NESSUNO VUOLE IL “LATTE CLIMATICO”: UNA SBERLA AL FANATISMO GREEN

di Giancarlo Bosio

(veterinario, segretario Tutela Rurale)

La grande trovata dei “salvatori del pianeta” si è trasformata in un boomerang clamoroso. In Norvegia, il produttore Q-Meieriene aveva lanciato il cosiddetto “latte climatico”, ottenuto da mucche alimentate con l’additivo Bovaer, ideato per ridurre le emissioni di metano. Doveva essere la nuova frontiera dell’alimentazione “sostenibile”. Invece, è stato un disastro: i consumatori lo hanno rifiutato in massa, costringendo l’azienda ad accantonare il progetto.

Un flop totale, e non solo commerciale. È la prova che la gente comincia a dire basta ai dogmi dell’ideologia verde. L’idea di “aggiustare” la natura a colpi di chimica e regolamenti ha mostrato la sua arroganza: milioni di cittadini non vogliono essere cavie delle ossessioni climatiche di burocrati e multinazionali.

Il Bovaer prometteva di tagliare del 30% il metano prodotto dalle mucche, un gas che contribuisce per appena lo 0,23% all’effetto serra globale. Una riduzione del tutto irrilevante, ma sufficiente a gonfiare l’ego dei fanatici del clima e a riempire le tasche di chi lucra sui sussidi “verdi”. Nel frattempo, ai consumatori viene chiesto di pagare di più per un latte “climaticamente corretto” e di credere alla favola che le mucche minaccino il pianeta.

Il fallimento del “latte climatico” è una lezione di realtà: la propaganda verde non regge davanti al buon senso delle persone comuni. Gli esperimenti ideologici sulla nostra alimentazione, le restrizioni energetiche, le crociate contro gas, auto o allevamenti non salvano il pianeta: distruggono solo economia, libertà e fiducia.

La verità è semplice: la natura non ha bisogno dei tecnocrati per funzionare. Ha solo bisogno che smettano di manometterla.


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