Comunicato stampa del 22/04/2026
Taglia di 2000 euro sugli animalisti/ambientalisti colpevoli di diffamazione ai danni di un pastore del Comasco che ha subito gravissime predazioni di bestiame
Il fatto: Davide Cagliani, pastore trentottenne di Oggiono, nel Lecchese, ha una azienda agricola ereditata dal padre e che contava una trentina di bovini, altrettante capre, una quindicina di asini e 600 pecore, portati fin dal 2019 a pascolare nell’area del Monte San Primo, con un relativo contratto di affitto di 10.000 euro l’anno con la Comunità Montana del Triangolo Lariano. Cagliani è uno degli ultimi a praticare la transumanza sul Triangolo Lariano. Poi sono arrivati i lupi, con inizialmente limitate predazioni nel 2024, poi però aumentate l’anno scorso a ben 215 ovini con un danno di oltre 50.000 euro. I veterinari dell’Asl e la polizia provinciale hanno constatato le predazioni, ma sono state ritrovate le marche auricolari solo di una parte dei capi, poiché i lupi hanno portato via sul momento le prede oppure il bestiame è stato spaventato ed è fuggito nei boschi, dove è stato poi predato, senza rinvenirne i resti.
Risultato, Regione Lombardia ha rimborsato a Cagliani solo 25 capi su 215. Da notare che la Comunità Montana del Triangolo Lariano intanto aveva incaricato una biologa per studiare il comportamento dei lupi corrispondendo alla stessa ben 80.000 euro per il loro monitoraggio, che sarebbe dovuto servire per i danni nei confronti degli allevatori. Il 2026 è stato proclamato dall’ONU “Anno internazionale dei pascoli e dei pastori”, ma in Italia sono già migliaia gli allevatori che hanno cessato l’attività anche a causa delle continue predazioni dei lupi nonostante le cautele e protezioni attuate. Per il pastore Cagliani al danno si aggiunge la beffa, con le scritte insultanti fatte in zona da animalisti contro il pastore – con il solito stupido slogan “giù le mani dai lupi” – che infine ha fatto denuncia ai carabinieri. Ora Cagliani, che custodiva personalmente il bestiame al pascolo insieme ad altre persone, ha potenziato il numero dei suoi cani, con tutti i più che potenziali rischi per i moltissimi escursionisti che non raramente pretendono di passare vicino o addirittura in mezzo al bestiame protetto proprio dai cani.
Per questo motivo l’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali ha deciso di pagare una taglia di 2.000 euro a chiunque fornisca informazioni utili a individuare e condannare i responsabili degli insulti al pastore. Si spera che ciò spinga qualcuno a collaborare. L’Associazione non aveva mai stabilito delle taglie, il cui pagamento ovviamente garantisce, ma è invece pratica comune di associazioni animaliste e ambientaliste, che però a oggi non ne hanno effettivamente mai pagata nessuna.
Il numero di lupi presenti in Lombardia senza dubbio è di centinaia di esemplari, con gravi danni agli allevatori e persino predazioni di gatti e di cani fin dentro i centri abitati e addirittura nei cortili delle case. Regione Lombardia non ha mai gestito e limitato il numero di lupi, nonostante da decenni l’art. 16 della Direttiva Habitat, adottata anche dall’Italia, ne autorizzi anche l’abbattimento. Ora è al termine l’iter di declassamento del lupo anche in Italia, da specie particolarmente protetta a solo protetta. Del resto l’Italia non solo è lo stato europeo con il maggior numero di lupi, stimati oggi a oltre 6.000 esemplari dal prof. Marco Apollonio dell’Università di Sassari, ma ha anche la più alta densità di lupi al mondo, (Lessinia, 14,7 esemplari per 100 km²) ed è lo stato europeo con il maggiore numero di attacchi non provocati di lupi a esseri umani nel XXI secolo, con feriti e cure ospedaliere, con 20 feriti, inclusi bambini in tentativi di predazione, solo dal 2017 al 2024 come dichiarato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), branca scientifica del ministero dell’Ambiente.