Comunicato stampa del 1° ottobre 2024
Si terrà domani 3 ottobre 2024, presso la “Sala Rotonda”, Via Monte Ruggero 63 (Quartiere Vigne Nuove) alle ore 21:00, un convegno-dibattito organizzato sull’onda degli sconcertanti episodi avvenuti in zona Porta di Roma, tra Parco delle Sabine e Vigne Nuove. Al dibattito parteciperanno anche rappresentanti del mondo ambientalista. E’ ora, infatti, che anche da parte loro si rifletta responsabilmente su una situazione sfuggita di mano e sulle conseguenze pericolose di impostazioni ideologiche che impediscono di affrontare i problemi sempre più gravi posti dalla fauna selvatica.
I fatti di Roma Nord sono sconcertanti non solo perché gravi (compreso un tentativo di predazione nei confronti di un bimbo di quattro anni il 10 settembre alle ore 22)), ma anche perché quasi esclusivamente riportati solo sui social. Si deve riflettere sul fatto che una sventata predazione a un bimbo (ferito alla schiena), non andata a segno solo per l’intervento di alcuni ragazzini coraggiosi, una notizia di rilievo a livello europeo, sia stata silenziata per 16 giorni dai media. Solo una volta catturato l’esemplare, il 25 settembre, la notizia è stata riferita dai media. Evidentemente si sperava che la lupa si allontanasse da sola dopo il fattaccio e si è fatto in modo di far tacere i media (esistono ancora le famigerate veline del Minculpop o vi sono mezzi più sottili di autocensura per evitare le notizie sgradite?). L’animale, invece, è stato protagonista di altri episodi, tanto da costringere la Regione Lazio a intervenire, narcotizzarlo e trasferirlo in un’area faunistica recintata del Parco nazionale d’Abruzzo.
Il primo avvistamento, oggetto di un video pubblicato sul gruppo facebook Amici del Parco delle Sabine e poi su Roma Today e Corriere di Roma, risale all’11 settembre.
Ma molti, nonostante le fattezze dell’animale, sostenevano fosse un cane o uno sciacallo. La popolazione, condizionata dalla propaganda lupista, non solo era in larga misura propensa a credere che si trattasse di un cane (nonostante l’etologo Antonelli, su Roma Today avesse confermato trattarsi di lupo sin dal primo video pubblicato dalla testata) e, comunque, nei riguardi del lupo non nutriva particolare timore. E qui c’è da riflettere sul pericolo di un’ideologia che porta gli abitanti delle città a credere che – dal momento che gli “esperti” assicurano che è innocuo per l’uomo, il lupo si possa avvicinare e persino accarezzare (“vuole giocare”). Molti credevano che l’aggressione al bambino fossa una bufala diffusa sui social. Quindi, più che la “psicosi”, evocata dai media dopo la cattura dell’esemplare, appare più preoccupante il fenomeno opposto di indifferenza e sottovalutazione del pericolo; il frutto di una politica cinica e spregiudicata volta a favorire la massima diffusione possibile del lupo in forza di un’accettazione sociale “drogata” da una pesante manipolazione. Va registrato che i ragazzi che hanno salvato il bambino dalle fauci della lupa non solo non hanno ricevuto elogi, pur rischiando la loro incolumità, ma sono stati persino oggetto di critiche da parte di qualcuno. A questo ha portato il lavaggio del cervello, promosso da una minoranza fanatica, ma ripreso dal mainstream in forza di evidenti interessi dei “padroni del vapore”.
Tra gli episodi dei quali solo gli abitanti del quartiere sono venuti a conoscenza, si segnala un pedinamento di una persona da parte della lupa che ha richiesto l’intervento di agenti del commissariato di polizia di Fidene. Vi è stato poi il caso dell’automobilista (anch’esso oggetto di un video) che, in auto con il finestrino abbassato è stato “assaltato” dalla lupa che si trovava dalla parte opposta della strada e che gli si è diretta contro.
