarie sono una comunità grande (37 mila abitanti e 25 comuni) dove il problema dei grandi carnivori non è sentito in modo omogeneo. Nei comuni più di montagna le percentuali di affluenza hanno superato il 60%. E’ bene poi ricordare che l’affluenza media ai referendum abrogativi nazionali che avevano un effetto giuridico è stata pari, tra il 1997 e il 2025 al 30%
L’affluenza al voto (%) ai referendum abrogativi nazionali dal 1997 al 2025
| 1997 | Giustizia | 30 |
| 1999 | Elezioni | 49,6 |
| 2000 | Elezioni e giustizia | 32 |
| 2003 | Statuto lavoratori e servitù elettrodotto | 25 |
| 2005 | Procreazione | 25 |
| 2009 | Procreazione | 25 |
| 2011 | Acqua pubblica | 54 QUORUM |
| 2016 | Concessioni petrolifere marine | 31 |
| 2022 | Giustizia | 20 |
| 2025 | Lavoro e cittadinanza | 30 |
| MEDIA | 30 |
Il voltafaccia dei sindaci
Il risultato della consultazione fa emergere una forte opposizione alla reintroduzione degli orsi voluta dal Parco Naturale Adamello Brenta dove tuttora lavora il dr. Andrea Mustoni, che si compiace di farsi chiamare “papà di Life Ursus” (il famigerato progetto LIFE che ha finanziato l’import dei plantigradi) e non ha mai chiesto scusa alla famiglia Papi per aver definito, anche dopo il martirio di Andrea, Life Ursus “un grande successo” (sensibilità sociale e umana di questi personaggi presuntuosi = zero).
Il Parco è un centro di potere che condiziona la vita sociale di buona parte delle Giudicarie. Grande successo quindi che il 44% sia andato a votare. Il Parco condiziona in primo luogo i sindaci. E proprio dai sindaci (almeno alcuni di essi) è arrivata una grande delusione. Ve ne sono alcuni dichiaratamente Pro parco e, sia pure con qualche ipocrita distinzione, pro orso. Ma quelli che hanno deluso non sono loro, sono quelli che avevano annunciato un pieno sostegno alla campagna di informazione sulla consultazione e che poi hanno fanno venir meno le promesse. Dovevano inviare a nome del comune un’informativa a tutti i cittadini. Non l’hanno fatto. Il Comitato che ha promosso la consultazione, verificato che queste iniziative non venivano attuate è corso ai ripari con volantinaggi all’ultimo momento.
Cosa ha fatto far venire meno dalle buone intenzioni i sindaci? Le pressioni del Parco? O quelle della Provincia? Quanto a quest’ultima Fugatti pensa di tenere buoni i trentini con un lupo abbattuto? E gli orsi? Groff è sempre al suo posto dai tempi di Life Ursus e continua a ribadire, anche sul sito ufficiale della Provincia che i lupi non sono pericolosi per l’uomo.
La politica di scarsa trasparenza e di lacunosa e distorta informazione ai trentini rispetto alla gestione (si fa per dire) dei grandi carnivori continua. Ricordiamo quando, eravamo nel novembre scorso, Failoni dava dei visionari ai cittadini che testimoniavano di aver visto i forestali impegnati in un’azione di dissuasione di un orso a Fai della Paganella (https://tutelarurale.org/2024/11/15/altro-che-visionari-in-paganella-emergono-altri-incidenti-con-orsi-mai-divulgati/). I politici non hanno il coraggio di mettersi contro il deep state pro grandi carnivori provinciale (forestale, PNAB, uffici stessi della provincia). A luglio noi dell’Associazione per la tutela dell’ambiente e della vita rurali abbiamo chiesto alla provincia (vedi file PDF) di rettificare i contenuti faziosi pro lupo del sito provinciale curato dal dr. Claudio Groff.
Non si sono degnati nemmeno di rispondere.
Ci sono motivi in abbondanza quindi per partecipare alla manifestazione del 4 ottobre a Trento alla quale raccomandiamo di aderire e di presenziare tutti i nostri lettori, soci e simpatizzanti.


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