Mentre i vigili del fuoco hanno riferito che l’orsa ha inizialmente suguito la giovane donna – e anche l’Adige di stamane riprende la notizia in questi termini, nel comunicato stampa della Provincia autonoma (leggi dr. Groff, quello che diceva che Metlicovec – aggredito e ferito da un’orsa nella stessa zona nel 2017, l’aveva provocata attaccandola con un bastone) si nega che l’orsa si sia mossa. Ma solo gli organi di stampa più zerbini (come la Voce del Trentino, che dopo la morte del povero Conci è caduta in basso) si sono adeguati alla velina di Mamma Provincia.

A denunciare come casi di orsi problematici e di avvistamenti vengano occultati dalla Provincia, ci ha pensata sabato il Comitato Insieme per Andrea Papi. Gli orsi non si sono fatti “educati”: sono la Forestale e la Provincia che fanno di tutto per minimizzare, occultare, tenere all’oscuro i cittadini che frequentano ignari aree con orse con cuccioli. La Provincia pensa di essersela cavata con l’archiviazione del caso Papi (grazie alla magistratura benevola), nonostante le non poche responsabilità nella mancata cattura di JJ4 e nella non chiusura dell’area dove il povero ragazzo è stato massacrato; pensa che i cartelli gialli siano sufficienti a togliere responsabilità. Ma non è così.

L’avvistamento di venerdì mattina non deve lasciare tranquilli. La località è quella di un’area pic-nic tra Monte di Terlago e il laghi di Lamar. Non è sufficiente non inoltrarsi nei boschi; le orse in certe zone sono presenti vicinissime a strutture turistiche.

Il giorno dopo, nei pressi del primo lago di Lamar è stata avvistata un’altra (o era la stessa di venerdì?) orsa con i cuccioli. Questa volta la foto è eloquente. I soliti animalati hanno detto (lo dicono sempre quando ci sono foto scomode che mettono in evidenza la presenza dei loro beniamini in zone a rischio) che è fatta con la IA ma la persona che ha editato e diffuso la foto ha precisato che è autentica

Il presidente della Circoscrizione del comune di Trento che comprende la zona di Cadine ha lanciato un invito alla prudenza: «Dobbiamo evitare, quando possibile, di andare da soli nel bosco». Insomma, pare proprio che i Trentini debbano rassegnarsi a chiudersi in casa per lasciare liberi gli orsi che “c’erano prima di loro”. Lo Stato (Provincia autonoma compresa) pare proprio sposare le tesi animaliste e non concede neppure il porto della bomboletta spray antiorso. Piantedosi, il ministro di polizia del governo Meloni, ha escluso categoricamente una concessione ai sudditi italiani che, in tutti gli altri paesi con orsi, è pacifica. O rischiate di farvi sbranare o state chiusi in casa. Non risulta che Fugatti si stia muovendo con il governo. Gli è bastato che la bomboletta sia stata concessa ai forestali (armati con armi da fuoco) e alla protezione civile. E da quando è stato eletto ha lasciato il dr. Groff, già attivo pro orsi dai tempi di Life Ursus, al suo posto. Così come non fa nulla per raddrizzare i comportamenti opachi della Forestale.

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.