Grave anche l’episodio del parco giochi che si trova Grave anche l’episodio verificatosi, nelle prime ore della mattina ( 06:40), nel Parco delle Sabine. In tale occasione, la lupa si è slanciata contro delle persone con i cani. Hanno urlato e si è fermata, ma non è scappata via.
La lupa è stata anche avvistata da una signora dal balcone di un condominio mentre si confrontava con due cinghiali. E’ stata anche vista in un parcheggio di un condominio, una situazione potenzialmente pericolosa.
A fronte di questi episodi (probabilmente ve ne sono stati molti altri), alcuni abitanti più consapevoli della situazione di pericolo hanno tempestato di segnalazioni e sollecitazioni la polizia municipale, commissariato, Parco della Marceliana, CC forestali. E’ stato anche inoltrato un esposto alla Direzione ambiente della Regione Lazio e all’Ente Roma Natura. Pur dimostrandosi collaborativi, questi enti si dichiaravano non abilitati a intervenire per la cattura del predatore.
Risulta evidente che esiste un pauroso vuoto di normative, un’assenza di protocolli che consentano, a chi ne ha la responsabilità, di intervenire e, agli altri organi sul territorio, di segnalare, dare il via a delle procedure. In questi casi è fondamentale l’informazione, rendere pubblica la situazione, che tipo di animale sta aggirandosi, dove si aggira, quale cautele adottare, che misure vengono adottate da che ha il dovere di intervenire. Tutto quest manca. Per la semplice ragione che, chi ha sostenuto sino ad oggi la protezione assoluta del lupo, non aveva interesse a introdurre “regole d’ingaggio”; doveva continuare ad avallare la narrazione del “lupo innocuo”, della normalità della sua presenza anche in centri abitati, sin dentro le città. Per l’orso bruno esistono dei protocolli per la gestione dei soggetti problematici, perché per il lupo non vi è nulla di tutto ciò? La risposta è che la lobby vuole ancora fruire dei generosi finanziamenti dei progetti Life. La predisposizione di protocolli per la gestione dei lupi urbani sarà il risultato del progetto Life Wild Wolf che terminerà nel 2027 mentre le regole di gestione sui lupi confidenti saranno probabilmente il tema del progetto che subentrerà a Life Wolf Alps nel 2025. Per i “signori del lupo” (alcuni annidati dalle parti della Sapienza) non c’è nessuna premura. Loro pensano solo a favorire l’espansione dei lupi e ai … loro soldi.
In barba a quanto riferito dai media, che hanno evidentemente il compito di “pompierare” la situazione: minimizzare il pericolo, sviare dall’ignavia e comportamento irresponsabile delle istituzioni, non c’è stato nessun “monitoraggio”, né estensivo né intensivo. La lupa per settimane ha scorazzato impuntita, pedinando cittadini, avventandosi contro di essi, circolando in parcheggi e sotto le case. Una situazione da Far-west che connota una profonda assenza di regole d’ingaggio. Va denunciato che la “dottrina del lupo” imposta dalla parte lupista, non recepita da nessun atto formale (il Piano lupo è scaduto da nove anni) prevede l’intervento solo a posteriori, solo in caso di “aggressione non provocata”. L’avvicinamento anche a pochi metri alle persone non comporta azioni stringenti ma un vago “monitoraggio” che gli organi che dovrebbero intervenire posso anche interpretare come non fare nulla. Tutte quelle situazioni (atteggiamenti aggressivi, pedinamenti, finti attacchi, predazione di animali domestici in ambiti abitati, presenza ripetuta anche in ore diurni presso o dentro gli abitati) che, nei paesi civili, comportano interventi immediati (abbattimento o, come minimo, cattura e radiocollaraggio) in Italia non determinano nessun intervento. “Tenete i cani in casa, non lasciate in giro la spazzatura”, queste solo le “linee guida” diffuse dalle autorità.
Si può andare avanti così? Noi diciamo di NO. Catturata la lupa del parco delle Sabine e dintorni ci sono segnalazioni di lupi sulla Nomentana e, in ogni caso, la vicinanza di parchi extraurbani, con presenza di cinghiali e di lupi, determina una forte probabilità di nuovi casi.